Primo Levi 1976 Meditate che questo è stato: vi comando queste parole.
Considerate se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate
tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici

Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi, non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare.
Mi spiego: "comprendere" un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo,
contenerne l'autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui.
Ora, nessun uomo normale potrà mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri.
Questo ci sgomenta, ed insieme ci porta sollievo: perché forse è desiderabile che le loro parole (ed anche, purtroppo, le loro opere)
non ci riescano più comprensibili. Sono parole ed opere non umane, anzi, contro-umane, senza precedenti storici, a stento paragonabili
alle vicende più crudeli della lotta biologica per l'esistenza. A questa lotta può essere ricondotta la guerra:
ma Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne è un episodio, non ne è una forma estrema.
La guerra è un terribile fatto di sempre: è deprecabile ma è in noi, ha una sua razionalità, la "comprendiamo".
Ma nell'odio nazista non c'è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell'uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto
del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso.
Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia.
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare,
le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
Per questo, meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini,
quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi.
Erano "capi carismatici", possedevano un segreto potere di seduzione che non procedeva dalla credibilità
o dalla giustezza delle cose che dicevano, ma dal modo suggestivo con cui le dicevano, dalla loro eloquenza,
dalla loro arte istrionica, forse istintiva, forse pazientemente
esercitata e appresa. Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in generale erano aberranti, o sciocche, o crudeli;
eppure vennero osannati, e seguiti fino alla loro morte da milioni di fedeli.
Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche i diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati,
non erano (salve poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque.
I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni,
i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come Hòss comandante di Auschwitz,
come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent'anni dopo, massacratori in Algeria,
come i militari americani di trent'anni dopo, massacratori in Vietnam.
Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici:
dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà.
Poiché è difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto tutti i profeti; è meglio rinunciare alle verità rivelate,
anche se ci esaltano per la loro semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo comode perché si acquistano gratis.
E' meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente,
a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.
E' chiaro che questa ricetta è troppo semplice per bastare in tutti i casi: un nuovo fascismo, col suo strascico di intolleranza,
di sopraffazione e di servitù, può nascere fuori del nostro paese ed esservi importato, magari in punta di piedi
e facendosi chiamare con altri nomi; oppure può scatenarsi dall'interno con una violenza tale da sbaragliare tutti i ripari.

Allora i consigli di saggezza non servono più, e bisogna trovare la forza di resistere:
anche in questo, la memoria di quanto è avvenuto nel cuore dell'Europa,
e non molto tempo addietro, può essere di sostegno e di ammonimento.