Augusta, Siracusa,
LE RAGIONI DEL "NO"
ALLA CEMENTIFICAZIONE
DELLE SALINE DEL MULINELLO
Fonte: webmarte.tv 11 marzo 2013

Legambiente Sicilia ha presentato al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni contrarie al progetto
“Acquisizione aree e realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel Porto Commerciale di Augusta”,
che prevede la cementificazione di oltre 300.000 mq dell’area umida del Mulinello:

Redatto dall’Autorità Portuale ed attualmente in fase di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto è ritenuto da Legambiente inaccettabile per numerose ragioni. Tra le principali di esse: - L’area oggetto dell’intervento non è, come erroneamente affermato nello Studio preliminare, “relitto inutilizzabile e priva di connotati naturali né antropici”. In realtà si tratta delle saline del Mulinello, note sin dall’antichità, ed il cui valore storico, ambientale e naturalistico è rilevantissimo.- Essa è un'area umida salmastra compresa nelle Saline del fiume Mulinello e, pur non rientrando nella perimetrazione del SIC/ZPS “Saline di Augusta” (ITA090014), ricade all'interno dell' “Oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica” ricadente nei territori di Augusta e Melilli, D.A. 17 giugno 1999. (G. U. R. S. - 10/Sett/1999 - N. 43). Con i suoi 12ha di salina rappresenta un sito naturalistico le cui valenze sono da ritenersi almeno pari a quelle del SIC/ZPS ITA090014, sebbene si trovi collocata tra un'area industriale-commerciale e un sito storico-archeologico quale l'Hangar per dirigibili di Augusta.- il progetto così com’è proposto grava e compromette integralmente la Salina sinistra del fiume Mulinello, la colma e cementifica, e preclude definitivamente ad un qualsiasi futuro di tutela e valorizzazione naturalistica.- I proponenti affermano che l’opera è parte integrante e necessaria del progetto del nuovo terminal container/molo container, approvato con decreto di compatibilità ambientale del 2007, e viene quindi presentata come il già previsto e programmato sviluppo ed ampliamento della cosiddetta banchina containers per la quale fu rilasciato parere VIA positivo. Ma, com’è ovvio, la procedura VIA deve essere condotta simultaneamente sull’intero progetto e non è ammesso il suo frazionamento. Inoltre, i decreti VIA hanno una validità di 5 anni entro i quali i progetti devono essere realizzati, pena la decadenza della procedura, ed i lavori per la banchina non sono finora cominciati- Si sostiene che tutti gli impatti sono trascurabili ma non si sono considerati quelli sanitari sui lavoratori e sugli abitanti di Augusta il cui centro disterebbe circa 700 metri dalla banchina.- Non si è neppure valutato il rischio idrogeologico mentre Piano stralcio di bacino per l'Assetto Idrogeologico evidenzia l’area di progetto come quella di esondazione in caso di cedimento della diga Ogliastro- Non si tiene conto delle interferenze con il limitrofo Parco del Mulinello e con i forti Garcia e Vittoria- Sul piano paesaggistico il progetto della banchina containers produrrebbe un forte stravolgimento e farebbe da “cortina”, oscurandoli, ai forti Garcia e Vittoria- Il progetto si basa su un’idea di porto commerciale risalente a 60 anni fa, rimaneggiata più volte, che si sta oggi dimostrando palesemente sbagliata e priva dei fondamentali requisiti di sostenibilità economica ed ambientale- Il Piano Regolatore Portuale – che contiene il progetto di porto commerciale - è del 1986, mai aggiornato nonostante la legge che istituiva le Autorità Portuali lo prevedesse e mai sottoposto a Valutazione d’Impatto Ambientale- L’opera è chiaramente incoerente con le necessità passate, presenti e future del traffico mercantile. La banchina e l’ampliamento vengono giustificati con il “trend” di crescita del traffico container che dovrebbe portare a regime la movimentazione dei containers nel porto commerciale di Augusta a 500.000 teu (twenty equivalent unit – containers da 20 piedi). Questa stima, già fatta nel 2004 e che avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2013, si è dimostrata del tutto inattendibile. Anche le stime, risalenti al 2006 e che prevedevano un incremento giornaliero di approdi per 2-3 navi, si sono rivelate fallaci.
Alla luce di quanto sopra Legambiente - segnalando la mancata tutela di habitat e perturbazione di specie di intereresse comunitario in violazione delle Direttive Habitat e Uccelli e la violazione dei principi di precauzione e prevenzione – ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di rigettare il progetto e di dichiarare nullo il provvedimento VIA rilasciato nel 2007 per la banchina.Legambiente ritiene poi importante ricordare a tutti – specie in un momento particolarmente delicato per la vita politica, sociale e civile di Augusta – che è indispensabile mantenere vivi i principi di democrazia e partecipazione e che progetti di questa natura e portata non possano e non debbano essere fatti in assenza di un vero ed approfondito confronto con i cittadini di Augusta, i quali hanno diritto a decidere democraticamente quale deve essere l’uso del proprio territorio ed il suo futuro. La partecipazione dei cittadini è imprescindibile anche nella elaborazione di un Piano Regolatore Portuale che tenga conto degli interessi generali della collettività, a partire da quelli di tutela della salute, dell’ambiente e dei beni monumentali.



DECRETO 17 giugno 1999.
Costituzione di un'oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica denominata
Saline di Augusta, ricadente nei ter ritori comunali di Augusta e Melilli.

L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

Visto lo Statuto della Regione;

Vista la legge regionale 1 settembre 1997, n. 33;

Visto, in particolare, il 1° comma dell'art. 45 della ci tata legge regionale n. 33/97, in forza del quale nel territorio della Regione siciliana, allo scopo di favorire e promuovere la conservazione, il rifugio, la sosta, la riproduzione e l'irradiamento naturale della fauna selvatica ed al fine di garantire protezione all'avifauna lungo la rotta di migrazione interessante il territorio della Regione, possono essere sottratte all'esercizio venatorio e costituite in oasi le aree che risultano idonee alle finalità anzidette;

Visto il 4° comma dell'art. 16 della legge regionale n. 33/97;

Vista la nota della Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa prot. n. 2039 del 12 dicembre 1997, con la quale ai sensi della legge regionale n. 33/97, art. 45 e art. 16, comma 4, propone la costituzione di un'oasi di protezione rifugio e sosta della fauna selvatica nelle aree umide della Sicilia sud-orientale tra cui sono comprese le zone umide ricadenti nel territorio di Augusta e Melilli;

Vista la nota dell'Istituto nazionale della fauna selvatica prot. 2390/TB93 del 15 aprile 1998 che, in considerazione della grande importanza dell'area interessata, ha espresso parere favorevole alla costituzione di un vincolo atto a garantirne la conservazione;

Vista la nota della Ripartizione faunistico venatoria di Siracusa prot. 489 del 16 febbraio 1999, con la quale vengono trasmessi gli atti relativi alla pubblicazione me diante affissione all'albo pretorio del comune di Augusta;

Preso atto dalla predetta nota che la Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa ha riscontrato notevole difficoltà nell'individuare i proprietari o conduttori dei fondi interessati, ai quali notificare la proposta di individuazione della superficie da vincolare ad oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica;
Considerato che la zona umida Saline di Augusta e Melilli riveste una notevole importanza per l'avifauna acquatica, sopratutto nel corso delle migrazioni e che tale zona rappresenta un importante sito per lo svernamento e le nidificazioni di molte specie di uccelli acquatici, nell'interesse della comunità regionale, nazionale e internazionale;
A' termini delle vigenti disposizioni;

Decreta:

Art. 1
In conformità alle premesse, è costituita l'oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica Saline di Augusta,
ricadente nel territorio comunale di Augusta e Melilli. L'Oasi suddivisa in tre aree è così delimitata:
1)  dalla strada provinciale denominata Scardina a ridosso delle costruzioni di edilizia popolare e a finire al bivio lungomare Rossini e strada provinciale per Sant'Elena o Capo Santa Croce, costeggia la proprietà Imprescia, coltivata ad Oliveto con un folto canneto tra la proprietà e la salina, arriva fino al lungomare, costeggia il lungomare fino ad unirsi con la ferrovia, a quel punto si incrocia via delle Saline, si torna indietro perpendicolarmente per una fascia fino ad incrociare nuovamente alla strada provinciale Scardina. Estensione circa Ha 3;

2)  dal bivio strada statale 193 e la provinciale Augusta-Villasmundo per una fascia di 250 metri circa che prosegue in verticale fino alla ferrovia fiancheggiando la strada. Estensione circa Ha 1;

3)  saline all'interno del porto di Augusta, a cavallo del fiume Mulinello, a destra e a sinistra dello stesso fiume. Sul lato sinistro, dalla foce del fiume prosegue co steggiando il mare fino alla zona militare, nell'entroterra, il confine è dato dall'acquedotto di San Cusimano. Estensione circa Ha 12. Sul lato destro della foce del fiume prosegue costeggiando il mare fino all'attuale inceneritore nell'entroterra, prosegue fino alla strada in terra battuta che porta a Punta Cugno, la costeggia e prosegue ritornando al mare. Estensione circa Ha 6.

Le aree sopra descritte sono evidenziate in azzurro nelle allegate planimetrie che fanno parte integrante del presente decreto.

Art. 2
La Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa è in caricata dell'esecuzione del presente decreto.

Art. 3
Il presente decreto sarà trasmesso in copia agli Assessori regionali per il turismo, le comunicazioni e i trasporti e per il territorio e l'ambiente,
nonché al comune di Augusta e Melilli, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, con esclusione delle allegate planimetrie.

Palermo, 17 giugno 1999.
   CUFFARO
(99.28.1270)


DECRETO 17 giugno 1999.
Costituzione di un'oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica
denominata Priolo Gargallo, ricadente nel ter ritorio comunale di Priolo Gargallo.

L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

Visto lo Statuto della Regione;

Vista la legge regionale 1 settembre 1997, n. 33;

Visto, in particolare, il 1° comma dell'art. 45 della ci tata legge regionale n. 33/97, in forza del quale nel territorio della Regione siciliana, allo scopo di favorire e promuovere la conservazione, il rifugio, la sosta, la riproduzione e l'irradiamento naturale della fauna selvatica ed al fine di garantire protezione all'avifauna lungo la rotta di migrazione interessante il territorio della Regione, possono essere sottratte all'esercizio venatorio e costituite in oasi le aree che risultano idonee alle finalità anzidette;

Visto il 4° comma dell'art. 16 della legge regionale n. 33/97;

Vista la nota della Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa prot. n. 2039 del 12 dicembre 1997, con la quale, ai sensi della legge regionale n. 33/97, art. 45 e art. 16, comma 4, propone la costituzione di un'oasi di protezione rifugio e sosta della fauna selvatica nelle aree umide della Sicilia sud-orientale tra cui è compresa la zona umida ricadente nel territorio di Priolo Gargallo;

Vista la nota dell'Istituto nazionale della fauna selvatica prot. 2390/TB93 del 15 aprile 1998, che, in considerazione della grande importanza dell'area interessata, ha espresso parere favorevole alla costituzione di un vincolo atto a garantirne la conservazione;

Vista la nota della Ripartizione faunistico venatoria di Siracusa prot. n. 489 del 16 febbraio 1999, con la quale vengono trasmessi gli atti relativi alla pubblicazione me diante affissione all'albo pretorio del comune di Priolo Gargallo;
Preso atto della predetta nota che la Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa ha riscontrato notevole difficoltà nell'individuare i proprietari o conduttori dei fondi interessati, ai quali notificare la proposta di individuazione della superficie da vincolare ad oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica;
Considerato che la zona umida di Priolo Gargallo riveste una notevole importanza per l'avifauna acquatica, sopratutto nel corso delle migrazioni e che tale zona rappresenta un importante sito per lo svernamento e le nidificazioni di molte specie di uccelli acquatici, nell'interesse della comunità regionale, nazionale e internazionale;

Visto il decreto dell'Assessore per il territorio e l'ambiente n. 970 del 10 giugno 1991 di approvazione del piano regionale di parchi e delle riserve naturali, con il quale viene destinata a riserva naturale denominata "Salina di Priolo" una maggiore estensione di territorio comprendente anche l'istituenda oasi;
A' termini delle vigenti disposizioni;

Decreta:

Art. 1
In conformità alle premesse e fino all'istituzione della riserva naturale Salina di Priolo, è costituita l'oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica denominata Prio lo Gargallo ricadente nel territorio comunale di Priolo Gargallo. L'area che ha una estensione di Ha 25 è così delimitata: partendo da nord-ovest, appena fuori del centro abitato, coincide con la ex strada statale 114 fino al bivio che porta all'industria Sarda Mag, percor re questa strada, oltrepassa il passaggio a livello e si congiunge con la panoramica Marina di Melilli per penisola Magnisi percorre questa che non è altro che la litoranea, risale poi verso il depuratore I.A.S., continua oltrepassando il passaggio a livello e si ricongiunge con la strada statale 114 nel punto di partenza. Il predetto confine è meglio evidenziato in rosso nell'allegata carta I.G.M. 1:50.000 che fa parte integrante del presente decreto.

Art. 2
La Ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa è incaricata dell'esecuzione del presente decreto.

Art. 3
Il presente decreto, che sarà trasmesso in copia agli Assessori regionali per il turismo, le comunicazioni e i trasporti e per il territorio e l'ambiente, nonché al comune di Priolo Gargallo, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, con esclusione dell'allegata planimetria.

Palermo, 17 giugno 1999.
   CUFFARO
(99.28.1271)
Fonte