CASA DI ACCOGLIENZA DI SARA E ABRAMO A SIRACUSA
Lunedì 2 maggio 2011
La “Casa di Sara e di Abramo” vuole essere più di un semplice ricovero, più di un luogo
dove trovare riparo dal freddo e un pasto per sfamarsi. Vuole un luogo dove si trova “casa”

Cari amici, come molti di voi già sapranno, l’Arcidiocesi di Siracusa ha promosso la nascita di un centro di accoglienza
che è attivo dal 27 di gennaio 2011. Si rivolge ai senza tetto della città e ha avuto la sua prima sede presso
la “Casa della Carità” del Santuario della Madonna delle Lacrime per i primi due mesi.
Dal mese di marzo il centro è ospite nel convento delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore di via Monte Genuardo (viale Epipoli).

 Nato come risposta all’appello lanciato dalla Protezione Civile Nazionale per l’emergenza freddo di metà dicembre,
si è potuto realizzare grazie all’impegno di Istituzioni dell’Arcidiocesi, della Protezione civile del Comune di Siracusa,
di associazioni e singoli volontari.

Ora, dopo tre mesi di vita, si vuole uscire dall’emergenza ed iniziare una fase nuova che riesca a coniugare risposta immediata
ai bisogni e progettualità a lungo termine per un reinserimento a pieno titolo degli “ospiti” del centro nella società.
Il nome scelto per il centro esprime l’idea del progetto: “CASA DI SARA E ABRAMO”.

Abramo è il padre dei credenti delle tre grandi religioni del Libro: Ebraismo, Cristianesimo, Islam. Abramo uscì dalla sua terra
per andare verso la terra promessagli da Dio. Egli parte fiducioso in un Dio sconosciuto, ma di cui si fida. Abramo è l’uomo
della pace e in lui si riconciliano i popoli. Sara è una delle figure femminili della Bibbia che accompagnano i patriarchi
nel cammino del popolo di Israele, archetipo delle donne che con la loro fatica e la loro dedizione umanizzano la storia.

La “Casa di Sara e di Abramo” vuole essere perciò più di un semplice ricovero, più di un luogo dove trovare riparo
dal freddo e un pasto per sfamarsi. Anche questo, ma molto di più. Vuole essere innanzi tutto un luogo dove si trova “casa”
dove si è ospiti proprio nel senso biblico del termine. Abramo accolse tre uomini sconosciuti e li ospitò in casa sua.

Gli ospiti della “Casa di Sara e Abramo” sono accolti perché persone,
con la loro dignità, la loro cultura, la loro esperienza spirituale.

Tutti possono contribuire a sostenere la “Casa di Sara e Abramo”:

· attraverso l’impegno diretto nella gestione della casa (cucina, pulizie, servizi alla persona, …),

· mediante il sostegno economico (nelle possibilità di ciascuno: il poco di tanti contribuisce ai bisogni di molti).

Attualmente sono impegnati nell’attività della Casa associazioni cattoliche, associazioni di volontariato aconfessionali,
alcune parrocchie, il Seminario Arcivescovile.
I volontari provvedono alla preparazione dei pasti, alla pulizia degli ambienti, all’assistenza sanitaria e legale degli ospiti.

La Casa può ospitare fino a trenta persone e così purtroppo non si riesce a venire incontro
alle richieste di tanti altri senza fissa dimora che vivono nella nostra città.

Gli ospiti non sono solo extracomunitari, ma molti sono nostri concittadini
che per motivi diversi hanno perso lavoro, casa e famiglia.

 I volontari svolgono il loro lavoro organizzati in gruppi operativi:

· -    la logistica

· -   la cucina

· -   servizi socio-sanitari

TUTTI POSSONO CONTRIBUIRE NELLE FORME PIÙ CONSONE
ALLE PROPRIE POSSIBILITÀ
AL SOSTEGNO DI QUESTA ESPERIENZA.

 Il sostegno economico può avvenire:

· -  attraverso l’ufficio dell’economo diocesano (in piazza Duomo, 5)

· -  attraverso i responsabili dei servizi della Casa

Pertanto, facendo parte del gruppo di volontari che si occupano di questo progetto, vi propongo, in accordo con i rappresentanti della Diocesi e delle associazioni, di dare vita ad una raccolta fondi che inizierà da subito e che servirà a garantire un sostegno
alle attività della Casa. Ci impegneremo a versare, almeno per un anno, un contributo di appena  € 10.00 mensili che potrà
essere versato ogni primo giovedì del mese. La raccolta avverrà presso il Centro Pio La Torre in Piazza Santa Lucia, 24
dalle 17,30 alle 19,30. Per chi non potesse venire in tale giorno, sarò presente al Centro PLT ogni giovedì alla stessa ora.

Sono certa che la mia proposta incontrerà il vostro favore e sostegno.
Vi prego di girare questa mail ai vostri contatti,
affinchè questo progetto trovi un sempre maggior numero di sostenitori.

Vi ringrazio anticipatamente per la vostra generosità.
Mariaconcetta Francica Nava