In cinquemila a Roma, tafferugli con le forze dell'ordine. Protesta davanti a palazzo Grazioli. Cialente: "Non meritavamo di essere trattati così". Di Pietro: "La rivolta sociale è alle porte". Per Bersani fischi e applausi: "Dico sì ad una tassa di scopo per l'Aquila"
Vengono in cinquemila per manifestare contro l'abbandono dell'Aquila dopo il terremoto e per chiedere una legge organica per la ricostruzione. Tutti insieme per protestare contro il pagamento delle tasse che da dicembre dovrebbero ricominciare a versare al cento per cento.
La tensione, in piazza, sale velocemente. Due blindati dei carabinieri chiudono l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, cerca lo stesso di superare lo sbarramento ed entra in contatto con le forze di polizia. Tafferugli e spintoni ma nessuno riesce a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. "Ero in prima linea e ho visto tutto. Non ce l'ho con i poliziotti, che sono solo ragazzi mal pagati. Ma con chi gli dà gli ordini...", dice il deputato Pd Giovanni Lolli.
A riportare la calma ci pensa il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che riesce a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Poi, dopo una trattativa, la forze dell'ordine si spostano e i manifestanti possono entrare a via del Corso e dirigersi verso Montecitorio. "Siamo gente tranquilla, non meritavamo di essere trattati così. Ho preso degli spintoni e delle pedate. Mi fanno male ma non è nulla di grave", dice Cialente.
La tensione non si placa. A metà di via del Corso i manganelli della forze dell'ordine tornano a colpire. Il bilancio è di tre feriti, una ragazza colpita in piazza Venezia e due ragazzi in via del Corso. "Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato" dice uno dei due con la testa sanguinante. I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia. Una parte di loro riesce ad arrivare fino a piazza Montecitorio. Con i manifestanti anche i sindaci di alcuni comuni aquilani. Molti altri rimangono bloccati in via del Corso. In piazza arrivano anche Antonio Di Pietro e Pierluigi Bersani. "Dobbiamo organizzare la resistenza - dice il leader dell'Italia dei valori - perché la strada per la rivolta sociale è alle porte contro un governo sordo e cieco". "Meritate rispetto e sono d'accordo don una una tassa di scopo per l'Aquila", afferma il segretario del Pd. Che incassa applausi ma anche qualche contestazione: "Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli, l'opposizione ci ha abbandonato". Alle fine il posto di blocco viene rimosso e i manifestanti arrivano a piazza Colonna.
In seguito un folto gruppo sfonda i cordoni della polizia e arriva a poche decine di metri da Palazzo Grazioli, la residenza romana del premier dove è in corso un vertice del Pdl. Altri spintoni, altra tensione. Il portone dell'edificio viene chiuso per precauzione, mentre i manfiestanti fronteggiano con le braccia alzate i poliziotti urlando "Vergogna, vergogna" e scandendo slogan contro Berlusconi. "Vogliamo passare", urlano i terremotati, i primi a forzare la "zona rossa" di via del Plebiscito, dove di recente è stata addirittura soppressa la fermata dell'autobus.
La protesta degli aquilani continua. Alcuni di loro arrivano a piazza Navona per un presidio. Trovando un cordone di polizia e le transenne bloccano il varco che dalla piazza si affaccia sul vicino palazzo del Senato.
In Aula il capogruppo del Pd Dario Franceschini parla
degli scontri: "La presidenza della Camera intervenga sul governo perche'
si dica alle forze dell'ordine che svolgono il loro dovere che hanno di
fronte persone disperate, esasperate e spesso prese in giro".
Gli scontri della mattina
Roma 7 luglio 2010
Erano arrivati in mattinata a piazza Venezia con circa
45 pullman
provenienti dal «cratere» dell'Aquila,
la zona più colpita dal terremoto.
Volevano protestare davanti al Parlamento perché dal primo luglio hanno ricominciato a pagare le tasse, ha spiegato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ha subito capito quanto era tesa la situazione. Due blindati dei carabinieri hanno chiuso ermeticamente l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed è entrato in contatto con le forze di polizia.
Tafferugli e spintoni, tre feriti, ma nessuno è riuscito a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. A riportare la calma ha pensato lo stesso sindaco dell'Aquila Cialente, che è riuscito a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Ma negli scontri ha preso anche lui manganellate. E lo stesso è toccato ad Alfonso, Vincenzo e Marco che insieme ad un signore di 70 anni, facevano parte del servizio d'ordine del corteo.
Gli aquilani hanno invaso piazza Venezia e la vicina
via dei Fori Imperiali, lanciando un «S.o.s. L'Aquila», chiedendo
sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all'economia. Chiedono
soprattutto una legge organica per la ricostruzione, oltre alla protesta
per il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare
a pagare al cento per cento.
Due ragazzi sono stati colpiti alla testa dalle manganellate
e sanguinano. Alla fine la polizia ha aperto un varco consentendo
ai manifestanti di raggiungere Via del Corso per andare poi davanti al
Parlamento. Ma a piazza Colonna sono stati di nuovo bloccati. A quel punto
il corteo è tornato verso piazza Venezia, bloccondo il traffico.
Sono circa 5mila le persone arrivate dal "cratere", oltre al comune dell'Aquila paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell'area dell'epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. I manifestanti, arrivati con 40 autobus e in auto, sfilano lungo via del Corso diretti a Montecitorio e nel pomeriggio si concentreranno in piazza Navona. Alla manifestazione, organizzata dal Popolo delle carriole del presidio di piazza del Duomo, hanno aderito tra gli altri i comitati "3 e 32", "Rete Aq", "Eva" (Eco villaggio autocostruito), "Cittadini per i cittadini" e gli universitari che abitavano la Casa dello studente. I manifestanti vestono magliette con su scritto «forti e gentili», come diceva D'Annunzio, «ma non fessi», e portano bandiere nere e verdi, i colori della città.
Mentre in piazza continua la protesta degli aquilani, il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, è ricevuto a Palazzo Madama dal presidente del Senato, Renato Schifani.
Alla fine ce l'hanno fatta gli aquilani. Hanno raggiunto
piazza di Montecitorio, ma solo dopo uno scontro con la polizia. Tre feriti
e tante botte, ma i 5mila sono riusciti a raggiungere la piazza di fronte
a palazzo Chigi. Le proteste davanti il Parlamento: Bersani e Di Pietro,
Pannella tra la folla. Dopo alcune proteste anche contro il leader del
Pd perché facesse di più. Bersani ha risposto: «Serve
più rispetto per le persone. Quel che è successo è
inconcepibile. La cortina mediatica che ha avvolto le notizie su l'Aquila
in questi mesi, ha oscurato anche le nostre proposte in Palramento. Serve
subito su una legge speciale per il terremoto, come è avvenuto per
tutti gli altri in passato».
I manifestanti aquilani stanno lasciando via del Plebiscito
dopo il blitz di mezz'ora fa. Le Forze dell'ordine stanno avanzando lentamente
e si sono fermate a pochi metri da Piazza Venezia dove il corteo viene
deviato per farlo passare da via Botteghe Oscure. Pochi minuti fa è
arrivata anche un'ambulanza per soccorrere una ragazza del corteo che ha
avuto un lieve malore per il caldo. È giunta anche un'auto della
Protezione Civile che ha distribuito bottiglie d'acqua a tutti. I dimostranti
hanno lasciato Palazzo Grazioli senza incidenti.
Il sindaco dell'Aquila è costantemente in contatto
con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Massimo
Cialente ha chiamato più volte il braccio destro del Cavaliere per
informarlo della situazione. Lo stesso Cialente ha detto ai manifestanti:
«Si è vero sto mediando con Letta, ma non si trova Tremonti...».
Il sindaco dell'Aquila non ha perso le speranze: «Siamo disperati
spero che Tremonti accolga le nostre richieste». Il corteo, con in
testa i sindaci abruzzesi, sta sfilando lungo via delle Botteghe Oscure.
«Si va al Senato», urlano alcuni manifestanti
che al momento sfilano senza scorta delle forze dell'ordine in testa al
corteo e stanno paralizzando il traffico. «Berlusconi hai sfruttato
il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio». Sono gli slogan
scanditi dei manifestanti. Durante la protesta momenti di tensione con
le forze dell'ordine che hanno tentato di far indietreggiare il gruppo
di manifestanti. I manifestanti hanno gridato anche «buffoni»
e «fascisti». A piazza Navona un cordone di polizia e le transenne
bloccano il varco che dalla piazza si affaccia sul vicino palazzo del Senato.
Agli aquilani si sono aggiunti molti manifestanti con l'agenda rossa in
mano.
«La piattaforma che gli abruzzesi hanno portato
alla manifestazione di oggi ci trova totalmente d'accordo e sarebbe possibile
fare qualcosa già nella manovra». Lo dice Pier Luigi Bersani
parlando con i cronisti alla Camera. Secondo il segretario del Pd occorre
inserire nella manovra «un pacchetto di interventi» per sostenere
gli abruzzesi. «Non ci sono terremoti di serie A e terremoti di serie
B. Quando noi eravamo al governo, non li abbiamo mica trattati così
i terremotati di Umbria e Marche. Andate a vedere come è andata
lì la ricostruzione. Il governo in Abruzzo, invece, ha pensato solo
all'emergenza e per nulla alla ricostruzione».
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Cinquemila aquilani oggi a Roma per chiedere al Governo un futuro per il territorio, la sospensione delle tasse, occupazione e sostegno ad una economia collassata. Sono stati caricati dalle forze dell'ordine mentre cercavano di raggiungere piazza Montecitorio. Poi hanno «assediato» Palazzo Grazioli, la residenza privata del presidente a Roma. Tre i feriti La cronaca della giornata
18:21 - Gli aquilani lasciano via Ulpiano al grido:
"Torneremo, torneremo"
18:11 - Tensione a via Ulpiano, i manifestanti: "Ladri
e assassini"
18:00 - Contestazione a Bertolaso sotto la sede della
Protezione civile
17:16 - Polemica tra manifestanti e troupe del Tg1
16:50 - Piazza Navona, situazione torna verso la normalità
15:14 - Nuovo blocco della polizia: tensione a piazza
Navona
15:06 - Il corteo nero-verde raggiunge piazza Navona
15:01 - Manifestanti in corso Vittorio Emanuele
14:41 - Manifestanti imbrattano furgone dei carabinieri
14:37 - Slogan contro il premier: "Hai sfruttato il
nostro dolore"
14:34 - Manifestanti lasciano via del Plebiscito
14:10 - Manifestanti ancora sotto la residenza di Berlusconi
14:04 - Cordone di polizia davanti a palazzo Grazioli
13:57 - Il grido "L'Aquila. L'Aquila" sotto palazzo
Grazioli
13:55 - I manifestanti in via del Plebiscito sotto la residenza romana di Berlusconi 13:46 - Fischi per Bersani: "L'opposizione ci ha abbandonatoto"
13:38 - Il corteo si dirige verso il Senato
13:18 - Gli striscioni: "Diritti non favori"
12:53 - Uno dei feriti: "Non siamo criminali, ma solo
dei terremotati"
12:44 - Slogan contro il governo e il presidente della
Regione Abruzzo
12:38 - Le forze dell'ordine lasciano passare i manifestanti
12:34 - Corteo spezzato in tre tronconi
12:24 - Tre i feriti per gli scontri con le forze dell'ordine
12:09 - Le forze dell'ordine: il corteo non era autorizzato
12:05 - Uno dei feriti: "Guardate il sangue di un aquilano"
11:59 - C'è un terzo ferito
11:56 - Forzato il posto di blocco, alcuni manifestanti
in piazza Colonna
11:53 - Il paradosso: anche tra i manifestanti ci sono
dei poliziotti
11:46 - Un ragazzo ferito alla testa
11:37 - Un ferito tra i manifestanti
11:35 - Le forze dell'ordina caricano i manifestanti
11:30 - Il corteo è di nuovo bloccato
11:27 - Le camionette se ne vanno: aperta via del Corso 11:20 - Manifestanti sempre bloccati a piazza Venezia
11:15 - La folla: "Aprite, aprite! Lasciateci passare"
11:09 - Cinquemila aquilani bloccati a piazza Venezia
11:06 - I gonfaloni dei Comuni tra la folla e le forze
dell'ordine
11:03 - Cialente si toglie la fascia e alza le mani
in segno di pace
10:55 - Tensione con le forze dell'ordine, manifestanti
respinti
10:51 - I manifestanti tentano di sfondare il blocco
delle forze dell'ordine
10:40 - Le forze dell'ordine bloccano l'accesso a via
del Corso
10:36 - Via del Plebiscito blindata
10:30 - Arrivo a Piazza Venezia
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- La carica - video - |
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