Sandra e Fortunato sposi davanti agli uomini, davanti a Dio.
Lei, nata uomo da 30 anni donna, vive con fede il proprio amore per Fortunato.
Si sposano dinanzi a Dio, a Firenze; l'arcivescovo sospende il sarcerdote
che ha celebrato il matrimonio, la comunità si stringe solidale intorno al prete.
Firenze Comunità Le Piagge: Scandalo e indignazione»
per l’allontanamento di Alessandro Santoro.
 Due persone consacrano la loro unione, già benedetta da 30 anni di amore e fiducia, ma un’altra unione era lì sull’altare,
pronta al sacrificio in nome dell’obbedienza. Non quella al diritto canonico: l’obbedienza al precetto di amore del Vangelo.
A questa obbedienza Santoro non può non adempiere: per fedeltà verso la sua gente che non ha potuto non celebrare questo matrimonio.
L’unione di Sandra e Fortunato, ha detto ancora Santoro, è amata da Dio.
Il Matrimonio alle Piagge, un passo avanti per i diritti
La prima risposta ufficiale della Comunità delle Piagge
alla scandalosa rimozione
di Alessandro Santoro da parte del vescovo di Firenze.


Comunicato stampa Comunità delle Piagge
    Scandalizzati dalla rimozione di Don Alessandro Santoro.
Il vescovo non conosce la Comunità ma la colpisce.
Ad un anno dalla nomina Betori non è mai venuto alle Piagge.
Il sacerdote rimosso anche dalle cariche "civili".
Si vogliono forse azzerare le attività a favore degli ultimi?

Firenze, 28 ottobre 2009- «Scandalo e indignazione» per l’allontanamento di Alessandro Santoro, deciso lunedì scorso dal vescovo Giuseppe Betori. E’ il sentimento espresso dalla Comunità di base delle Piagge riunita in assemblea ieri sera al centro sociale Il Pozzo nella periferia ovest di Firenze. L’incontro era stato organizzato per conoscere la decisione presa nei confronti di Santoro, anticipata invece dalla curia alla stampa prima ancora che lo stesso sacerdote potesse comunicarla alla sua gente.

L’assemblea ha prodotto un documento in cui si afferma: «In quanto parte della comunità cristiana non ci sentiamo né “sconcertati” né “confusi”, come dichiarato da Betori in merito alla celebrazione del sacramento del matrimonio di Sandra e Fortunato. Eravamo invece partecipi della scelta presa. Siamo, al contrario, estremamente “sconcertati”, “confusi”, oltreché scandalizzati, che la decisione di allontanare Alessandro dalle Piagge sia arrivata senza che il vescovo, ad un anno dalla nomina a Firenze, abbia sentito la necessità di incontrare e conoscere da vicino la nostra realtà.»

«Il vescovo ha inoltre affermato che il matrimonio tra Sandra è Fortunato “genera inganno” nei loro riguardi. Vorremmo chiarire invece - dice il documento - che i due sposi erano pienamente consapevoli che il matrimonio sarebbe stato purtroppo invalidato dalla Chiesa. E anche noi lo eravamo. Nonostante questa consapevolezza è stato comunque deciso di celebrarlo.»

«Vogliamo dire altrettanto chiaramente a tutte e a tutti, anche al vescovo, che il nostro lavoro sul territorio, condiviso e costruito quotidianamente con gli abitanti del quartiere, e non solo, va avanti» – continua la nota. «E’ per noi inconcepibile fermare anche solo per un’ora quel laboratorio di innovazione sociale, quel mosaico di attività che ogni giorno si ricrea lungo la via Pistoiese: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracittà alla casa editrice Edizioni Piagge. Quel luogo di aggregazione e di sostegno rappresentato dal centro sociale Il Pozzo è la spina dorsale della Comunità e non sarà piegato da nessuna volontà esterna».

«Ci chiediamo quindi - continua il documento - perché queste attività debbano essere colpite, invocando il diritto canonico, sollevando Alessandro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno dell’associazione Il Muretto e delle cooperative Il Cerro e Il Pozzo».

«Vorremmo che da oggi, ancor più che nel passato - conclude la Comunità delle Piagge -  tutto il nostro impegno possa diventare sempre più patrimonio condiviso e partecipato di chi vive la città di Firenze, di coloro che credono in una Chiesa capace di sporcarsi le mani con gli ultimi, di tutti quelli che difendono la dignità umana.»
 

Il Matrimonio alle Piagge, un passo avanti per i diritti.
sabato 24 ottobre 2009  Riccardo Capucci

Domani alle Piagge sarà un giorno importante. Alle 11 del mattino Sandra e Fortunato si sposeranno nella chiesa/laboratorio/centro sociale del Pozzo, in via Lombardia, sede della Comunità delle Piagge. A celebrare la funzione sarà Alessandro Santoro, prete. Sarà un giorno importante perché un altro piccolo passo verso la modernità e il rispetto del diritto di eguaglianza sarà compiuto. Sandra, sessantaquattrenne cattolica praticante, è infatti nata uomo e, 30 anni dopo essere diventata donna anche per la legge italiana, potrà finalmente essere trattata come una qualsiasi altra fedele. Ciò accadrà dopo decenni di discriminazioni e sofferenze e a 26 anni di distanza dal felice matrimonio civile con Fortunato.
 

Le pubblicazioni del matrimonio
Sandra è per lo Stato italiano una donna. Ma le gerarchie ecclesiastiche non riconoscono formalmente il suo diritto ad essere riconoscuta come tale. Minacciano perciò di invalidare il matrimonio e di far pagare un prezzo molto alto ad Alessandro Santoro per questo atto di “disobbedienza”. Potrebbe essere traferito, sospeso o chissà cosa.

Domani è un giorno importante per la chiesa cattolica e il suo futuro. Se vorrà continuare ad essere la guida spirituale degli uomini e delle donne di buona volontà, dovrà allo stesso tempo comprendere a fondo la complessità della realtà che la circonda e attrezzarsi culturalmente per affrontare la società contemporanea. Altrimenti non saprà capire né farsi capire dal suo stesso popolo.


La sposa: 'Se cacciano lui lascio la Chiesa anch' io'
Repubblica — 27 ottobre 2009   pagina 9   sezione: FIRENZE MARIA CRISTINA CARRATU 

«Se buttano fuori dalla Chiesa Alessandro, me ne vado anch' io». Sandra Alvino, sposa già non più sposa, ha vissuto ieri, dopo la gioia di domenica, «il giorno della tristezza». Con il matrimonio religioso, spiega, «avevo vinto una battaglia durata anni». Adesso resterà «cattolica, sì, ma solo perché il nostro Dio è dappertutto, non solo dove dice la Chiesa ufficiale». E un giorno di tristezza è stato ieri anche per la comunità delle Piagge, dove tutto è continuato regolarmente, la scuola per gli adulti, il doposcuola per i bambini, il mercatino equo e solidale, ma dove niente è già più come prima. Si risponde al telefono con la voce rotta, «per favore, stiamo tutti molto male». Fuori, due volontari anziani vendono le castagne e le noci di Villore, dove la comunità ha una casa di accoglienza: «L' avevamo messo nel conto, ma non si è mai preparati a cose del genere» dicono. Ma si sa, «Alessandro ha sempre fatto quello che sentiva di fare». Il problema, ora, è come proseguire le infinite attività di cui Santoro è stato il fulcro, dal Centro sociale il Pozzo, al Fondo etico e sociale per il microcredito, dalla casa editrice al mercato equo e solidale, alla comunità cristiana, e a breve verrà convocata una riunione «operativa» della comunità. «Noi e la Chiesa, in questo momento, siamo due cuori distanti» dice Massimo Caponnetto, testimone di nozze di Sandra Alvino. Sottolinea però l' amico Cristiano Lucchi: «Alessandro obbedirà» all' arcivescovo, lui stesso l' ha detto domenica: guai a chi ostacolerà quanto verrà deciso. E intanto, «vicini al prete che si batte per i diritti di genere» si dice Ornella De Zordo, i Verdi fiorentini «non entrano nel merito di decisioni pastorali e dottrinali», ma si augurano di «rivederlo al più presto all' opera alle Piagge». Solidali il Pdci, e Vittorio Agnoletto dell' Associazione Prima Persone: «Atto di gratuita violenza non riconoscere un' unione civile in atto da 26 anni».


La donna nata uomo sospeso il sacerdote che celebrò le nozze
Repubblica — 27 ottobre 2009   pagina 22   sezione: CRONACA 

FIRENZE - "Simulazione di un sacramento": così la curia ha definito le nozze celebratea Firenze da don Alessandro Santoro domenica scorsa. Perché la sposa è una donna nata uomo. Per questo, l' arcivescovo Giuseppe Betori ha sollevato ieri il sacerdote dal suo incarico. Durante la messa domenicale don Santoro ha sposato Fortunato Talotta, 58 anni, e Sandra Alvino, nata 64 anni fa con fattezze maschili e sottopostasi a un' operazione chirurgica per cambiare sesso negli anni ' 70. Da 26 anni i due sono sposati con rito civile. Un' unione definita però "impossibile" dalla curia. Che l' aveva già vietata sia ad ottobre, con una lettera dello stesso Betori alla Alvino, sia nel gennaio 2008, con un "precetto" formale del cardinale Ennio Antonelli. Ma don Santoro ha comunque celebrato il rito. Da qui la sospensione e l' invito a "vivere un periodo di riflessione e preghiera". Il prete è alle Piagge, quartiere a nord-ovest di Firenze, dal 1994: vi ha creato una comunità molto attiva nel territorio, per anni caratterizzato da spaccio e emergenza sociale. Un "prete di strada", che dice messa in un prefabbricato e ha contribuito alla nascita di un centro sociale, "Il Pozzo", e di una casa editrice, "Edizioni Piagge". 


“Nessuna sfida, solo obbedienza al Vangelo”. Ma il vescovo sospende Don Santoro
lunedì 26 ottobre 2009

Sandra e Fortunato stanno insieme da 30 anni.
Alessandro Santoro e la sua gente camminano insieme da 15.

Ieri alle Piagge si respirava un’atmosfera insolita per un matrimonio. Tutto era come sempre: le sedie messe in circolo, il grande crocefisso di legno, cartelloni, disegni e documenti a testimoniare le tante attività svolte dentro questo luogo di incontro, che è chiesa, scuola, redazione, sala riunioni. C’erano come sempre tanti bambini, seduti accanto al prete, dietro l’altare, più o meno silenziosi ma certo partecipi di un momento importante, forse storico. C’era la gente delle Piagge, raccolta e pensierosa, con l’animo in subbuglio e il fiato sospeso.

Perché ieri due persone consacravano la loro unione, già benedetta da 30 anni di amore e fiducia, ma un’altra unione era lì sull’altare, pronta al sacrificio in nome dell’obbedienza. Non quella al diritto canonico: l’obbedienza al precetto di amore del Vangelo. A questa obbedienza Santoro non può non adempiere, come ha spiegato durante la messa, ed è per fedeltà verso la sua gente che non ha potuto non celebrare questo matrimonio.

L’unione di Sandra e Fortunato, ha detto ancora Santoro, è amata da Dio. A questo proposito ha citato un episodio narrato negli Atti degli Apostoli, quando lo Spirito Santo discende anche sui non circoncisi. Un segno dell’accoglienza di Dio anche per i “non conformi”, la stessa accoglienza che è stata alla base di tutta le azioni della Comunità delle Piagge, un modo di agire del resto ovvio, naturale e imprescindibile in un quartiere dove la realtà vera delle persone è fatta di passi falsi, incidenti, peccati ed omissioni. Come tutta la realtà umana.

Alessandro Santoro, prete, si è immerso in questa realtà difficile e spigolosa, l’ha condivisa, ci ha fatto a pugni, l’ha abbracciata, l’ha fatta sua. Certo anche a questo pensava nel lungo momento di preghiera e riflessione che lo ha visto appoggiarsi alla parete sotto la croce, con la testa fra le mani. Intanto il canto parla di cose passate a cui non pensare più, di cose nuove che fioriranno, e la commozione sale. Tanti hanno gli occhi lucidi, qualcuno piange apertamente. Il pensiero corre al dopo. Cosa succederà adesso, come reagirà la Curia? Sospensione, allontanamento? Qualunque cosa sarà, dovremo accettarla: su questo punto Santoro è fermo. Il matrimonio si celebra, gli anelli benedetti vengono scambiati, gli sposi si promettono amore e fedeltà. Tutti ci stringiamo le mani, in un abbraccio collettivo che è un flusso di energia e una promessa per il futuro. Continueremo, ci saremo, resisteremo. Anche se questo sacramento probabilmente sarà annullato, ricorda Santoro agli sposi, non lo sarà per noi, non lo sarà per Dio, che vi ama.

Potremmo dire: l’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Certi che vale anche per la Comunità delle Piagge.


ULTIM’ORA:
Alessandro Santoro è sollevato “a partire da questo momento
dalla cura pastorale della comunita’ delle Piagge”.

(AGI) – Firenze, 26 ottobre 2009 – “Ieri mattina, domenica 25 ottobre, presso la comunita’ delle Piagge a Firenze,
si e’ compiuta la simulazione di un sacramento, ponendo un atto privo di ogni valore ed efficacia,
in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso che si voleva celebrare”.

Cosi’ la chiesa di Firenze, in un comunicato, prende posizione in merito alla celebrazione avvenuta ieri a Firenze dove Don Santoro ha celebrato le nozze di una ‘donna’ nata uomo. “Tale simulazione – si legge nella nota – e’ stata posta in atto da don Alessandro Santoro in contrasto con le disposizioni piu’ volte dategli dai superiori, primo fra tutti il “precetto” che gli fu formalmente intimato dal Cardinale Ennio Antonelli il 15 gennaio 2008, successivamente rinnovato nei colloqui e negli scritti intercorsi con l’Arcivescovo Giuseppe Betori”. Un “atto – prosegue – che assume particolare gravita’ in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove cio’ era impossibile, nonche’ sconcerto e confusione nella comunita’ cristiana e nell’opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico”. “Gesti come quello posto da don Alessandro Santoro – si legge ancora – contraddicono il ministero di pastore di una comunita’, per la quale il sacerdote deve rappresentare la voce autentica dell’insegnamento dottrinale e della prassi sacramentale della Chiesa cattolica”. All’Arcivescovo di Firenze non resta pertanto che riconoscere con dolore e preoccupazione questo dato di fatto e, come preannunciato allo stesso don Santoro, sollevarlo a partire da questo momento dalla cura pastorale della comunita’ delle Piagge che gli era stata formalmente affidata come cappellania il 14 settembre 2006, ma presso la quale egli ha svolto azione pastorale fin dal 1994.


L’Arcivescovo chiede a don Alessandro Santoro “di vivere un periodo di riflessione e di preghiera”.



Nozze dell' ex uomo l' arcivescovo rimuove Santoro dalle Piagge
Repubblica — 27 ottobre 2009   pagina 1   sezione: FIRENZE  MARIA CRISTINA CARRATÙ

E' SUCCESSO, alla fine. L' arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha «sollevato dalla cura pastorale della comunità delle Piagge» don Alessandro Santoro, che domenica scorsa ha unito in matrimonio una donna ex uomo, Sandra Alvino, con l' uomo da lei già sposato civilmente 26 anni fa, Fortunato Talotta. Matrimonio definito ieri dall' arcivescovo, nello stesso comunicato con cui ha dato notizia della sospensione del prete, «atto privo di ogni valore ed efficacia, in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso», ovvero l' eterosessualità accertata della coppia. Santoro, dunque, almeno per ora resterà prete, ma non potrà più guidare la "cappellania" delle Piagge, che gli era stata affidata formalmente nel settembre del 2006, e dove svolgeva la sua azione pastorale già dal 1994. Già oggi, insomma, la comunità dove è stato guida, ma soprattutto «amico fra amici», nonché ispiratore di numerosi progetti sociali, dovrà fare a meno di lui. Un dramma umano, prima ancora che un trauma dal punto di vista pastorale, evidente ieri sera nel silenzio addolorato con cui i compagni di strada di Santoro hanno accolto la notizia e evitato di rispondere ai giornalisti, ma in qualche modo annunciato. Già il predecessore di Betori, Ennio Antonelli, lo aveva avvertito delle pesanti sanzioni in cui sarebbe incorso se avesse celebrato le nozze. Già il predecessore di Betori, Antonelli, aveva avvertito Santoro delle pesanti sanzioni (fino alla sospensione a divinis) in cui sarebbe incorso in base al diritto canonico se avesse celebrato le nozze di Alvino e Talotta, mentre il nuovo arcivescovo negli ultimi mesi aveva tentato più volte di dissuaderlo, anche incontrandolo. Niente, insomma, che lo stesso Santoro non si aspettasse, come del resto lui stesso aveva riconosciuto domenica durante il rito nella baracca delle Piagge, davanti agli sposi e a una comunità commossa: «Sappiamo bene che il matrimonio sarà dichiarato nullo, ma non lo sarà per noi e non lo sarà per Dio». La notizia della sospensione, però, ieri si è ugualmente abbattuta come una bomba sulle Piagge, dove forse si sperava che il provvedimento non fosse così rapidoe non costringesse a fare i conti fin da subito con l' assenza di Santoro. Il comunicato della Curia non lascia speranze. Specifica che quanto è accaduto domenica è una «simulazione di sacramento», attuata «in contrasto con le disposizioni più volte dategli dai superiori, primo fra tutti il Precetto» già intimato a Santoro da Antonelli e ribadito da Betori. E sottolineai dettagli delle motivazioni del provvedimento: ovvero «la particolare gravità» di un atto che «genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile», nonché «sconcerto e confusione nella comunità cristiana e nell' opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico». Quindi, per quanto riguarda Santoro, si sottolinea come gesti come il suo «contraddicano il ministero di pastore di una comunità, per la quale il sacerdote deve rappresentare la voce autentica dell' insegnamento dottrinale e della prassi sacramentale della Chiesa cattolica». Conclusione: «All' arcivescovo di Firenze non resta pertanto che riconoscere con dolore e preoccupazione questo dato di fatto, e come preannunciato allo stesso don Santoro, sollevarlo a partire da questo momento» dal suo incarico pastorale. Aggiungendo la richiesta al prete di «vivere» adesso «un periodo di riflessione e preghiera». Cosa che il prete «sollevato», che domenica non ha partecipato al buffet di nozze di Sandra e Fortunato per «restare solo», forse sta già facendo. Dove, non si sa. Ieri Santoro è rimasto introvabile per tutti, e c' è chi dice si sia rifugiato a Villore, in Mugello, dove la comunità ha una comunità di accoglienza,e chi lo immagina già in viaggio alla volta di un monastero o di una missione. I più, però, conoscendolo, si augurano di vederlo comparire alla prossima riunione della comunità, già prevista per i prossimi giorni.




E il prete di frontiera sfida il vescovo: sì alle nozze della donna nata uomo
Repubblica — 26 ottobre 2009   pagina 22   sezione: CRONACA - MARIA CRISTINA CARRATÙ 

FIRENZE - Sandra è emozionatissima nel suo tailleur grigio perla e foulard leopardato, Fortunato elegante col vestito blu già usato per il matrimonio civile 26 anni fa, al dito le fedi già portate per un quarto di secolo e oggi infilate di nuovo, questa volta in chiesa, davanti a un prete. Ma sulle nozze religiose dell' ex uomo oggi diventata Sandra Alvino, e già sposata civilmente dall' 84 con Fortunato Alotta, celebrate ieri dal parroco del quartiere alle Piagge don Alessandro Santoro, davanti a una folla stipata nella baracca della comunità, grava la minaccia dell' invalidazione. Pur riconosciuta donna dallo Stato, per la Chiesa Sandra è uomo e non può sposare un' altra persona del suo stesso sesso, pena l' immediata di nullità dell' attoe gravi sanzioni a carico del sacerdote «reo». Santoro, però, prete di frontiera non nuovo ai conflitti con le gerarchie - nel marzo scorso ha ospitato alle Piagge Beppino Englaro, cui ha chiesto scusa per il «baccanale osceno» della Chiesa - non si è fatto fermare né dalla minaccia scritta dell' ex arcivescovo Ennio Antonelli («ti proibisco...») né dai tentativi di dialogo fatti del successore Giuseppe Betori, che vorrebbe evitare alla sua diocesi un nuovo «strappo» dopo quello con la comunità dell' Isolotto di don Enzo Mazzi. E ieri alle 11, come aveva annunciato, ha celebrato le nozze: «Non è una sfida nei confronti della Chiesa» ha detto Santoro, «ma un atto dovuto, per fedeltà e obbedienza al vostro amore, alla mia gente, al Vangelo, alle persone a cui voglio bene». L' omelia è stata anche un bilancio commosso dei 15 anni passati nella comunità delle Piagge, che adesso, se davvero la Curia dovesse prendere provvedimenti (si parla di un trasferimento, come minimo) il prete potrebbe essere costretto ad abbandonare. «Ho tanta pena per la mia Chiesa sopraffatta dal potere, dalla rabbia di non poter essere come Gesù chiede. Che vergogna, che tristezza!» ha detto Santoro commentando le letture, e citando De André, don Milani, Alex Lange. Il matrimonio di Sandra e Fortunato «sarà annullato, lo sappiamo» ha aggiunto, «ma non per noie non per Dio»,e l' invito ai suoi è stato «a non fare niente che vada in senso contrario a ciò che verrà deciso» dalle gerarchie. Ma intanto, per via della formula non del tutto rituale fatta pronunciare ieri agli sposi, la Curia potrebbe anche considerare la cerimonia una semplice benedizione, che non comporterebbe alcuna sanzione contro il prete. In ogni caso, questo è certo, Sandra e Fortunato resterebbero sposi solo per lo Stato.


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