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Gabanelli manda in onda la puntata ROMA 17 ottobre 2010
Gabanelli in apertura della puntata - "La trasparenza è d'obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell'isola caraibica di Antigua". Ghedini avverte la Rai. Nella sua nota il legale di Berlusconi attacca le notizie al centro del programma, da cui hanno preso spunto alcuni articoli apparsi oggi sui quotidiani. "Articoli totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori - ribatte Ghedini - poiché si basano su assunti già dimostratisi insussistenti. La vicenda è già stata ampiamente trattata dai giornali alcuni mesi or sono e tutte le delucidazioni e i documenti pertinenti erano stati ampiamente offerti ma negli articoli non se ne tiene minimamente conto". "Come risulta dagli atti - spiega ancora Ghedini- il presidente Berlusconi ha regolarmente acquistato un terreno in Antigua pagandolo con regolare bonifico e indicandolo nella denuncia dei redditi. Negli anni successivi, con regolari fatture, assistite da stati di avanzamento lavori, bolle di accompagnamento e consegne nonché perizie, sono stati pagati i lavori di costruzioni e arredo con altrettanto regolari bonifici da banca italiana a banca italiana. Tale denaro è stato quindi versato in Italia alla società costruttrice dell'immobile". "Come già detto in un precedente comunicato, tutta la documentazione è a disposizione per qualsiasi controllo in assoluta trasparenza. L'immobile - prosegue il legale - è attualmente e regolarmente intestato al presidente Berlusconi e non già a fantomatiche società offshore e non vi è nessuna indagine né in merito ai trasferimenti di denaro e né in merito all'immobile. E' evidente quindi la strumentalità delle ricostruzioni offerte che saranno perseguite nelle sedi opportune. Sarebbe davvero grave se la Rai mandasse in onda un programma con notizie così insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio". Gabanelli: "In onda, leggerò nota di Ghedini". "Ma l'avvocato Ghedini come fa a parlare se non l'ha ancora vista la puntata di stasera? Non capisco gli interventi prima di vedere i contenuti di un servizio". Così replica all'agenzia di stampa Ansa Milena Gabanelli, assicurando che "non mi risulta che ci siano problemi, quindi io stasera andrò regolarmente in onda e darò puntualmente conto della posizione di Ghedini leggendo in trasmissione la sua nota. Ma quello che lui dice non risponde alla domanda fondamentale che viene posta nel pezzo che andrà in onda stasera. Io valuto il nostro pezzo che è corretto e ben scritto e anche lui dovrebbe prima vederlo". Ai microfoni di CnrMedia, Milena Gabanelli aggiunge. "Non ho ricevuto alcuna comunicazione o pressione dai vertici Rai". "Noi facciamo il nostro mestiere, dobbiamo cercare di raccontare i fatti con la documentazione che abbiamo e questo facciamo. Poi, che ogni puntata susciti qualche problema è tipico del giornalismo, non è che mi agiti". Franceschini: "Arrogante intimidazione". "Una intimidazione arrogante e vergognosa e insieme un altro attacco alla libertà di informazione" è il commento di Dario Franceschini. Secondo il presidente dei deputati del Pd, Ghedini "come legale di Berlusconi ha diritto di difendere il suo cliente ma, a riprova della confusione inqualificabile di ruoli, inevitabilmente parla anche come parlamentare e autorevole esponente del Pdl. Parole che suonano come una pressione intollerabile e preventiva sulla Rai. Sono certo, in Rai nessuno prenderà in considerazione questo atto di arroganza". Vita-Giulietti: "Inchieste solo su Fini?". La prima reazione alla nota di Ghedini è una dichiarazione congiunta firmata da Vincenzo Vita, del Pd, e Giuseppe Giulietti del gruppo misto. "A che titolo l'avvocato Ghedini chiede la censura preventiva contro Report? Ci auguriamo che a nessuno venga in mente di tappare la bocca a una giornalista seria autorevole e libera come Gabanelli anche perché sarebbe singolare che le inchieste si possano fare solo sul presidente Fini". Beltrandi: "Garantire replica". Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di vigilanza sulla Rai si dichiara "contrario da sempre a ogni forma di censura preventiva" ma, scrive in una nota, "devono essere garantiti sia la messa in onda" di Report "che un adeguato diritto di replica, fatto salvo ovviamente, nei casi peggiori, il diritto alla tutela giurisprudenziale dell'immagine ove ve ne fosse ragione. Con la censura si uccide qualsiasi giornalismo di inchiesta". Di Pietro (Idv): "La censura
sport preferito dalla maggioranza" - "La censura sta diventando lo sport
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ANTIGUA - È il 20 settembre 2007 quando al Land register di Saint John, la capitale di Antigua, si presenta il signor Silvio Berlusconi. Con una riga il funzionario di turno cancella dal registro la società Flat Point e trasferisce la proprietà di un terreno di poco più di quattro acri all'illustre cittadino italiano. L'appezzamento si trova dalla parte opposta dell'isola. È una porzione di collina che scende fino al mare dove si apre una spiaggia di sabbia bianca, finissima. Gli abitanti di Willikies, un paesino che sorge lì vicino, la chiamano Pastrum, perché lì portavano a pascolare i loro animali. Non ne mancano nemmeno di selvatici, soprattutto scimmie. Da almeno quindici anni quei posti sono recintati. "È da molto tempo che questa costa è al centro di un progetto immobiliare, ma i lavori sono iniziati solo negli ultimi anni" spiega Hugenes, un pescatore del luogo. La baia si chiama Nonsuch Bay e va da un lembo di terra che quasi tocca la vicina Green Island, un paradiso meta delle gite dei turisti, a Flat Point, una punta piatta coperta da vegetazione caraibica. E Flat Point Devolopment Limited si chiama la società che si è presa in carico i terreni con l'obiettivo di sviluppare un imponente progetto turistico. Qui sorgerà, e in parte è già nato, l'Emerald Cove, un resort che nel nome riecheggia la nostra Costa Smeralda, il tratto di Sardegna, patria dei vip, e disegnata in gran parte dall'architetto Gianni Gamondi, l'architetto di Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, lo stesso architetto che curerà lo sviluppo per Flat Point.
Qualche tempo fa, era stato il gruppo Maltauro, una famiglia di costruttori vicentini a mettere gli occhi su Nonsuch Bay, ma non se ne fece mai nulla. Poi improvvisamente è arrivata la Flat Point, nel 2005 la macchina si è messa in moto, le pratiche si sono sbloccate e le case sono iniziate a crescere come funghi, una dietro l'altra, l'obiettivo è arrivare ad averne un centinaio. I reali beneficiari economici, tuttavia, si celano dietro una ragnatela di società schermate, una cortina offshore, che forse qui nel paradiso fiscale di Antigua non appare certo tanto esotica, ma che diventa tale in Italia, dove la società raccoglie la maggior parte dei suoi capitali. La sede della Flat Point è al 26 di Cross Street a St. John, il capitale è interamente controllato dalla Emerald Cove Engineering Nv, una società di Curacao (nelle Antille Olandesi, poste poco più a Nord di Antigua), a sua volta controllata dalla Kappomar sempre di Curacao. L'amministratore della Flat Point è Giuseppe Cappanera, mentre i fiduciari delle holding sono Carlo Postizzi, Giuseppe Poggioli e Flavio De Paulis. I primi sono rispettivamente un avvocato e un fiduciario che si muovono tra la Svizzera e l'Italia, mentre il terzo è un dipendente di Banca Arner. Di chi facciano gli interessi è un mistero, ma il coinvolgimento della banca elvetica, già commissariata e al centro di un inchiesta per riciclaggio delle procure di Milano e Palermo, getta qualche spiraglio di luce almeno su chi abbia convogliato del gran denaro verso la Flat Point.
Dal bilancio 2005 della società, emerge che
Banca Arner ha finanziato per 6 milioni di dollari caraibici (circa 1,6
milioni di euro al cambio attuale) l'operazione sulla costa di Nonsuch
Bay, ma il principale sponsor della scatola offshore sembra essere, come
ricostruito da Banca d'Italia, il premier Silvio Berlusconi, da sempre
legato a Banca Arner, non solo attraverso uno dei suoi storici fondatori
Paolo Del Bue, ma anche per i suoi depositi nella sede di Corso Venezia
a Milano: il conto numero uno è suo, mentre altri fanno capo alle
holding della sua famiglia (per un totale di 50 milioni di euro) o a uomini
del suo entourage.
Dai conti personali di Berlusconi accesi presso Banca
Intesa e Monte dei Paschi di Siena sono partiti ingenti bonifici verso
un conto di Flat Point aperto proprio presso la sede milanese di Banca
Arner, la quale a sua volta ha girato gli stessi corrispettivi alla sede
di Lugano. Oltre 1,7 milioni nel 2005, altri 300mila nel 2006, ma è
nel 2007, l'anno in cui avviene il passaggio di proprietà del terreno
di Nonsuch Bay che i movimenti di denaro salgono alle stelle. In tutto
oltre 13 milioni di euro: a ridosso del 20 settembre, la data dell'atto
del Land register, esattamente il 10 di quel mese, passano da Milano a
Lugano 1,7 milioni di euro e un mese dopo altri 3,6 milioni. Nel 2008 ancora
più di 6 milioni prendono il volo per la Svizzera. Un mare di soldi
che si muovono, però, senza una corrispondenza tra le somme scritte
nei contratti ufficiali depositati dalla Flat Point in banca e i bonifici.
Gli importi appaiono molto elevati rispetto a quanto vi è di ufficiale.
Nel bilancio della Flat Point i 29 acri di terreno su cui sorge lo sviluppo
immobiliare sono stati iscritti per un valore di 2,7 milioni di dollari
caraibici (poco più di 700mila euro), così come attestato
dalla perizia del 2004 di Oliver F. G. Davis, un esperto immobiliare. Molto
meno di quanto versato dai conti del premier. Berlusconi da solo muove
oltre 20 milioni di euro e dai registri risulta aver acquistato solo 4
acri di terreno.
Rimane ambiguo anche il motivo per cui l'istituto elvetico
abbia fatto passare quei soldi da Milano a Lugano senza bollare come sospetto
il traffico di valuta. La normativa antiriciclaggio di Banca di Italia
impone di segnalare i movimenti di denaro verso l'estero, soprattutto verso
i Paesi offshore come la Svizzera, ma Banca Arner non se ne è mai
curata. Di certo, però, ad Antigua i soldi in qualche modo devono
essere arrivati, visto che le ville ci sono. Quella di Silvio Berlusconi
spunta in cima alla collina, i pescatori la chiamano "il Castello" per
la sua imponenza e per come domina dall'alto la zona. A fianco si trova
quella di Andrij Shevchenko, l'ex calciatore del Milan e pupillo del premier.
Poco più in là sorge quella di Lester Bird, l'ex primo ministro
di Antigua, in carica fino al 2004, citato l'anno successivo in una causa
legale per aver svenduto dei terreni dello Stato a dei gruppi privati.
Al suo successore, Baldwin Spencer, Berlusconi aveva promesso di impegnarsi
personalmente per aiutare la piccola isola caraibica a ridurre il debito
internazionale.
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