Siracusa 19 marzo 2011 Risposta alla lettera del PREFETTO
Oggetto: Realizzazione ed installazione da parte della Guardia di Finanza di una Rete di sensori
radar di profondità per la sorveglianza costiera presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio.
       Spett.le Prefetto di Siracusa Dott.ssa Carmela Floreno
      p.c. Presidente della Provincia On.le Nicola Bono
             Sindaco di Siracusa Ing Roberto Visentin
             Area Marina Protetta Dr Nuccio Romano

Premesso quanto precedentemente comunicato dall’Associazione Plemmyrion all’Ill.mo Prefetto con lettere del 16 e del 23 gennaio 2011 e successivamente del 3.02.2011, in risposta alla nota della Prefettura prot. n. 0005325, in data 02.03.201
inviata al sottoscritto nella qualità di Presidente dell’Associazione Plemmyrion, si ritiene necessario comunicare quanto segue.

Preso atto, in via preliminare, della disponibilità manifestata dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Ten. Col. G. R. Cuzzocrea, si deve tuttavia precisare che l’incontro tenutosi in data 14.02.2011 presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa non è stato affatto esaustivo né ha consentito una maggiore informazione sugli aspetti specificamente evidenziati dall’Associazione Plemmyrion in relazione alla questione del radar in oggetto.

Secondo quanto labialmente riferito dal Comandante Cuzzocrea:

a) l’installazione della postazione radar in località Capo Murro di Porco sarebbe stata realizzata
previo rilascio delle prescritte autorizzazioni da parte delle Autorità competenti;

b) L’attività posta in essere non dovrebbe considerarsi una nuova realizzazione sul territorio, ma il potenziamento
dell’infrastruttura alta 20 metri, già esistente sul sito, mediante la sostituzione con altra dell’altezza di 36 metri,
idonea ad ospitare le preesistenti antenne radio nonché quella il nuovo radar;

c) Il radar in oggetto dovrebbe considerarsi a basso inquinamento elettromagnetico e pertanto non dannoso
per la salute dei cittadini e per l’integrità dell’ambiente circostante.

Al riguardo il sottoscritto, nella qualità di Presidente dell’Associazione Plemmyrion,
ha l’obbligo di precisare quanto segue:

In riferimento al punto a):
Non è stata fornita alcuna documentazione dalla quale si evince che l’Amministrazione Militare avrebbe
ottenuto il rilascio delle autorizzazioni prescritte dalla normativa vigente per la realizzazione dell’anzidetta struttura.

Si ribadisce che è ben lungi dalle intenzioni dello scrivente mettere in dubbio la regolarità dell’operato
della Guardia di Finanza, ma è necessario che siano definitivamente chiariti alcuni punti affinché i cittadini
siano rassicurati e sia confermata la loro fiducia nelle Istituzioni.

In riferimento al punto b):

Come precisato dal Comandante Cuzzocrea e come Ella stessa ha ribadito nella nota del 02.03.2011, l’installazione del radar “non può considerarsi una nuova realizzazione sul territorio, ma il potenziamento dell’infrastruttura già esistente sul sito”.  Tuttavia la superiore affermazione contrasta con quanto è a nostra conoscenza.

Le nostre perplessità si rifanno:

1) All’affermazione dell’On.le Enzo Vinciullo, attuale Assessore Comunale, pronunciata in diretta televisiva nella trasmissione INFORMARE dell’emittente TELEUNOTRIS del 18.2.2011 in presenza dell’On.le Roberto De Benedictis, secondo cui “l’uso remoto da parte della Finanza di un’area presso l’acquedotto del Plemmirio era abusivo e fondata solo su un impegno sulla parola.”

2) All’affermazione del vice Sindaco Concetto La Bianca durante lo svolgimento del Consiglio Comunale del 21.02.2011
secondo cui “siccome l’area occupata dalla Guardia di Finanza da tempo è da intendersi area militare,
non occorreva alcuna autorizzazione per il posizionamento delle preesistenti strutture.”

3) Alla lettera prot n. 23714 del 21.02.2011 del Gabinetto del Sindaco di Siracusa, dove si legge che: “La Guardia di Finanza
da tempo utilizza un’area presso la stazione di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco in località Plemmirio
per l’installazione di apparecchiature della rete di trasmissione del Corpo stesso e che nel giugno del 2010 il Reparto tecnico
Logistico Amm.vo Sicilia della Guardia di Finanza ha chiesto di installare una nuova apparecchiatura necessaria per
la realizzazione della rete radar di profondità per la sorveglianza costiera sempre nella stessa area, regolarizzando questa
volta la concessione dell’area presso la stazione di sollevamento”.

L’eventuale conferma di tale pregressa situazione abusiva
comporterebbe gravi conseguenze sulla legittimità della attuale installazione radar.

Inoltre il posizionamento del radar presso l’area delle vasche dell’acqua dell’acquedotto Comunale, in contrada
Casevacche appare estremamente pregiudizievole per la comunità residenziale, in quanto l'intero abitato del Plemmirio verrebbe a trovarsi di fatto sottoposto ad una “cappa” assai nociva alla salute, per gli effetti della conseguente
esposizione ai campi elettromagnetici.

Queste ed altre smagliature, che mettono anche in dubbio lo stesso luogo utilizzato per la sua attuale ubicazione,
sono state portate a conoscenza del Difensore Civico Avv Domenico Trapanese con lettera del 24.02.2011.
Altre ci accingiamo a comunicarle.

In riferimento al punto c):

Si rileva che dalla Guardia di Finanza non è stata fornita alle Autorità competenti
alcuna documentazione tecnico-scientifica che attesti la non pericolosità del radar in oggetto.

L’Amministrazione militare si è limitata a presentare una “dichiarazione di conformità” redatta dall’ing. G. Macigno, consulente tecnico della stessa Società appaltatrice, che ha tratto delle conclusioni manifestamente insufficienti
a comprovare la non pericolosità delle radiazioni emesse dal radar in questione.

Peraltro le asserite misurazioni sono state effettuate prima ancora che il radar venisse attivato,
motivo per il quale non attestano alcunché.

Lo stesso consulente precisa che si tratta di mere simulazioni numeriche e che solo a radar attivo si potrà
valutare la reale situazione e accertare la conformità ai parametri di legge.

Considerato che nessun’altra documentazione è stata al riguardo fornita agli Enti competenti quali l’ARPA, ciò equivale
a dire che allo stato attuale non si è fatto alcun accertamento tecnico circa gli eventuali danni alla salute che potranno
derivare dalla messa in funzione del radar.

Segnatamente l'ARPA Sicilia non ha mai ricevuto alcuna documentazione relativa all’apparato in questione, per cui
non è in grado di esprimere alcun parere in merito né effettuare i calcoli e le simulazioni previste né definire gli eventuali
effetti nocivi sulle aree e sulle abitazioni impattate dal campo elettromagnetico generato dal radar.

Lo stesso Ente Area Marina Protetta del Plemmirio non è in possesso di alcuna valutazione dei potenziali effetti di dette
onde sugli organismi vegetali ed animali e sull'ecosistema della riserva oltre che sul personale addetto e sui visitatori.

Alla luce di quanto precisato, corre l’obbligo di rappresentarLe nuovamente e con forza la nostra più viva preoccupazione
verso quello che viene percepito come un serio pericolo alla salute ed alla vita stessa dei residenti e l’esigenza,
a tutt’oggi rimasta senza effettivo riscontro, che siano al riguardo fornite dalle Autorità competenti le informazioni
e rassicurazioni necessarie.

L'area circostante a quella utilizzata dal traliccio presenta delle caratteristiche naturali paesaggistiche,ambientali, storiche
ed archeologiche uniche. È palese che la realizzazione dell'antenna radar caratterizzata da emissioni elettromagnetiche andrebbe a vanificare indiscutibilmente l'intero sviluppo del Territorio allontanando dalla sua fruizione turisti, villeggianti,
scolaresche e visitatori.

 Tale situazione desta, evidentemente, un senso d’apprensione e timore sulla popolazione per il possibile insorgere
di  danni anche economici, derivanti dalla presenza del radar, che determinerebbe una  svalutazione del valore delle case
e duri contraccolpi sulle varie strutture alberghiere e commerciali del Territorio.

In merito alla vicenda de quo lo stesso Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in una nota al giornale LA SICILIA
del 27.02.2011 asserisce testualmente che “Il traliccio radar del Plemmirio rappresenta un errore a cui va posto rimedio:
la costruzione di una struttura tanto ingombrante lungo il litorale di un’area marina protetta, peraltro in un’area che
nella stagione estiva è densamente popolata, andava evitata”.

Per quanto sopra esposto

                              CHIEDIAMO CHE L’ILL.MO PREFETTO

- Nell’esercizio delle sue funzioni e dei poteri conferitigli dalla legge, voglia intervenire al fine di salvaguardare l'integrità ambientale dell’area interessata e scongiurare in maniera assoluta condizioni di rischio e/o danno delle aree sottoposta
a tutela, chiedendo alle Autorità competenti che si provveda a ricollocare il radar in oggetto in altro luogo;

-  Si faccia garante, nell’interesse della cittadinanza siracusana, di qualunque azione utile per informare
correttamente e capillarmente la popolazione sulla problematica in oggetto, come la legge prevede espressamente;

- Voglia altresì valutare l’opportunità di disporre, nelle more, la sospensione dei lavori di messa in esercizio
del radar in oggetto, per dare corso ad un approfondimento su tutte le manchevolezze riscontrate e sulla tematica
che interessa la stessa legittima presenza del radar.

L’associazione Plemmyrion, fiduciosa di un Suo intervento al riguardo, resterà vigile affinché la rimozione
del traliccio diventi una realtà e vengano assunti comportamenti consequenziali da tutte le Istituzioni cittadine
che vorranno essere disponibili al raggiungimento di questo obiettivo.

In attesa di Sue considerazioni in merito ci è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.

                                                                                                      Con osservanza
                                                                                              Associazione Plemmyrion
                                                                                                           Il Presidente
                                                                                                       Marcello Lo Iacono