Inghilterra la lotta contro lagrande distribuzione:
la rivolta dei piccoli Davide contro i Golia:
La battaglia per salvare gli antichi negozi. Le storie di decine di casi simili, tra piccole vittorie e grandi sconfitte,
Il caso della Tesco Express che prova ad aprire locali in tutte le città inglesi.
7 aprile 2012 ROSALBA CASTELLETTI

LONDRA -  È trascorso appena un mese dall'apertura dell'ottavo Tesco Express a Brickhill, Bedford, al posto del pub Bird in Hand, che già la multinazionale pensa di convertire un altro pub, il Crown, in un nuovo negozio. Col nono Tesco Express in arrivo e quattro negozi One Stop (anch'essi di proprietà della catena), la città di Bedford contende a Inverness il titolo di prima "Tesco Town" britannica. Primato di cui però gli abitanti non vanno affatto fieri.

"Questa città sta per essere schiacciata dal monopolio di Tesco", scrive un contestatore sul sito "Save Brickhill Shop", Salvate i negozi di Brickhill. La cittadina ha cercato di contrastare in tutti modi quello che è oramai soprannominato il "Tescopolio". Sinora senza successo. A ottobre, prima che il Bird in Hand venisse chiuso, a Brickhill si era tenuto un referendum comunitario che aveva registrato un'affluenza maggiore che alle ultime municipali. Oltre mille persone avevano votato contro, solo 69 a favore. Ma la loro protesta è stata inascoltata. E a un mese dall'apertura del nuovo punto vendita, le entrate dei negozi indipendenti sono scese tra il 15 e il 20 per cento.

Bedford non è sola nella sua battaglia. Il sito Tescopoly.org, fondato da una rete di organizzazioni contrarie al crescente strapotere delle catene di supermercati, ospita decine di storie di lotte di piccole comunità contro i giganti della distribuzione. Dalla campagna di Bruntsfield, soprannominata la Notting Hill di Edinburgo, dove presto una rinomatissima gastronomia locale, Peckam's, verrà rimpiazzata da un Sainsbury's Local all'attivismo degli abitanti di Strokes Croft, un angolo bohémien di Bristol, che l'aprile dello scorso anno si sono persino scontrati con la polizia per ben due volte durante le loro manifestazioni.

Eppure l'avanzata delle filiali dei grandi distributori procede indisturbata. Tesco ha già aperto 1500 punti Express e ne inaugurerà presto altre centinaia. Sainsbury's conta 400 filiali Local e Waitrose ha aperto circa 300 negozi Little. Aprono punti vendita negli "angoli delle strade" dei centri cittadini per aggirare le recenti restrizioni governative all'apertura di nuovi ipermercati fuori città. Una strategia non a caso soprannominata "street corner" e che miete vittime soprattutto fra i pub. Una scappatoia legale permette infatti di convertirli in mini-market senza bisogno di cambiare licenza e se la loro superficie non supera i 280 metri quadrati possono restare aperti 24 ore su 24 sette giorni su sette.

Intanto negli ultimi dieci anni, secondo una ricerca dell'Association of convenience stores, un decimo dei piccoli negozi ha chiuso. "Stiamo assistendo a un'ondata molto aggressiva dell'espansione di Tesco, Sainsbury's e Morrisons. Non diciamo che gli dovrebbero essere negate le licenze, ma siamo proprio sicuri che la loro apertura sia appropriata in qualsiasi luogo?", chiede un portavoce di Acs. I mini-market, sono in tanti a sostenerlo, cambiano le identità delle città. I Big Four, i quattro grandi  - Tesco, Sainsbury's, Asda o Morrisons, che da soli contano il 97% delle vendite dei prodotti di drogheria  -  si difendono sostenendo di produrre occupazione e di riportare i clienti nelle "hight street", le vie dei negozi. Ma la realtà, ribattono gli attivisti che li contestano, è un'altra: per ogni posto di lavoro creato dai mini-merkat, altrove ne muoiono a decine perché, non riuscendo a competere contro le compagnie milionarie, i negozietti indipendenti chiudono e le high street si svuotano.

La battaglia dei piccoli Davide contro i grandi Golia ogni tanto però incassa delle vittorie. Come a Herne, dove Tesco voleva aprire un punto Express al posto del pub Upper Red Lion tra una chiesetta risalente al 1350 e l'ufficio postale. In 700 hanno marciato lo scorso mese sotto la pioggia gridando "Herne contro Tesco". "Ieri  -  ha detto un consigliere della contea, Alan Marsh, al Guardian  -  un manager di Tesco ha chiamato e ha detto che non sarebbero andati avanti".



Welcome to Tescopoly 

Tesco now controls over 30% of the grocery market in the UK.
In 2011, the supermarket chain announced profits of £3.4bn. Growing evidence indicates
that Tesco's success is partly based on trading practices that are having serious consequences
for suppliers, farmers and workers worldwide, local shops and the environment.