Italia, discriminazioni raziali: scuola, a Caserta iniziano le schedature
La prefettura di Caserta vuole con urgenza dati su tutti gli studenti.
Schede su provenienza, apprendimento e integrazione.
23 gennaio 2010


Violata dal Governo la Costituzione Italiana:
Costituzione Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Nelle scuole di Caserta c'è grande agitazione, per la "caccia" agli studenti immigrati e con genitori senza permesso di soggiorno. Non è fantapolitica. E' la pura realtà da rigurgito leghista. L'Ufficio scolastico per la Campania  ha "ordinato" la schedatura degli studenti stranieri. E per giunta dando anche un ultimatum ai presidi: la riconsegna del "censimento-monitoraggio" entro e non oltre il 25 gennaio. Una strana mossa, visto che l'Usp ha agito per "ordine" della Prefettura che di norma si occupa di sicurezza e non di certo di dispersione scolastica.
 
Vogliono sapere tutto sugli stranieri, bambini o ragazzi, che frequentano le aule del casertano. Nome, cognome, sezione, classe, se sono «di recente immigrazione» o di seconda generazione, se si è «non accompagnati» oppure «nomadi», se quegli allievi frequentano oppure no. I prestampati sono già stati impostati e inviati. Per ogni scheda, ventidue caselline, tutte colorate, modello Excell, aspettano di registrare i dati giusti. Perché? A cosa serve? Qui le risposte si fanno scivolose.

Un caso nazionale il fax inviato dall´Ufficio scolastico di Caserta a tutti gli istituti della provincia il 18 gennaio scorso: ovvero solo due giorni prima dell´arrivo del ministro Roberto Maroni che, mercoledì 20 a Caserta, ha annunciato un tavolo di studio e monitoraggio proprio « «sulle aree di degrado, a rischio, in cui vivono gli immigrati nel casertano, una Rosarno al cubo». Poco dopo, filtra la notizia di quel censimento ritenuto "irrituale". Un caso? Eppure sembra che l´analisi sia stata disposta dal vertice dell´Ufficio scolastico su input «urgente» della prefettura. Così scoppia l´allarme, i vertici regionali e nazionali della Cgil accendono l´attenzione su una possibile schedatura, citando la visita di Maroni e le recenti indicazioni del ministro Maria Stella Gelmini sul tetto del 30 per cento per gli immigrati nelle scuole. Ma, da Caserta, l´ufficio scolastico alza le mani e grida all´equivoco. E la prefettura nega di aver mai inoltrato tale richiesta. Non resta che far parlare i fatti.

Ci sono due fogli ad attestare quella comunicazione da parte del provveditore,
Vincenzo Di Matteo, ai vari plessi. 
Una richiesta bizzarra, se non altro perché l´ufficio non si limita a monitorare, come di prassi, le presenze numeriche di stranieri verso i quali eventualmente indirizzare i progetti formativi, ma subordina la ricerca ad un´esigenza, rivestita del carattere di urgenza, proveniente dalla «prefettura».



L'intestazione della lettera:
«Oggetto: alunni stranieri presenti nella scuola della provincia di Caserta e dispersione scolastica».
Primo rigo: «In riferimento all´oggetto ed al fine di fornire informazioni alla Prefettura di Caserta che ha richiesto con urgenza i dati sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia e sulla dispersione scolastica, si invita a voler trasmettere a questo ufficio, entro sei giorni dalla ricezione della presente, le allegate schede».

Il sindacato legge e si allarma. A che titolo richiedere anche i dati sensibili? Con quale obiettivo? Domande che restano in piedi mentre la prefettura di Caserta, contattata da "Repubblica", nega categoricamente di aver inoltrato una tale domanda.  

Il primo a notare qualcosa di strano è Giuseppe Vassallo, responsabile regionale della Cigl scuola, che ne parla con Michele Gravano, il vertice del sindacato in Campania. «Chiediamo alle scuole, a tutti i docenti di non rispondere a questa richiesta. Non siamo di fronte al monitoraggio di rito, utile a modulare l´impegno dei docenti rispetto alle caratteristiche mutate di una platea scolastica», sottolinea Vassallo. Aggiunge Gravano: «Siamo di fronte ad un´anomalia. Qui si tratta di dati che servono alla prefettura in sei giorni. E per cosa?». In una nota intervengono i vertici nazionali del sindacato. Morena Piccinini della segreteria nazionale Cgil e Domenico Pantaleo, segretario generale di Flc Cgil puntualizzano: «La richiesta di informazioni richiede dati che nulla hanno a che vedere con la dispersione scolastica; da quando la presenza di alunni immigrati nelle nostre scuole rappresenta un pericolo pubblico per la sicurezza?». 

La circolare è firmata dal dirigente dell'Usp regionale Vincenzo Di Matteo, porta la data del 18 gennaio e chiede con urgenza a tutte le scuole del territorio, "nessuna esclusa" l'invio dei dati "sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia e sulla dispersione scolastica". Un censimento che ha per lo più l'imprinting di una schedatura. La Prefettura vuole le schede compilate che riguardano gli studenti che sono a scuola dal 2007-2008 fino ad oggi. E ben classificate sulla provenienza tra stranieri di recente immigrazione (ultimi 3 anni); straniero di seconda generazione (nati in Italia da genitori stranieri); straniero non accompagnato; alunno comunitario (dell'Unione Europea) e infine l'elenco dei nomadi. Nonchè dati sulle difficoltà riscontrate di ogni alunno, con la specifica sulla conoscenza della lingua italiana, l'accettazione tra le culture diverse e la partecipazione degli stessi agli interventi didattici di integrazione, accoglienza e recupero.

Una rilevazione sui dati sugli studenti immigrati che guarda caso cade all'indomani della visita del del ministro dell'Interno, Roberto Maroni a Caserta, dove ha incontrato il prefetto. E la polemica tutt'ora aperta sulla decisione della Gelmini di mettere un tetto (30%) in ogni classe per gli alunni stranieri si rianima in modo ancora più inquietante.

Il primo e l'unico sindacato a dare l'allarme è la Cgil e la Flc-Cgil. Morena Piccinini della segreteria nazionale di Guglielmo Epifani e Mimmo Pantaleo, segretario della Federazione della Conoscenza. In una nota congiunta protestano così: "Siamo entrati in una fase di stretta sui diritti sulle agibilità dei cittadini immigrati nel nostro paese". Secondo i sindacalisti, sarebbe una diretta conseguenza delle indicazioni sul tetto del 30% agli stranieri in classe ma non "é esclusa la stretta anche sul personale scolastico per effetto del pacchetto sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità".
 Per la Cgil la richiesta di informazioni è molto particolareggiata e richiede dati che nulla hanno a che vedere con la dispersione scolastica. "Da quando le Prefetture si interessano di dispersione scolastica, di difficoltà di apprendimento e di integrazione nell'ambiente scolastico? - chiedono Piccinini e Pantaleo. E sottolineano: "Da quando la presenza degli alunni immigrati nelle nostre scuole rappresenta un  pericolo pubblico  per la sicurezza"?

Domande sulla palese violazione dei diritti di cittadinanza delle persone
alle quali dovrebbe rispondere il ministro dell'Istruzione.