Terzigno, no dei sindaci Bertolaso: avanti lo stesso
L'Europa minacia sanzioni all'Italia
Stop alla trattativa sul congelamento della discarica.
Il capo della Protezione civile Vertolaso, che aveva proposto il congelamento della seconda cava:
"Berlusconi si era commosso, ma io tengo duro. Napoli pulita in 3-4 giorni"

RIFIUTI
I sindaci: no all'accordo sulla discarica Bertolaso: "Non arretriamo di un passo"
I rappresentanti delle popolazioni coinvolte lasciano il tavolo di trattativa. Il capo della Protezione civile:
"Avanti in modo unilaterale", e dell'emergenza a Napoli: "Sarà pulita entro 3-4 giorni".
A Terzigno ancora una notte di scontri tra manifestanti e polizia. Lenzuola bianche e striscioni contro il governo

TERZIGNO 24 ottobre 2010-  No dei sindaci al governo. I rappresentanti dei Comuni vesuviani non hanno firmato il documento proposto ieri dal capo della Protezione civile 1, Guido Bertolaso che replica: "Consideriamo questo accordo valido e ci sarà un rispetto unilaterale". Nell'incontro di oggi i sindaci di Boscareale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase hanno lasciato la sede della prefettura di Napoli dove era stata convocata la riunione con Bertolaso senza sottoscrivere alcun accordo. "I cittadini ci chiedevano più garanzie su Cava Vitiello. Non è stato possibile averle, abbiamo deciso di non sottoscrivere il documento" ha detto il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, al termine dell'incontro. I primi cittadini, ha aggiunto, continueranno "a cercare un dialogo" e da parte del sottosegretario Bertolaso "c'è interesse a rispettare impegni su cava Sari" e la disponibilità a trovare insieme una soluzione. La riunione è stata aggiornata a martedì prossimo.

Bertolaso: "Non arretriamo di un passo". Qualche ora dopo Bertolaso, nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Regione Stefano Caldoro, ha annunciato l'intenzione di andare avanti comunque. "Noi da questo documento non arretriamo di un passo - ha affermato il capo della Protezione civile - va altre quello che dovevamo fare, lo Stato anche in questo caso farà lo Stato. Una decisione non di fermezza ma che significa saggezza". Parlando con i giornalisti Bertolaso ha riferito che Berlusconi si era "commosso" per le "lamentele" della popolazione contro l'apertura della discarica, ma "io gli ho spiegato che quel sito non poteva essere escluso, perché è stato indicato dalla legge". Il sottosegretario ha poi spiegato che, in maniera unilaterale,  verranno seguiti tutti i sei punti del documento elaborato nella tarda serata di ieri, compreso lo stop di tre giorni per il conferimento di immondizia nella cava Sari per permettere analisi delle acque, dell'aria e delle zone circostanti. Una volta conosciuti i risultati della analisi, la discarica sarà riaperta e accoglierà solo i rifiuti dei Comuni vesuviani compresi nella "zona rossa". Il documento prevedeva, tra l'altro, la sospensione da parte dei cittadini di qualsiasi forma di protesta e il congelamento di cava Vitiello come sito per discarica. Provvedimento questo che avrà un tempo "lungo, non certo poche settimane" ha precisato, "noi avevamo proposto lo stop fino al dicembre 2011, ma per i sindaci era troppo poco e quindi abbiamo scritto sul documento: sospensione 'a tempo indeterminato'". In conclusione, Bertolaso ha parlato di "un accordo equilibrato che va al di là delle più rosee aspettative sulle garanzie". "Non ricordo un accordo in questi sei anni così vasto e aperto nei confronti dei cittadini" ha concluso.

"Napoli pulita in 3-4 giorni". Nel corso della conferenza stampa Bertolaso ha parlato anche dell'emergenza rifiuti a Napoli, affermando che la città "sarà pulita entro 3-4 giorni" e ha assicurato che "gli sversamenti di rifiuti nella discarica di Chiaiano non aumenteranno. "Abbiamo preso impegni anche con i cittadini di quella zona per gli orari e per le volumetrie di rifiuti sversati. Poi - ha aggiunto - se questa notte dovesse accadere l'apocalisse sarebbe una strumentalizzazione". I cittadini delle aree interessate dalla cava di Chiaiano, ha tenuto a sottolineare Bertolaso, "non si lamentano per il cattivo odore perché la discarica è gestita bene e funziona".

La protesta contro i sindaci. Ieri sera i manifestanti avevano contestato i sindaci dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno che hanno illustrato l'ipotesi di intesa discussa in prefettura. I manifestanti avevano ribadito ai sindaci che si sono recati alla rotonda Panoramica che non c'è alcun margine di trattativa e che pretendevano garanzie, anche attraverso un decreto legge, circa l'immediata revoca del progetto di apertura del secondo invaso, ovvero quello di cava Vitiello. I primi cittadini si sono fatti portavoce delle loro rimostranze e nel vertice di oggi hanno rifiutato l'accordo proposto da Bertolaso.

Lenzuola e striscioni contro il governo. Intanto è stata ancora una notte di scontri tra le forze dell'ordine e i manifestanti a Terzigno. E la giornata è iniziata con un corteo "funebre", con tanto di carro delle onoranze e corona di fiori firmata: "I cittadini del parco nazionale del Vesuvio", dei cittadini di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase, riunitisi alla rotonda dei Passanti per raggiungere rigorosamente a piedi, come chiesto dagli organizzatori, la rotonda di via Panoramica, luogo del presidio permanente della protesta. Alle finestre i cittadini  hanno appeso delle lenzuola bianche e sugli striscioni si legge: "Voi mangiate i nostri soldi, noi mangiano camorra e rifiuti", e ancora: "Berlusconi e Bertolaso anche l'Europa vi ha schifato". Il corteo ha sfilato sulle note dell'inno nazionale, sventolando bandiere dell'Italia su cui c'è scritto: "Abbiamo la stessa bandiera ma non siamo italiani".

Un'altra notte di tensione. La battaglia, però, inizia più tardi del solito. Tutta Terzigno aspettava speranzosa l'esito dell'incontro in prefettura tra il capo della Protezione civile e quattro sindaci dell'area vesuviana sull'emergenza rifiuti nel paese campano. Ma già ieri sera l'esito non è stato quello che ci si attendeva. E così, poco dopo l'una di questa notte, è iniziata l'ennesima guerra notturna tra manifestanti violenti e forze dell'ordine. Poco meno di quattro ore di guerriglia urbana, durante la quale gli agenti hanno effettuato due fermi e sequestrato una bomba molotov non esplosa. Sei esponenti delle forze dell'ordine sono stati feriti: un carabiniere e un poliziotto hanno riportato traumi da scoppio, mentre gli altri contusioni e lesioni varie.

Più volte i manifestanti, si tratta di gruppi di giovanissimi, sono avanzati verso le forze dell'ordine che hanno reagito con piccole cariche di alleggerimento. Sono piovute pietre, poi i fuochi d'artificio ad altezza d'uomo, infine ancora pietre e alcune bottiglie incendiarie. Gli agenti hanno risposto alternando le cariche agli spari di gas lacrimogeni e fumogeni. I teppisti hanno alternato insulti al lancio di oggetti. Un agente ha recuperato una molotov non esplosa. Almeno altre cinque sono state lanciate contro la polizia e i carabinieri, senza provocare danni. Alla fine i manifestanti violenti se ne vanno. Ma sono pronti a tornare. Come fanno ormai, senza interruzione, da alcuni giorni.
 
CAOS RIFIUTI
Vertice in prefettura: "Congelata Cava Vitiello" Il Papa: "Si trovi giusta e adeguata soluzione"
Vince la protesta sulla seconda discarica a Terzigno. Sull'emergenza, dopo il cardinale Sepe, interviene anche Benedetto XVI. Ancora una notte di guerriglia con due poliziotti, tre carabinieri e un custode feriti. Emergenza anche a Napoli dove sono stati dati alle fiamme cumuli di spazzatura. Il capo della Protezione civile: "Invece di dare giudizi date una mano"

NAPOLI 23 ottobre 2010- Ancora tensione e incidenti, nella notte, a Terzigno per la battaglia contro la discarica dei rifiuti. Cresce la preoccupazione e interviene anche il Papa: sia "trovata una giusta e condivisa soluzione" ha detto Benedetto XVI  in un messaggio di "vicinanza spirituale" alla diocesi di Nola. E in serata, nel vertice convocato in Prefettura tra Bertolaso e i sindaci dei Comuni vesuviani, si decide il 'congelamento' della Cava Vitiello come seconda discarica. La notte scorsa è iniziata l'ennesima guerriglia urbana con lanci di molotov, pietre, bottiglie, razzi e petardi. La polizia ha risposto con un nutrito lancio di lacrimogeni verso la parte più violenta dei dimostranti. Dopo tre ore di scontri il bilancio è di due poliziotti e tre carabinieri feriti, un operatore televisivo aggredito e la telecamera danneggiata. Grave la situazione anche a Napoli, dove in nottata ci sono state decine di roghi di spazzatura da giorni non rimossi. E la nuova crisi dei rifiuti è per la città "l'ennesima beffa", ha detto il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, nel corso della sua omelia durante la concelebrazione eucaristica di ringraziamento per la canonizzazione di santa Giulia Salzano. Sepe ha parlato della grave emergenza che ancora una volta ha gettato il capoluogo campano e le aeree circostanti nel caos: "Napoli non è e non sarà mai una partita persa", ha detto il presule, che ha invitato tutti a non perdere la speranza e a resistere alle 'forze del male' che vorrebbero dare 'l'ultima spallata verso il baratro', in modo che il caos regni sovrano. E, davanti a tutto questo, la Chiesa non può e non deve tacere.

Vertice in prefettura, congelata Cava Vitiello. Dopo una luntghissima giornata, arriva la prima buona notizia per i manifestanti: 'congelamento' di Cava Vitiello a Terzigno come seconda discarica, bonifica immediata della ex Cava Sari che resterà aperta fino a esaurimento e l'impegno di Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, a presentare in Parlamento la richiesta di escludere Cava Vitiello dalla legge del 2008. È questo il contenuto del documento congiunto - a quanto si è appreso - stilato nel vertice nella Prefettura di Napoli tra lo stesso Bertolaso, il governatore della Campania Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, e i sindaci dei Comuni vesuviani interessati dalla apertura del secondo invaso. Il documento tecnico, secondo indiscrezioni trapelate mentre l'incontro è ancora in corso, prima di essere sottoscritto dalle parti sarà sottoposto all'esame delle popolazioni interessate.

La preoccupazione dell'Ue: "Misure insufficienti". "Sono molto preoccupato per quanto succede attualmente in Campania", scrive in una nota il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik. "La Commissione sta ancora valutando la documentazione che ci è stata trasmessa dalle autorità italiane all'inizio di ottobre, ma la situazione odierna ci fa pensare che le misure adottate dal 2007 in poi sono insufficienti". Secondo Bruxelles, "la situazione odierna non è cambiata rispetto a quando la Commissione decise di bloccare i finanziamenti europei". Già il 5 ottobre scorso, dopo un incontro con una delegazione della Campania guidata dal governatore Stefano Caldoro, Potocnik aveva giudicato la situazione "seria" e aveva sottolineato come ci fosse bisogno di un'azione "determinata, sistematica e strutturale". Il 4 marzo scorso la Corte europea di giustizia giudicò che l'Italia era in infrazione rispetto al diritto comunitario in quanto non aveva realizzato in Campania una rete di impianti atta a garantire lo smaltimento dei rifiuti urbani in maniera sicura per la salute dei cittadini e per l'ambiente.

Benedetto XVI: "Sia trovata la giusta soluzione". Trovare, "con il concorso e la buona Volontà di tutti", "una giusta e condivisa soluzione al problema" di Terzigno. Questo auspica papa Benedetto XVI che ha oggi inviato al vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, un messaggio rivolto alle popolazioni di Boscoreale e Terzigno. "Il santo padre - si legge nel messaggio diffuso dalla diocesi di Nola - che segue con paterna attenzione le preoccupanti notizie provenienti dal territorio di Terzigno, la prega di farsi interprete della sua vicinanza spirituale nell'auspicio che, con il concorso e la buona volontà di tutti, sia trovata una giusta e condivisa soluzione al problema". 

Sepe: "Per Napoli l'ennesima beffa". Per Napoli e la sua area metropolitana la nuova crisi dei rifiuti è "un'ennesima beffa". La pensa così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che ha parlato dell'emergenza nel corso della sua omelia durante la concelebrazione eucaristica di ringraziamento per la canonizzazione di santa Giulia Salzano, fondatrice delle suore catechiste del Sacro cuore. "Ancora una volta, la nostra Napoli - ha detto Sepe -, ma anche altre località dell'area metropolitana, si ritrova stretta nella morsa di quella che sembra un'ennesima emergenza ma che, con un minimo di realismo, va piuttosto identificata come l'ennesima beffa. I cumuli di immondizia - prosegue il presule - sono ritornati a deturpare non solo il volto e il decoro della città, ma la dignità dei suoi abitanti, mentre a pochi chilometri di distanza esplode, in maniera violenta, la protesta di intere popolazioni preoccupate per l'utilizzazione di nuove discariche sul proprio territorio". La Chiesa, sostiene il cardinale, anche se non ha voce in capitolo per trovare soluzioni tecniche, non può voltarsi dall'altra parte e ignorare la voce dei cittadini in una situazione così preoccupante: "Di fronte a ciò che sta accadendo, la Chiesa non ha titolo per parlare di soluzioni tecniche - dice il presule -. Tuttavia - aggiunge il cardinale - la Chiesa non può tacere, perché anche il silenzio sarebbe colpevole rispetto alla visione, ancor più importante e decisiva, del futuro di questa nostra terra".

Napoli non è 'partita persa'. Il cardinale, poi, ha esortato tutti a non considerare Napoli una 'partita persa': "Napoli non è e non sarà mai una partita persa - ha detto -. Viene facile, soprattutto di fronte alle nauseabonde suggestioni del 'dramma rifiuti', accorciare il passo verso una deriva, anch'essa generalizzata, e senza ritorno. L'orlo del precipizio, lo vediamo da molti segni, non è forse lontano. Ma proprio in momenti come questi che la voce della Chiesa è chiamata a levarsi alta e forte per richiamare al coraggio". E ha aggiunto: "C'è forse chi, come le forze del male e della violenza, appare pronto a dare l'ultima spallata o il colpo di grazia, perché tutto precipiti e il caos regni su tutto. Nessuna emergenza - conclude Sepe - può arrivare a scalfire quel sentimento, allo stesso tempo ordinario ed estremo, come la speranza: una risorsa che questa nostra terra si è guadagnata attraverso secoli e secoli di sofferenze". 

Bertolaso: "Ue faccia il proprio mestiere". Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è critico sulle perplessità espresse dall'Ue in merito alla possibilità di attivare una seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio. "L'Unione europea - ha detto Bertolaso, nell'aquilano per una serie di cerimone - farebbe bene a fare il proprio mestiere e invece di dare giudizi dovrebbe dare una mano a trovare alternative". "Noi abbiamo fatto tutte le analisi, tutte le verifiche e tutti gli studi possibili. Al momento - ha aggiunto - non sembra che ci siano alternative. Anche ieri sera incontrando i sindaci del vesuviano li ho invitati a presentare eventuali progetti diversi, se ci sono". Il capo della Protezione civile ha poi precisato che "con l'Ue abbiamo un rapporto estremamente costruttivo e molto positivo con quelli che sono i veri e reali interlocutori delle commissioni competenti". Bertolaso ha dunque puntualizzato che "a sollevare perplessità non è stata l'Unione europea ma una parlamentare olandese che appartiene a un partito politico evidentemente poco amico del nostro Paese". Immediata la replica dell'Ue: la Commissione europea è sempre pronta ad "aiutare gli Stati" ha detto Joseph Hennon, portavoce del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik. "Siamo pronti a fare il necessario nei contatti con lo Stato membro" perché si adegui alle normative comunitarie, ha aggiunto il portavoce. 

All'indomani dell'incontro con i sindaci del vesuviano, Bertolaso ha ribadito la priorità di "sistemare nel modo migliore la discarica che è attualmente in funzione. Una discarica che era stata predisposta in modo assolutamente ineccepibile e che è stata gestita in un primo tempo senza alcuna protesta. Poi evidentemente questo impianto ha suscitato qualche polemica e preoccupazione. Non credo - ha concluso Bertolaso - che la questione sia particolarmente complicata in quanto ci sono le professionalità per risolvere il problema".

Custode ustionato al piede. Alle 3 è stata liberata la statale 268, nei pressi di Ottaviano mentre in mattinata, in via Nazionale, a Boscotrecase, non lontano dalla discarica, due persone a bordo di un motorino hanno lanciato bottiglie incendiarie nell'isola ecologica danneggiando due mezzi mentre il custode, un immigrato, è rimasto ustionato a un piede nel tentativo di spegnere le fiamme. Alle prime luci dell'alba le strade adiacenti il teatro delle violenze nelle due aree circostanti la rotonda di via Panoramica, a metà tra i comuni di Boscoreale e Terzigno, sono piene dei segni della guerriglia che ha fatto da epilogo ai blocchi stradali, agli incendi e alle occupazioni della ferrovia della giornata di ieri. 

Continua presidio alla discarica. La strada d'accesso al sito di Terzigno è sempre presidiata e sono arrivati una ventina tra blindati, camionette e auto di carabinieri, polizia e guardia di finanza mentre una ruspa della polizia scortata ha ripulito la strada dai rifiuti. Le vie d'accesso alla zona sono libere, se si escludono i cumuli di spazzatura che invadono le strade. Anche il servizio della circumvesuviana, ieri interrotto per ore, al momento è regolare. Intanto alcune centinaia di persone continuano a presidiare l'ingresso della cava Sari nel comune di Terzigno (Napoli). In mattinata davanti all'ingresso dello sversatorio sono arrivati numerosi studenti della zona. I manifestanti attendono l'esito del nuovo vertice convocato nel pomeriggio in prefettura tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i sindaci di Boscoreale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase. Con i primi cittadini, come già avvenuto nell'incontro di ieri sera, dovrebbero prendere parte al vertice anche alcuni rappresentanti dei comitati di protesta. Sul tappeto c'è la bonifica della cava Sari ma soprattutto la richiesta di scongiurare l'apertura di un secondo invaso nella cava Vitiello. In mattinata al presidio non ci sono state tensioni tra le forze di polizia e i manifestanti. A rendere il clima più sereno è stato anche il fatto che non sono giunti gli autocompattatori.

I sindaci: no alle proposte di Berlusconi. La vicenda della discarica di Sari è stata affrontata ieri da Bertolaso che ha garantito, nel corso di un incontro con sindaci 1 e rappresentanti dei comitati vesuviani, interventi per eliminare la puzza e garantire un regolare sversamento dei rifiuti. I primi cittadini si sono presentati al tavolo dicendo un no secco alle compensazioni economiche prospettate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E nello stesso ribadendo l'opposizione totale alla apertura della seconda discarica.


Berlusconi: in 10 giorni tutto a posto
23 ottobre 2010
 «Il governo interviene con «una con ordinanza urgente da parte del prefetto di Napoli che solleverà la società Asia
che gestisce la discarica di Terzigno dalla stessa gestione. La nuova gestione verrà assunta dai professionisti della Protezione Civile». Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Palazzo Chigi. «Il Governo garantisce anche le disponibilità dei fondi per le opere di compensazione, per un totale di 14 milioni che riguardano Terzigno». 

Intanto, gli abitanti di Terzigno continuano a presidiare la rotonda di via Panoramica, a poche centinaia di metri dalla discarica di Sari e non lontano dal luogo in cui dovrebbe essere aperta quella di Cava Vitiello. Da qualche minuto sono spuntate anche alcune bandiere tricolori che alcuni giovani del posto hanno fissato da un capo all'altro di una strada chiusa da blocchi di cemento, pietre, materassi e rami di alberi. Alcuni dei manifestanti hanno applaudito ironicamente le forze dell'ordine, presenti in massa già da questa mattina, per garantire il rispetto della quiete dopo la guerriglia urbana di questa notte. Il presidio mattutino è stato comunque totalmente pacifico. I cittadini di Terzigno e Boscoreale attendono notizie da Roma, dove è previsto un vertice straordinario del governo convocato proprio per discutere della spinosa vicenda della discarica nel paese campano. 

Numerose le iniziative condotte dai residenti: alcuni di loro stanno procedendo a una raccolta di firme per la creazione di un «gruppo di autogestione». «Non ci sentiamo più rappresentati da nessuno. Nè dallo Stato, nè dalle autorità regionali e provinciali. Dobbiamo tutelare la nostra salute, le nostre famiglie», ha sostenuto uno dei promotori.
 

Dichirazioni a vuoto sulla pelle dei cittadini
21 Maggio 2008 - 21 Ottobre 2010 emergenza rifiuti: tutte le promesse (non mantenute)