Le intercettazioni sono il più
efficace strumento d'indagine giudiziaria sulla corruzione e sulle mafie.
Con il DDL proposto dal Governo
Berlusconi, i magistrati potranno utilizzarle solo in casi e tempi limitati.
Senza le intercettazioni le indagini
verranno rallentate, se non impedite, perché condotte con metodi
vecchi e inadeguati
a carpire per tempo tutte le
informazioni che servono a comporre quell’orrendo mosaico di collusioni
che lega mafia, politica, corruzione, massoneria, servizi deviati e quant’altro.
Tutto ciò che da decenni mina la nostra Democrazia, per volontà
di questo Governo, potrà
continuare a compiersi nell’ombra o, al massimo, venir scoperto dopo i
termini della prescrizione!
Contestualmente condanniamo
con forza l’attacco al diritto di cronaca che verrebbe perpetrato e che,
di fatto,
nega al cittadino il diritto
di essere informato sui misfatti e sulle malversazioni della casta politica,
specie se si tratta di rappresentanti
di Governo o di apparati di potere occulto.
I giornalisti, insomma, non potranno più scrivere di mafia, n’drangheta, appalti truccati e intrecci politico-mafiosi.
Inoltre, il DDL intercettazioni
viola l’art. 21 della Costituzione italiana che recita testualmente:
“Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro
mezzo di diffusione.
La stampa non può essere
soggetta ad autorizzazioni o censure.
La giustizia è incatenata
e i criminali rimangono liberi.
L'opinione pubblica ha diritto
di essere informata da una stampa senza bavagli.
Rompi il silenzio. RIBELLATI
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