7 luglio 2010 Berlusconi, Siamo il governo del Fare:
Caricati dalla polizia i terremotati dell'Aquila
Aquilani in corteo a Roma, scontri e tre feriti
I manifestanti assediano il Senato

In cinquemila a Roma, tafferugli con le forze dell'ordine. Protesta davanti a palazzo Grazioli. Cialente: "Non meritavamo di essere trattati così". Di Pietro: "La rivolta sociale è alle porte". Per Bersani fischi e applausi: "Dico sì ad una tassa di scopo per l'Aquila"

Vengono in cinquemila per manifestare contro l'abbandono dell'Aquila dopo il terremoto e per chiedere una legge organica per la ricostruzione. Tutti insieme per protestare contro il pagamento delle tasse che da dicembre dovrebbero ricominciare a versare al cento per cento.

La tensione, in piazza, sale velocemente. Due blindati dei carabinieri chiudono l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, cerca lo stesso di superare lo sbarramento ed entra in contatto con le forze di polizia. Tafferugli e spintoni ma nessuno riesce a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. "Ero in prima linea e ho visto tutto. Non ce l'ho con i poliziotti, che sono solo ragazzi mal pagati. Ma con chi gli dà gli ordini...", dice il deputato Pd Giovanni Lolli.

A riportare la calma ci pensa il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che riesce a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Poi, dopo una trattativa, la forze dell'ordine si spostano e i manifestanti possono entrare a via del Corso e dirigersi verso Montecitorio. "Siamo gente tranquilla, non meritavamo di essere trattati così. Ho preso degli spintoni e delle pedate. Mi fanno male ma non è nulla di grave", dice Cialente.

La tensione non si placa. A metà di via del Corso i manganelli della forze dell'ordine tornano a colpire. Il bilancio è di tre feriti, una ragazza colpita in piazza Venezia e due ragazzi in via del Corso. "Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato" dice uno dei due con la testa sanguinante. I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia. Una parte di loro riesce ad arrivare fino a piazza Montecitorio. Con i manifestanti anche i sindaci di alcuni comuni aquilani. Molti altri rimangono bloccati in via del Corso. In piazza  arrivano anche Antonio Di Pietro e Pierluigi Bersani. "Dobbiamo organizzare la resistenza - dice il leader dell'Italia dei valori - perché la strada per la rivolta sociale è alle porte contro un governo sordo e cieco". "Meritate rispetto e sono d'accordo don una una tassa di scopo per l'Aquila", afferma il segretario del Pd. Che incassa applausi ma anche qualche contestazione: "Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli, l'opposizione ci ha abbandonato". Alle fine il posto di blocco viene rimosso e i manifestanti arrivano a piazza Colonna.

In seguito un folto gruppo sfonda i cordoni della polizia e arriva a poche decine di metri da Palazzo Grazioli, la residenza romana del premier dove è in corso un vertice del Pdl. Altri spintoni, altra tensione. Il portone dell'edificio viene chiuso per precauzione, mentre i manfiestanti fronteggiano con le braccia alzate i poliziotti  urlando "Vergogna, vergogna" e scandendo slogan contro Berlusconi. "Vogliamo passare", urlano i terremotati, i primi a forzare la "zona rossa" di via del Plebiscito, dove di recente è stata addirittura soppressa la fermata dell'autobus.

La protesta degli aquilani continua. Alcuni di loro arrivano a piazza Navona per un presidio. Trovando un cordone di polizia e le transenne bloccano il varco che dalla piazza si affaccia sul vicino palazzo del Senato.

In Aula il capogruppo del Pd Dario Franceschini parla degli scontri: "La presidenza della Camera intervenga sul governo perche' si dica alle forze dell'ordine che svolgono il loro dovere che hanno di fronte persone disperate, esasperate e spesso prese in giro".
 

Gli scontri della mattina
Roma 7 luglio 2010
Erano arrivati in mattinata a piazza Venezia con circa 45 pullman
provenienti dal «cratere» dell'Aquila,
la zona più colpita dal terremoto.

Volevano protestare davanti al Parlamento perché dal primo luglio hanno ricominciato a pagare le tasse, ha spiegato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ha subito capito quanto era tesa la situazione. Due blindati dei carabinieri hanno chiuso ermeticamente l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed è entrato in contatto con le forze di polizia.

Tafferugli e spintoni, tre feriti, ma nessuno è riuscito a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. A riportare la calma ha pensato lo stesso sindaco dell'Aquila Cialente, che è riuscito a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Ma negli scontri ha preso anche lui manganellate. E lo stesso è toccato ad Alfonso, Vincenzo e Marco che insieme ad un signore di 70 anni, facevano parte del servizio d'ordine del corteo.

Gli aquilani hanno invaso piazza Venezia e la vicina via dei Fori Imperiali, lanciando un «S.o.s. L'Aquila», chiedendo sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all'economia. Chiedono soprattutto una legge organica per la ricostruzione, oltre alla protesta per il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento.
Due ragazzi sono stati colpiti alla testa dalle manganellate e sanguinano.  Alla fine la polizia ha aperto un varco consentendo ai manifestanti di raggiungere Via del Corso per andare poi davanti al Parlamento. Ma a piazza Colonna sono stati di nuovo bloccati. A quel punto il corteo è tornato verso piazza Venezia, bloccondo il traffico.

Sono circa 5mila le persone arrivate dal "cratere", oltre al comune dell'Aquila paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell'area dell'epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. I manifestanti, arrivati con 40 autobus e in auto, sfilano lungo via del Corso diretti a Montecitorio e nel pomeriggio si concentreranno in piazza Navona. Alla manifestazione, organizzata dal Popolo delle carriole del presidio di piazza del Duomo, hanno aderito tra gli altri i comitati "3 e 32", "Rete Aq", "Eva" (Eco villaggio autocostruito), "Cittadini per i cittadini" e gli universitari che abitavano la Casa dello studente. I manifestanti vestono magliette con su scritto «forti e gentili», come diceva D'Annunzio, «ma non fessi», e portano bandiere nere e verdi, i colori della città.

Mentre in piazza continua la protesta degli aquilani, il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, è ricevuto  a Palazzo Madama dal presidente del Senato, Renato Schifani.


Alla fine ce l'hanno fatta gli aquilani. Hanno raggiunto piazza di Montecitorio, ma solo dopo uno scontro con la polizia. Tre feriti e tante botte, ma i 5mila sono riusciti a raggiungere la piazza di fronte a palazzo Chigi. Le proteste davanti il Parlamento: Bersani e Di Pietro, Pannella tra la folla. Dopo alcune proteste anche contro il leader del Pd perché facesse di più. Bersani ha risposto: «Serve più rispetto per le persone. Quel che è successo è inconcepibile. La cortina mediatica che ha avvolto le notizie su l'Aquila in questi mesi, ha oscurato anche le nostre proposte in Palramento. Serve subito su una legge speciale per il terremoto, come è avvenuto per tutti gli altri in passato».
I manifestanti aquilani stanno lasciando via del Plebiscito dopo il blitz di mezz'ora fa. Le Forze dell'ordine stanno avanzando lentamente e si sono fermate a pochi metri da Piazza Venezia dove il corteo viene deviato per farlo passare da via Botteghe Oscure. Pochi minuti fa è arrivata anche un'ambulanza per soccorrere una ragazza del corteo che ha avuto un lieve malore per il caldo. È giunta anche un'auto della Protezione Civile che ha distribuito bottiglie d'acqua a tutti. I dimostranti hanno lasciato Palazzo Grazioli senza incidenti.
Il sindaco dell'Aquila è costantemente in contatto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Massimo Cialente ha chiamato più volte il braccio destro del Cavaliere per informarlo della situazione. Lo stesso Cialente ha detto ai manifestanti: «Si è vero sto mediando con Letta, ma non si trova Tremonti...». Il sindaco dell'Aquila non ha perso le speranze: «Siamo disperati spero che Tremonti accolga le nostre richieste». Il corteo, con in testa i sindaci abruzzesi, sta sfilando lungo via delle Botteghe Oscure.
«Si va al Senato», urlano alcuni manifestanti che al momento sfilano senza scorta delle forze dell'ordine in testa al corteo e stanno paralizzando il traffico. «Berlusconi hai sfruttato il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio». Sono gli slogan scanditi dei manifestanti. Durante la protesta momenti di tensione con le forze dell'ordine che hanno tentato di far indietreggiare il gruppo di manifestanti. I manifestanti hanno gridato anche «buffoni» e «fascisti». A piazza Navona un cordone di polizia e le transenne bloccano il varco che dalla piazza si affaccia sul vicino palazzo del Senato. Agli aquilani si sono aggiunti molti manifestanti con l'agenda rossa in mano.
«La piattaforma che gli abruzzesi hanno portato alla manifestazione di oggi ci trova totalmente d'accordo e sarebbe possibile fare qualcosa già nella manovra». Lo dice Pier Luigi Bersani parlando con i cronisti alla Camera. Secondo il segretario del Pd occorre inserire nella manovra «un pacchetto di interventi» per sostenere gli abruzzesi. «Non ci sono terremoti di serie A e terremoti di serie B. Quando noi eravamo al governo, non li abbiamo mica trattati così i terremotati di Umbria e Marche. Andate a vedere come è andata lì la ricostruzione. Il governo in Abruzzo, invece, ha pensato solo all'emergenza e per nulla alla ricostruzione».
 
La rabbia degli aquilani a Roma: 5mila in corteo! Cariche della polizia, 3 feriti
Cinquemila aquilani oggi a Roma per chiedere al Governo un futuro per il territorio, la sospensione delle tasse, occupazione
e sostegno ad una economia collassata. Sono stati caricati dalle forze dell'ordine mentre cercavano di raggiungere
piazza Montecitorio. Poi hanno «assediato» Palazzo Grazioli, la residenza privata del presidente a Roma. Tre i feriti 

La cronaca della giornata
a cura di Giuseppe Boi e Enrico Nardecchia per Il centro


18:21 - Gli aquilani lasciano via Ulpiano al grido: "Torneremo, torneremo"
Si è concluso il presidio di un centinaio di sfollati aquilani sotto la sede della Protezione civile. I manifestanti hanno urlato frasi contro Bertolaso e slogan come "Io alle 3 e 32 non ridevo", "Sciacalli" e "Assassini". Ora stanno andando verso i pullman per tornare all'Aquila gridando "Torneremo, torneremo".

18:11 - Tensione a via Ulpiano, i manifestanti: "Ladri e assassini"
"Ladri, ladri", "Assassini, assassini", è il grido dei manifestanti aquilani sotto la sede della Protezione civile in via Ulpiano. Il portone e le finestre dell'edificio sono state chiuse. Intanto i manifestanti sono diventati più di un centinaio.

18:00 - Contestazione a Bertolaso sotto la sede della Protezione civile
Una cinquantina di manifestanti non hanno raggiunto i pullman per tornare all'Aquila, ma si sono diretti sotto il dipartimento della Protezione civile in via Ulpiano. Contestato il commissario Bertolaso. Per ora non si segnalano incidenti.

17:16 - Polemica tra manifestanti e troupe del Tg1
Vivace, ma corretta discussione, tra i manifestanti aquilani e una troupe del Tg1 presente a piazza Navona. I terremotati hanno rimproverato alla giornalista della testata Rai "la mancata informazione" su quanto è accaduto e accade all'Aquila in questi mesi.

16:50 - Piazza Navona, situazione torna verso la normalità
Sta tornando alla normalità la situazione a Piazza Navona. I manifestanti aquilani continuano a presidiare la piazza ma non ci sono stati più momenti di tensione.

15:14 - Nuovo blocco della polizia: tensione a piazza Navona
Le forze dell'ordine hano di nuovo bloccato i manifestanti. Ora il corteo di protesta si trova a piazza Navona, dove la polizia ha bloccato l'accesso al piazzale antistante il Senato.

15:06 - Il corteo nero-verde raggiunge piazza Navona
I terremotati aquilani hanno raggiunto piazza Navona. Dopo le tensioni di piazza Plebiscito e via del Corso ora la situazione è serena. I manifestanti ora preaprano una nuova protesta davanti al Senato in piazza Madama.

15:01 - Manifestanti in corso Vittorio Emanuele
Lasciata via del Plebiscito i manifestanti aquilani sono ora in corsco Vittorio Emanuele e si dirigono verso palazzo Madama. Ora la situazione sembra tornata tranquilla.

14:41 - Manifestanti imbrattano furgone dei carabinieri
"L'Aquila non dimentica. Merde e servi!". È la scritta con cui alcuni manifestanti hanno imbrattato un furgone dei carabinieri che era stato usato per bloccare l'accesso a palazzo Grazioli. Al furgone sono state sgonfiate anche le ruote.

14:37 - Slogan contro il premier: "Hai sfruttato il nostro dolore"
"Berlusconi hai sfruttato il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio". Sono gli slogan scanditi dei manifestanti dell'Aquila, in via del Plebiscito a qualche metro da Palazzo Grazioli. Durante la protesta momenti di tensione con le forze dell'ordine che hanno tentato di far indietreggiare il gruppo di manifestanti. I manifestanti hanno gridato anche "buffoni" e "fascisti".

14:34 - Manifestanti lasciano via del Plebiscito
Gli sfollati aquilani che manifestano a Roma hanno lasciato via del Plebiscito e stanno raggiungendo il Senato da un percorso alternativo. I manifestanti, forzato il posto di blocco della polizia, hanno protestato sotto palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi dove è in corso un vertice del Pdl.

14:10 - Manifestanti ancora sotto la residenza di Berlusconi
Continua la protesta degli aquilani sotto palazzo Grazioli. Forze dell'ordine e manifestanti sono a diretto contatto. Dopo gli spintoni iniziali, per ora non si registrano scontri.

14:04 - Cordone di polizia davanti a palazzo Grazioli
Un nuovo cordone di sicurezza formato da poliziotti e carabinieri presidia l'ingresso di palazzo Grazioli, chiuso per motivi di sicurezza. Ci sono stati spintoni fra i manifestanti che hanno forzato il blocco e le forze dell'ordine. E' la prima volta che la 'zona rossa' di via del Plebiscito, davanti alla residenza privata del premier Silvio Berlusconi, viene violata dai manifestanti.

13:57 - Il grido "L'Aquila. L'Aquila" sotto palazzo Grazioli
"Azioni per la società non società per azioni", così recita uno degli striscioni esposti dai manifestanti aquilani sotto palazzo Grazioli. I manifestanti inneggiano all'Aquila e gridano "Vergogna. vergogna". All'interno della residenza romana del premier è in corso un incontro tra lo stesso Silvio Berlusconi e i vertici del Pdl.

13:55 - I manifestanti in via del Plebiscito sotto la residenza romana di Berlusconi

13:46 - Fischi per Bersani: "L'opposizione ci ha abbandonatoto"
"Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli", cosi alcuni manifestanti hanno accolto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a piazza Colonna. Il leader dei democaratici, nonostante il clima fosse chiaramente ostile, ha accettato di andare a parlare al microfono: "Gli aquilani meritano rispetto", ha detto, "stiamo facendo una battaglia nel paese sulle tasse, il lavoro, le risorse".

13:38 - Il corteo si dirige verso il Senato
La manifestazione dei terremotati aquilani a Roma prosegue. Dopo aver raggiunto piazza Montecitorio, ora i manifestanti si dirigono verso pallazzo Madama. Il corteo è ora ordinato e la tensione è molto calata rispetto ai momenti iniziali della giornata.

13:18 - Gli striscioni: "Diritti non favori"
"Diritti, non favori. Siamo cittadini non sudditi". Così si legge su alcuni striscioni che vengono sorretti dai terremotati aquilani che da questa mattina manifestano nel centro di Roma. "Non siamo stati fregati solo noi", gridano i manifestanti, "ma tutti i cittadini italiani".

12:53 - Uno dei feriti: "Non siamo criminali, ma solo dei terremotati"
"Non siamo criminali, siamo soltanto quattro terremotati che voglio essere trattati come italiani". Così Vincenzo Banetti, uno dei giovani feriti in piazza Venezia durante gli scontri con le forze dell'ordine. Il ragazzo ha un cerotto sulla testa e una borsa per il ghiaccio. Vincenzo racconta di essere stato colpito da una manganellata della forze di polizia, proprio lui che dal giorno del terremoto vive in una baracca e per questo è venuto a manifestare a Roma. Mostra con orgoglio la t-shirt insanguinata con la quale gli hanno prestato le prime cure.

12:44 - Slogan contro il governo e il presidente della Regione Abruzzo
È ancora fermo a piazza Colonna il corteo dei terremotati aquilani. In questo momento le forze dell'ordine stanno cercano di regolare l'accesso a piazza Montecitorio. I manifestanti intonano cori contro il governo e il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi (Pdl).

12:38 - Le forze dell'ordine lasciano passare i manifestanti
Le forze del'ordine, dopo l'intervento di Antonio Di Pietro, sono ora a piazza Colonna e raggiungono piazza Montecitorio.

12:34 - Corteo spezzato in tre tronconi
Al momento il corteo degli aquilani è diviso in tre tronconi. Un primo gruppo è fermo in vai del Corso, un secondo ha già raggiunto piazza Montecitorio dalle vie laterali, mentre un terzo è tornato a piazza Venezia.

12:24 - Tre i feriti per gli scontri con le forze dell'ordine
I feriti per gli scontri tra i manifestanti aquilani e le forze dell'ordine sono almeno 3. Due ragazzi sono stati colpiti alla testa in via del Corso. Un terzo ragazzo è stato colpito durante il tentativo di forzare il primo posto di blocco, all'inizio della manifestazione a piazza Venezia.

12:09 - Le forze dell'ordine: il corteo non era autorizzato
Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, il corteo degli aquilani non era stato autorizzato a transitare in via del Corso. Questo non corrisponde alle informazioni che sono state diffuse fino all'inizio della manifestazione.

12:05 - Uno dei feriti: "Guardate il sangue di un aquilano"
"Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato". Così uno dei due giovani feriti alla testa in via del Corso. Il ragazzo racconta di aver ricevuto due manganellate ed è sanguinante alla testa.

11:59 - C'è un terzo ferito
Almeno un terzo manifestante è stato ferito alla testa dalle forze dell'ordine. Indossa una maglietta gialla compeltamente insanguinata.

11:56 - Forzato il posto di blocco, alcuni manifestanti in piazza Colonna
Alcuni partecipanti alla manifestazione dei terremotati aquilani, in corso a Roma, hanno sfondato il secondo blocco che le forze dell'ordine avevano posto circa a metà di via del Corso e hanno raggiunto correndo piazza Colonna.

11:53 - Il paradosso: anche tra i manifestanti ci sono dei poliziotti
Tensione, tafferugli e cariche in piazza Venezia e via del Corso. Con un paradosso: tra i terremotati aquilani che manifestano c'è anche una delegazione della polizia aquilana. Hanno con loro una sagoma di un poliziotti ferito da un pugnale e con sopra una scritta: "L'Aquila pugnalata".

11:46 - Un ragazzo ferito alla testa
C'è almeno un secondo ferito. Un ragazzo è stato colpito alla testa. La sua maglietta rossa è compeltamente insanguinata.

11:37 - Un ferito tra i manifestanti
Almeno un manifestante sarebbe stato ferito dalle forze dell'ordine. Il ferimento non sarebbe avvenuto in via del Corso, ma a piazza Venezia durante il primo contatto tra le forze dell'ordine e i manifestanti.

11:35 - Le forze dell'ordina caricano i manifestanti
Una carica è partita in via del Corso. Le forze dell'ordine hanno allontanato un centinaio di manifestanti che tentava di forzare il nuovo blocco.

11:30 - Il corteo è di nuovo bloccato
Ora i manifestanti sono in via del Corso, ma il corteo è però stato di nuovo bloccato. Le forze del'ordine vorrebbe evitare che i manifestanti sfilino sotto palazzo Chigi. Per raggiungere MOntecitorio i manifestanti saranno dirottati in via di Pietra.

11:27 - Le camionette se ne vanno: aperta via del Corso

11:20 - Manifestanti sempre bloccati a piazza Venezia
Due blindati dei carabinieri continuano a bloccare l'accesso a via del Corso da piazza Venezia. Oltre ai militari dell'Arma c'è anche un cordone formato da agenti della Guardia di Finanza. I manifestanti gridano: "Non ce ne andiamo, non ce ne andiamo".

11:15 - La folla: "Aprite, aprite! Lasciateci passare"
La tensione non accenna a diminuire. Le forze dell'ordine continuano a bloccare il corteo degli aquilani. I manifestanti gridano: "Aprite e aprite...". I manifestanti invitano gli agenti delle forze dell'ordine a disobbedire agli ordini: "Vi hanno anche tagliato gli stipendi", "Lasciateci manifestare", "Siamo come voi".

11:09 - Cinquemila aquilani bloccati a piazza Venezia
Le forze dell'ordine continuano a bloccare i manifestanti. La tensione è alta. La folla grida: "Con gli scudi e i manganelli contro gli sfollati: vergogna!". Sono circa cinquemila gli aquilani che sono ora in piazza Venezia e in parte di via dei Fori Imperiali.

11:06 - I gonfaloni dei Comuni tra la folla e le forze dell'ordine
I gonfaloni dei Comuni dell'aquilano stanno prendendo la testa del corteo e si stanno mettendo tra le forze dell'ordine e la folla. Cialente, il deputato Pd Lolli e altri politici cercano di intavolare una trattativa. Le forze dell'ordine continuano a ribadire che sotto il parlamento può andare solo una delegazione di 150 persone.

11:03 - Cialente si toglie la fascia e alza le mani in segno di pace
Il sindaco dell'Aquila si è tolto la fascia tricolore e ha alzato le mani in segno di pace. Ora è tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Invita i suoi concittadini a stare calmi. Mentre le forze dell'ordine hanno gli scudi alzati e i manganelli in mano pronti a caricare i manifestanti.

10:55 - Tensione con le forze dell'ordine, manifestanti respinti
I manifestanti tentano di entrare in via del Corso ma sono respinti dalle forze dell'ordine. I manifestanti gridano: "Vergogna, vergogna".

10:51 - I manifestanti tentano di sfondare il blocco delle forze dell'ordine
La tensione sale a piazza Venezia. I manifestanti tentano di forzare il blocco effettuato da carabineri e guardia di finanza. Sembra inutile il tentativo di mediazione del deputato pd Lolli e di altri politici. I manifestanti gridano: "Berlusconi: il Parlamento è nostro non è vostro".

10:40 - Le forze dell'ordine bloccano l'accesso a via del Corso
Tensione in piazza Venezia. La polizia ha vietato ai manifestanti di raggiungere Montecitorio passando per via del Corso. I manifestanti protestano al grido "In Parlamento e in parlamento", ma i funzionari della polizia si dicono disponibili a far passare solo 150 persone.

10:36 - Via del Plebiscito blindata
Tra camionette e diversi agenti delle forze dell'ordine presidiano l'ingresso a via del Plebiscito, dove è la residenza privata di Silvio Berlusconi. Si teme che i manifestanti protestino sotto la casa del premier.

10:30 - Arrivo a Piazza Venezia
I cinquanta pullman partiti dall'aquilano sono arrivati a piazza Venezia. Il traffico di Roma, sia in città sia sul raccordo anulare, hanno rallentato l'arrivo. Ora i manifestanti si stanno radunando per dare via la corteo che arriverà sino a Montecitorio.





- La carica - video -