ROMA 1 marzo 2011- Alternare, di settimana in settimana,
conduttori di talk show "con diversa formazione culturale". Mandandoli
in onda nelle fasce migliori del palinsesto. E' questa la nuova indicazione
prevista nel testo di atto di indirizzo
sul pluralismo presentato dal Pdl in commissione di
Vigilanza. Il relatore di maggioranza Alessio Butti, nell'illustrare la
bozza rielaborata (il nuovo testo modifica la precedente richiesta di vietare
ad altri talk show di affrontare per otto giorni lo stesso tema affrontato
da uno di essi ndr), ha spiegato che occupare sempre le serate di martedì
e il giovedì (il riferimento è a Ballarò e ad Annozero
ndr) "è diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori".
Onde evitare, continua Butti, il determinarsi "di una
evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell'informazione
rispetto ad altri", la Rai dovrebbe "sperimentare l'apertura di altri spazi
informativi affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni
alla stessa ora sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo
una equilibrata alternanza settimanale". In sintesi
si potrebbe dire, usando le parole di Flavia Perina di Fli, che il Pdl
ha in mente talk show "a targhe alterne".
Santoro: "Caricatura del Minculpop".
Il conduttore di Annozero Michele Santoro punta il dito contro il testo
Butti:
"Siamo al Minculpop, ma con gerarchi che assomigliano
alle caricature dei fascisti" dice. "Ma di che cosa meravigliarsi? Viviamo
in un paese" dice Santoro, "in cui una Commissione parlamentare di vigilanza
nomina il Consiglio d'amministrazione della Rai. E nonostante questo, la
maggioranza di governo dopo aver deciso i vertici della rai e dopo aver
schiacciato il servizio pubblico subordinandolo agli interessi personali
del presidente del Consiglio, pretende di organizzare direttamente anche
il palinsesto".
Le reazioni. Secondo Giorgio Merlo,
Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, "La bozza del senatore Butti
non è condivisibile". Dice Merlo in una nota: "Un atto di indirizzo
sul pluralismo è un documento importante per la credibilità
e la trasparenza del servizio pubblico radiotelevisivo.
Purché non diventi una clava per colpire qualcuno.
Il documento di Butti contiene troppi elementi che
non garantiscono un pieno e reale pluralismo".
In una nota, il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro dichiara: "Siamo alle purghe dei peggiori regimi. Il Pdl vuole decapitare l'articolo 21 della Costituzione. La libera informazione è alla base di un sistema democratico: calpestarla in questo modo è un atto criminale. L'italia dei valori farà le barricate fuori e dentro le camere e porterà il caso in tutte le sedi competenti".
I deputati Udc Enzo Carra e Roberto Rao, rispettivamente segretario e capogruppo in Commissione di vigilanza Rai. affidano il loro commento a una nota congiunta: "Abbiamo presentato per tempo su sollecitazione del presidente della commissione di vigilanza un lungo documento con tutti gli elementi di critica rispetto al testo di Butti. Ci sono stati dei cambiamenti, ma largamente insufficienti a rendere il testo emendabile".
Secondo Flavia Perina, direttore del Secolo e deputata di Futuro e libertà, "I principi del pluralismo televisivo esigerebbero che il martedì e il giovedì non ci fossero sempre Floris e Santoro, perchè questa sarebbe una 'rendita'. Se così è, non si capisce perchè ogni sera a dirigere il Tg1 debba essere Minzolini e a condurre Porta a Porta sia sempre Vespa".
Prima che fossero diffuse le nuove disposizioni del testo Butti, il presidente della commissione di vigilanza, Sergio Zavoli, aveva bacchettato l'opposizione per l'ostruzionismo delle ultime settimane. Al termine della seduta il presidente aveva sottolineato che da parte del Pdl ci sono stati "grandi passi in avanti" mentre dall'altra parte si è fermi sulla "irricevibilità". "Ma quali sono i punti irricevibili? - chiede Zavoli - il silenzio di alcuni oggi mi conferma il sospetto che non si voglia arrivare ad una soluzione condivisa". Replica il capogruppo del Pd Fabrizio Morri, per il quale l'impostazione del Pdl per cui "la Rai non risponde nei suoi programmi all'opinione della maggioranza degli italiani" resta "un approccio irricevibile".
Proposta Pdl, "Conduttori responsabili delle notizie".
Nella bozza Butti, il Pdl chiede alla Rai anche di stipulare sempre contratti
con i conduttori di trasmissioni di approfondimento politico che "individuino
con chiarezza la responsabilità del conduttore, e le relative sanzioni
in ordine all'attendibilità e alla qualità delle notizie
diffuse". Questo secondo la bozza, in modo da "sollevare l'azienda da reponsabilità
civili e/o penali" anche "qualora non si giunga a formalizzare un accordo
con il conduttore, come è già accaduto". La proposta
va a sostituire la precedente previsione, ribattezzata 'norma Gabanelli'
che prevedeva tassativamente che "il conduttore è sempre responsabile
dell'attendibilità e della qualità delle fonti e delle notizie,
sollevando la rai da reponsabilità civili e/o penali".
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