Premesso quanto precedentemente comunicato dall’Associazione
Plemmyrion all’Ill.mo Prefetto con lettere del 16 e del 23 gennaio 2011
e successivamente del 3.02.2011, in risposta alla nota della Prefettura
prot. n. 0005325, in data 02.03.201
inviata al sottoscritto nella qualità di Presidente
dell’Associazione Plemmyrion, si ritiene necessario comunicare quanto segue.
Preso atto, in via preliminare, della disponibilità manifestata dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Ten. Col. G. R. Cuzzocrea, si deve tuttavia precisare che l’incontro tenutosi in data 14.02.2011 presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa non è stato affatto esaustivo né ha consentito una maggiore informazione sugli aspetti specificamente evidenziati dall’Associazione Plemmyrion in relazione alla questione del radar in oggetto.
Secondo quanto labialmente riferito dal Comandante Cuzzocrea:
a) l’installazione della postazione radar in località
Capo Murro di Porco sarebbe stata realizzata
previo rilascio delle prescritte autorizzazioni da
parte delle Autorità competenti;
b) L’attività posta in essere non dovrebbe considerarsi
una nuova realizzazione sul territorio, ma il potenziamento
dell’infrastruttura alta 20 metri, già esistente
sul sito, mediante la sostituzione con altra dell’altezza di 36 metri,
idonea ad ospitare le preesistenti antenne radio nonché
quella il nuovo radar;
c) Il radar in oggetto dovrebbe considerarsi a basso
inquinamento elettromagnetico e pertanto non dannoso
per la salute dei cittadini e per l’integrità
dell’ambiente circostante.
Al riguardo il sottoscritto, nella qualità di
Presidente dell’Associazione Plemmyrion,
ha l’obbligo di precisare quanto segue:
In riferimento al punto a):
Non è stata fornita alcuna documentazione dalla
quale si evince che l’Amministrazione Militare avrebbe
ottenuto il rilascio delle autorizzazioni prescritte
dalla normativa vigente per la realizzazione dell’anzidetta struttura.
Si ribadisce che è ben lungi dalle intenzioni
dello scrivente mettere in dubbio la regolarità dell’operato
della Guardia di Finanza, ma è necessario che
siano definitivamente chiariti alcuni punti affinché i cittadini
siano rassicurati e sia confermata la loro fiducia
nelle Istituzioni.
In riferimento al punto b):
Come precisato dal Comandante Cuzzocrea e come Ella stessa ha ribadito nella nota del 02.03.2011, l’installazione del radar “non può considerarsi una nuova realizzazione sul territorio, ma il potenziamento dell’infrastruttura già esistente sul sito”. Tuttavia la superiore affermazione contrasta con quanto è a nostra conoscenza.
Le nostre perplessità si rifanno:
1) All’affermazione dell’On.le Enzo Vinciullo, attuale Assessore Comunale, pronunciata in diretta televisiva nella trasmissione INFORMARE dell’emittente TELEUNOTRIS del 18.2.2011 in presenza dell’On.le Roberto De Benedictis, secondo cui “l’uso remoto da parte della Finanza di un’area presso l’acquedotto del Plemmirio era abusivo e fondata solo su un impegno sulla parola.”
2) All’affermazione del vice Sindaco Concetto La Bianca
durante lo svolgimento del Consiglio Comunale del 21.02.2011
secondo cui “siccome l’area occupata dalla Guardia
di Finanza da tempo è da intendersi area militare,
non occorreva alcuna autorizzazione per il posizionamento
delle preesistenti strutture.”
3) Alla lettera prot n. 23714 del 21.02.2011 del Gabinetto
del Sindaco di Siracusa, dove si legge che: “La Guardia di Finanza
da tempo utilizza un’area presso la stazione di sollevamento
fognario di Capo Murro di Porco in località Plemmirio
per l’installazione di apparecchiature della rete
di trasmissione del Corpo stesso e che nel giugno del 2010 il Reparto tecnico
Logistico Amm.vo Sicilia della Guardia di Finanza
ha chiesto di installare una nuova apparecchiatura necessaria per
la realizzazione della rete radar di profondità
per la sorveglianza costiera sempre nella stessa area, regolarizzando questa
volta la concessione dell’area presso la stazione
di sollevamento”.
L’eventuale conferma di tale pregressa situazione abusiva
comporterebbe gravi conseguenze sulla legittimità
della attuale installazione radar.
Inoltre il posizionamento del radar presso l’area delle
vasche dell’acqua dell’acquedotto Comunale, in contrada
Casevacche appare estremamente pregiudizievole per
la comunità residenziale, in quanto l'intero abitato del Plemmirio
verrebbe a trovarsi di fatto sottoposto ad una “cappa” assai nociva alla
salute, per gli effetti della conseguente
esposizione ai campi elettromagnetici.
Queste ed altre smagliature, che mettono anche in dubbio
lo stesso luogo utilizzato per la sua attuale ubicazione,
sono state portate a conoscenza del Difensore Civico
Avv Domenico Trapanese con lettera del 24.02.2011.
Altre ci accingiamo a comunicarle.
In riferimento al punto c):
Si rileva che dalla Guardia di Finanza non è
stata fornita alle Autorità competenti
alcuna documentazione tecnico-scientifica che attesti
la non pericolosità del radar in oggetto.
L’Amministrazione militare si è limitata a presentare
una “dichiarazione di conformità” redatta dall’ing. G. Macigno,
consulente tecnico della stessa Società appaltatrice, che ha tratto
delle conclusioni manifestamente insufficienti
a comprovare la non pericolosità delle radiazioni
emesse dal radar in questione.
Peraltro le asserite misurazioni sono state effettuate
prima ancora che il radar venisse attivato,
motivo per il quale non attestano alcunché.
Lo stesso consulente precisa che si tratta di mere
simulazioni numeriche e che solo a radar attivo si potrà
valutare la reale situazione e accertare la conformità
ai parametri di legge.
Considerato che nessun’altra documentazione è
stata al riguardo fornita agli Enti competenti quali l’ARPA, ciò
equivale
a dire che allo stato attuale non si è fatto
alcun accertamento tecnico circa gli eventuali danni alla salute che potranno
derivare dalla messa in funzione del radar.
Segnatamente l'ARPA Sicilia non ha mai ricevuto alcuna
documentazione relativa all’apparato in questione, per cui
non è in grado di esprimere alcun parere in
merito né effettuare i calcoli e le simulazioni previste né
definire gli eventuali
effetti nocivi sulle aree e sulle abitazioni impattate
dal campo elettromagnetico generato dal radar.
Lo stesso Ente Area Marina Protetta del Plemmirio non
è in possesso di alcuna valutazione dei potenziali effetti di dette
onde sugli organismi vegetali ed animali e sull'ecosistema
della riserva oltre che sul personale addetto e sui visitatori.
Alla luce di quanto precisato, corre l’obbligo di rappresentarLe
nuovamente e con forza la nostra più viva preoccupazione
verso quello che viene percepito come un serio pericolo
alla salute ed alla vita stessa dei residenti e l’esigenza,
a tutt’oggi rimasta senza effettivo riscontro, che
siano al riguardo fornite dalle Autorità competenti le informazioni
e rassicurazioni necessarie.
L'area circostante a quella utilizzata dal traliccio
presenta delle caratteristiche naturali paesaggistiche,ambientali, storiche
ed archeologiche uniche. È palese che la realizzazione
dell'antenna radar caratterizzata da emissioni elettromagnetiche andrebbe
a vanificare indiscutibilmente l'intero sviluppo del Territorio allontanando
dalla sua fruizione turisti, villeggianti,
scolaresche e visitatori.
Tale situazione desta, evidentemente, un senso
d’apprensione e timore sulla popolazione per il possibile insorgere
di danni anche economici, derivanti dalla presenza
del radar, che determinerebbe una svalutazione del valore delle case
e duri contraccolpi sulle varie strutture alberghiere
e commerciali del Territorio.
In merito alla vicenda de quo lo stesso Ministro dell’Ambiente
Stefania Prestigiacomo in una nota al giornale LA SICILIA
del 27.02.2011 asserisce testualmente che “Il traliccio
radar del Plemmirio rappresenta un errore a cui va posto rimedio:
la costruzione di una struttura tanto ingombrante
lungo il litorale di un’area marina protetta, peraltro in un’area che
nella stagione estiva è densamente popolata,
andava evitata”.
Per quanto sopra esposto
CHIEDIAMO CHE L’ILL.MO PREFETTO
- Nell’esercizio delle sue funzioni e dei poteri conferitigli
dalla legge, voglia intervenire al fine di salvaguardare l'integrità
ambientale dell’area interessata e scongiurare in maniera assoluta condizioni
di rischio e/o danno delle aree sottoposta
a tutela, chiedendo alle Autorità competenti
che si provveda a ricollocare il radar in oggetto in altro luogo;
- Si faccia garante, nell’interesse della cittadinanza
siracusana, di qualunque azione utile per informare
correttamente e capillarmente la popolazione sulla
problematica in oggetto, come la legge prevede espressamente;
- Voglia altresì valutare l’opportunità
di disporre, nelle more, la sospensione dei lavori di messa in esercizio
del radar in oggetto, per dare corso ad un approfondimento
su tutte le manchevolezze riscontrate e sulla tematica
che interessa la stessa legittima presenza del radar.
L’associazione Plemmyrion, fiduciosa di un Suo intervento
al riguardo, resterà vigile affinché la rimozione
del traliccio diventi una realtà e vengano
assunti comportamenti consequenziali da tutte le Istituzioni cittadine
che vorranno essere disponibili al raggiungimento
di questo obiettivo.
In attesa di Sue considerazioni in merito ci è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.
Con osservanza
Associazione Plemmyrion
Il Presidente
Marcello Lo Iacono
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