Siracusa, edilizia scolastica: Istituto Alberghiero,
sfratto esecutivo dalla vigilia di Natale.
il consigliere provinciale Alessandro Acquaviva contro la mozione di Forza Italia.

Giovedì 29 Ottobre 2009 Sergio Molino

 Un nuovo caso “Verga” si profila all’orizzonte dell’ edilizia scolastica siracusana. A partire dal prossimo anno potrebbero non avere più una sede gli alunni dell’istituto d’istruzione secondaria superiore per i servizi alberghieri della ristorazione e turistici “Federico II di Svevia” di Siracusa.
Se non arriveranno in tempo nuove disposizioni e soprattutto nuovi locali da parte dell’amministrazione provinciale, nel cui ambito rientra la competenza di questa scuola, si corre il rischio concreto di non sapere dove andare a fare lezione il prossimo anno. Alla vigilia di Natale diverrà, infatti, esecutivo lo sfratto dall’edificio di viale Scala Greca 12, che la provincia detiene in locazione.

“E’ semplicemente atto di demagogia – sostiene il consigliere provinciale Alessandro Acquaviva, del gruppo misto La sinistra – l'aver presentato una mozione, priva di proposte, da parte del gruppo consiliare di Forza Italia, che scarica le responsabilità dei ritardi accumulati sull’amministrazione. Il 26 Ottobre dello scorso anno era stato addirittura il ministro Prestigiacomo ad occuparsi della vicenda presentandosi a scuola con il presidente Bono, accompagnata da assessori e consiglieri, e riconoscendo, alla presenza dei giornalisti, la massima priorità nella costruzione di una nuova struttura per dare all’istituto quella dignità negata per tanto tempo”.”Ad un anno di distanza – prosegue Acquaviva – quella visita si è rivelata come una spudorata iniziativa di propaganda ai danni degli studenti poiché, ad oggi, non esiste alcuna proposta dell’amministrazione provinciale, né del gruppo di Forza Italia e non si hanno notizie di eventuali finanziamenti governativi specifici.”

La trattazione dell’argomento dell’istituto alberghiero è al dodicesimo punto dell’ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale, indetto per il 3 novembre. Una collocazione che fa sorgere serie perplessità sulla reale possibilità di dare corso al dibattito se non si interverrà modificandone la priorità nella scaletta dei lavori consiliari.
Mentre nessuno azzarda delle ipotesi per individuare una possibile via d’uscita, i tempi stringono davvero. Da qualche parte esiste un progetto preliminare per la realizzazione di un nuovo edificio, nella zona di via Lazio, ma la richiesta economica, intorno ai venti milioni di euro, è stata più volte ritenuta esorbitante.
Nel mese e mezzo che manca alla conclusione dell’anno è materiale impossibile riuscire a costruire o comunque acquisire nuovi locali. E’ probabile che si percorra la strada della proroga, che potrebbe concedere qualche lasso di tempo per decidere, ma si tratterebbe solo di ritardare un appuntamento. La giustizia amministrativa ha già avviato il suo corso e, prima o poi, manderà i suoi emissari a sigillare le porte.
“La strumentalizzazione del gruppo di Forza Italia – conclude il consigliere Acquaviva – turba gli animi degli studenti, che potrebbero avviare nuove iniziative di lotta a difesa della propria dignità e del diritto allo studio”.