Un'ipotesi astratta...
"Facciamo l’ipotesi, così
astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante"
Piero Calamandrei, 20 marzo 1950
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci
sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente
vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare
in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare
l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole
istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare
per impadronirsi delle scuole e per trasformare le
scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato
hanno il difetto di essere imparziali. C’è
una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto
il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada
(è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare
le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che
si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole
private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino
a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo
sono migliori si dice di quelle di stato. E magari
si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare
i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle
scuole private. A “quelle” scuole private.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare
le scuole di stato in scuole di partito,
manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza
alle sue scuole private.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere
d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già
detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private.
Non controllarne la serietà. Lasciare che vi
insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare.
Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole
private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private
denaro pubblico."
Pubblicata
da LaPS - Laboratorio di Partecipazione Studentesca giovedì 6 gennaio
2011