Lettera all'Assessore Regione Sicilia all'Ambiente
Realizzazione ed installazione da parte della Guardia di Finanza di una Rete di sensori
radar di profondità per la sorveglianza costiera presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio

Siracusa, 14.03.2011
Spett.le Assessore Regionale all’Ambiente

Il sottoscritto Marcello Lo Iacono (cod. fisc. LCN MCL 50C 09G 273F),
in proprio e nella qualità di Presidente della Associazione Plemmyrion, comunica quanto segue.

PREMESSO CHE

La Guardia di Finanza ha individuato un sito nel Comune di Siracusa, presso la penisola della Maddalena, quale area prescelta per l'installazione di un radar di profondità per la sorveglianza costiera.

L'area di cui sopra risulta di notevole pregio sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Essa, infatti, oltre ad essere sottoposta a vincolo paesaggistico è interessata dalla presenza d’aree sottoposte a tutela ambientale ed archeologica, ed è prospiciente l’Area Marina Protetta del Plemmirio.

La direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta direttiva «Habitat», all'articolo 6, comma 3, recita testualmente: «Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di un’opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica».

A fronte della determina dirigenziale del Comune di Siracusa n°156 del 8 luglio 2010, esecutiva ai sensi di legge, fu localizzata e concessa in uso alla Guardia di Finanza Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Sicilia, di occupare mq 88 (ottantotto) d’area di proprietà comunale presso la stazione di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco per la realizzazione di una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera.

 In data 2 settembre 2010, è stata stipulata apposita Convenzione tra il Comune di Siracusa e l’Amministrazione Militare Guardia di Finanza per l’occupazione di mq 88 (ottantotto) d’area di proprietà comunale presso la “stazione di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco”, per la realizzazione di una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera.

In risposta alla nota della Guardia di Finanza n°11953 del 13 Ottobre 2010 acquisita dal Settore pianificazione edilizia privata del Comune di Siracusa ed avente per oggetto un permesso di costruzione per l’installazione di un radar costiero di profondità, il Dirigente del Settore Ing. Mauro Calafiore con lettera in data 21 ottobre 2010 (dopo appena otto giorni solari) ha comunicato che l’intervento in questione non è soggetto a rilascio di provvedimenti autorizzativi fatte salvi ulteriori autorizzazioni e/o nulla osta previsti per legge da parte d’altri Enti, riconoscendo alla pratica, non sappiamo con quali motivazioni il carattere di opere destinate alla difesa nazionale ed appellandosi, a tal riguardo, all’art 31 della LN 1150 del 17.08.1942 che, invece risulta abrogato dall’art.136 del Dpr 380 del 2001.

In data 13 ottobre 2010, l’Amministrazione Militare Guardia di Finanza ha inoltrato domanda di autorizzazione per la costruzione della struttura del radar presso l’Ufficio del Genio Civile di Siracusa acquisito al protocollo n°24265/10.

Dopo appena nove giorni solari, in data 22 ottobre 2010, con protocollo n°24316, l’Ufficio del Genio Civile di Siracusa ha restituito il progetto approvato, dopo le prescritte, accurate indagini geologiche del caso e le competenze di legge.

In data 20 ottobre, con protocollo 17899, l’Amministrazione Militare Guardia di Finanza ha inoltrato  richiesta di parere alla Soprintendenza di Siracusa che con nota n°18595 del 29.10.2010,dopo appena nove giorni solari, ha dato parere favorevole alla istallazione del traliccio-radar alto oltre 36 metri  ”ai sensi del D.Lgs. 42/04 vista la Dichiarazione di Pubblica Utilità rilasciata dal Reparto Logistico Amministrativo Sicilia della Guardia di Finanza”.

In seno al parere rilasciato dalla Soprintendenza non si fa alcun riferimento specifico anche se  obbligatorio ad un articolo della Legge menzionata.

Non si precisa se sia stata accertata la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dai vincoli. Non si fa riferimento alla coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica né con i criteri di gestione dell’area.

Occorre fare notare che questa velocità, encomiabile sul piano operativo, cozza con l’assenza, alla data odierna , 14 marzo 2011, di risposta alle legittime richieste d’accesso ai documenti amministrativi protocollate presso:

A) Soprintendenza di Siracusa presentata il  …………………..25 gennaio 2011

B) Genio Civile di Siracusa protocollata il……………………….. 28 gennaio 2011

C) Guardia di Finanza protocollata il………………………….……17 febbraio 2011

D) Comune di Siracusa protocollata il………..……………….…..25 febbraio 2011

L'ARPA Sicilia, da noi interpellata, ha ribadito che non è stata coinvolta minimamente né ha mai avuto  fornito alcuno studio  sull'impatto elettromagnetico del radar in progetto da parte dell’Amministrazione Militare , né tanto meno documentazione relativa all’apparato in questione. Pertanto l’Ente in questione è impossibilitato ad esprimere il necessario parere in merito alle indispensabili garanzie previste per la salvaguardia della salute umana dai possibili effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse.

L’Ente Area Marina Protetta del Plemmirio, a cui  abbiamo richiesto l’accesso agli atti, ha avuto  conoscenza dell’installazione a seguito della comunicazione della Soprintendenza che è stata acquisita al  loro protocollo il 1.12.2010.

Questa assenza assoluta di coinvolgimento stride col fatto che una parte della riserva suddetta sarà investita da onde elettromagnetiche e che non è stata fatta alcuna  valutazione dei potenziali effetti di dette onde sugli organismi vegetali ed animali e sull'ecosistema della riserva oltre che sul personale addetto ed ai visitatori.

Alla Società SOGEAS ATO IDRICO 8  S.p.A., in qualità di concessionaria  del Servizio Idrico Integrato, la Guardia di Finanza ha richiesto ospitalità presso il sito di Capo Murro di Porco sollecitando espressa autorizzazione con lettera  prot. 327762 del 04.06.2010.

Risulta, da nostri accessi legittimi alla documentazione, che la Società in questione non ha mai dato alcun parere favorevole, contrariamente a quanto riferito in premessa nella determina dirigenziale del 08.07.2010 con la quale il Comune di Siracusa ha approvato la proposta di dare in concessione l’area di mq 88 presso l’impianto di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco.

Si riscontra verbale n°15687 del 08.11.2010 tra la S.A.I.8 e la società  Almaviva Spa (subappaltatrice della GdF) con cui viene  effettuata solo la consegna delle chiavi di accesso al sito dove ubicare il sistema radar.

La SOGEAS ATO IDRICO 8  S.p.A. ha permesso, comunque all’Amministrazione della Guardia di Finanza di costruire il manufatto in questione presso l’impianto dell’acquedotto idrico del Plemmirio in contrada Casevacche ,luogo difforme da quello riportato nella convenzione del Comune, che riguarda l’impianto di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco.

Inoltre la SOGEAS ha permesso che lo stesso manufatto venisse costruito non rispettando né l’area stabilita di 88 mq né le distanze dai confini riscontrabili sulla pianta del progetto.

La Guardia di Finanza dichiara, nel progetto consegnato ai vari Enti, che l’area oggetto della collocazione del traliccio radar è riportata  in catasto al foglio 133 e particella 54 .

Occorre fare presente che, ad oggi, tale particella appartiene ad altro soggetto privato che non coincide con il Comune di Siracusa.

In tutta la documentazione rilasciata dal Comune di Siracusa, per individuare inequivocabilmente la destinazione, non vengono riportate indicazioni catastali di numero di mappa e di particella.

Il titolo di proprietà dell’area dove è sorto il radar proviene, a detta del  Sindaco, da un esproprio che il Comune di Siracusa ha effettuato per la costruzione in derivazione del serbatoio alto di Siracusa per l’alimentazione idrica del settore Plemmirio. Ma tale circostanza non è molto chiara. E’ chiaro,invece, che l’ubicazione riportata nella convenzione indica un luogo lontano 2 Km da quello dove è stato realizzata l’opera.

Dalla stessa piantina allegata alla convenzione, che riporta parzialmente il sito in modo anonimo, non si riesce a capire a quale luogo si riferisce non essendo riportata né una particella,né la denominazione del Comune di appartenenza, né un confinante, né una strada, né una località vicina , né una contrada.

Inoltre, in seno alla relazione presentata dalla Guardia di finanza al Settore Pianificazione Edilizia Privata del Comune di Siracusa per la richiesta di permesso di costruzione viene riportata la distanza dal mare del traliccio di 1.4 Km mentre effettivamente è stato costruito ad una distanza di circa 0.5 Km

In data 24 gennaio 2011 la Commissione Urbanistica, presieduta dal Presidente Salvo Sorbello ha ascoltato in audizione il Presidente dell’Associazione Plemmyrion, Marcello Lo Iacono.

Si è in questa sede appreso che la Commissione Urbanistica era all’oscuro di qualsiasi notizia e di qualsiasi conoscenza di progetti relativi all’installazione del radar in questione.

Non risulta espletato alcun incontro informativo né con il Consiglio Comunale né con la Circoscrizione di Neapolis, competente per territorio, né con l’Area Marina Protetta del Plemmirio, né con la comunità parrocchiale e né con l’associazione dei residenti che svolgono la loro azione sul Territorio interessato dal traliccio.

Si rileva al riguardo che, ai sensi dell’art. 7 co.1 della L. 1990 n. 241 “ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso è comunicato ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l’amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento”.

L’Associazione Plemmyrion con lettere del 13 e del 23 gennaio 2011 e del 3 febbraio 2011 indirizzate al Prefetto di Siracusa e per conoscenza al Presidente della Provincia di Siracusa, al Sindaco di Siracusa ed al Presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, ha chiesto un loro intervento al fine di rendere edotta la popolazione sulla istallazione in corso del radar. Per lungo tempo si è registrato un silenzio che male si addiceva ad Enti democratici ed istituzionali della Repubblica. Solo con lettera del  2.03.2011 prot n°5325 la Prefettura ha risposto all’Associazione Plemmyrion, riportando scarne notizie, riprese da una precedente  lettera della Guardia di Finanza prot 111321 del 22.2.2011, senza che venisse data risposta alle precise richieste di incontro e di coinvolgimento sollevate dall’Associazione.

Con le stesse nostre lettere veniva rilevato che, essendo i lavori per la realizzazione del radar in oggetto finanziati dalla Comunità Europea con PON Asse 1.2, erano stati disattesi gli articoli del bando che impongono specificatamente il criterio della pubblicità dell’attività progettuale che si intende realizzare con informazione specifica alle popolazioni interessate, nonché di esporre il logo europeo in tutti i documenti presentati, sia in fase informativa sia in fase di esecuzione dei lavori.

Stigmatizziamo questi comportamenti di pseudo segretezza, poiché si poteva richiedere di individuare eventuali siti alternativi a quello indicato dall’Amministrazione Militare della Guardia di Finanza ed almeno adottare tutte le attività ed opere di mitigazione d’impatto paesaggistico ed ambientale.

L'impatto visivo della struttura a traliccio d’altezza di oltre 36 metri che sostiene il Radar, posta in prossimità della linea di costa non potrà che essere devastante.

L’area del Plemmirio non costituisce l'unica soluzione possibile per l’ubicazione del radar. Si è stigmatizzato, nelle lettere inviate, che l’Amministrazione Militare poteva scegliere siti più appropriati in aree di proprietà della stessa Amministrazione ed anche meglio rispondenti al fabbisogno richiesto.

Si tratta,nello specifico, della costruzione di un traliccio alto oltre 36 metri per un radar ad alta frequenza che sprigiona onde elettromagnetiche, reputate pericolose, per un raggio di quasi 4 km e che attraversa, con un movimento a 360 gradi, tutto il territorio della Penisola Maddalena, di Ortigia, di Fanusa, di Arenella e di Ognina. Solo in occasione di un incontro con la Guardia di Finanza del 14.02.2011 sono stati da questa fornite affermazioni, peraltro prive di qualsivoglia riscontro documentale, che il radar è un sistema a basso inquinamento elettromagnetico e che l’irradiazione delle onde radio è indirizzata unicamente verso il mare. Ancora oggi, siamo in attesa di ricevere tutta la documentazione relativa ai dovuti accertamenti circa il rispetto della normativa in materia di elettrosmog.

Si rileva che, ai sensi della l. n. 36/2001 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) e del successivo D.P.C.M. n. 199/2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) sono stati fissati i limiti di esposizione a campi elettromagnetici, quale quello prodotto dal radar in oggetto.

Il Comando della Guardia di Finanza si è adoperato per pervenire all'ottenimento della necessaria autorizzazione per l'installazione del radar, non mancando di sottolineare ad ogni passaggio delle azioni intraprese la criticità e l'urgenza pertinente alla realizzazione del programma, senza peraltro interessare le popolazioni residenti così come legge impone.

Non sappiamo se sono stati compulsati uffici regionali, né se sono state rispettate eventuali norme a livello regionale concernenti l’esecuzione di opere di rilevante interesse pubblico, da realizzarsi in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Non sappiamo se esiste documentazione e/o autorizzazioni presso il  comitato paritetico regionale o  se il progetto, in qualsiasi caso, debba essere sottoposto alle determinazioni dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente o del Consiglio regionale dell'urbanistica.

La scelta di posizionare il radar presso l’area delle vasche dell’acqua dell’acquedotto Comunale, in contrada Casevacche e non presso l’area dell’impianto di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco, come recita la sopra citata convenzione di cessione in uso gratuito dell’area comunale, appare estremamente pregiudizievole per la comunità residenziale, in quanto l'intero abitato del Plemmirio verrebbe a trovarsi, di fatto, fra la sorgente del fascio elettromagnetico generato dal radar ed il mare da sorvegliare, di sotto ad una «cappa» elettromagnetica dove presumibilmente potrebbero essere superati i limiti d’esposizione ai campi elettromagnetici previsti dalla legge.

L'area circostante a quella utilizzata dal traliccio del radar di profondità presenta delle caratteristiche naturali ed archeologiche uniche. È palese che la realizzazione dell'antenna radar caratterizzata da emissioni elettromagnetiche andrebbe a vanificare indiscutibilmente l'intero sviluppo dell’area, con una strada che il PRG prevede come collegamento tra l’acquedotto ed aree adibite a campeggio: non si possono di certo realizzare strutture frequentate da turisti, scolaresche e dove si preservano esemplari viventi della fauna e della flora accanto a manufatti ad alto impatto elettromagnetico come può essere il radar in questione. Ribadiamo che non è emerso al riguardo nessun documento in forza del quale escludere la pericolosità dell’anzidetto radar e delle radiazioni dallo stesso emesse.

Tale situazione desta, evidentemente, un senso d’apprensione e timore sulla popolazione per i possibili effetti nocivi che le onde elettromagnetiche emesse dal radar potrebbero generare sulla salute umana

Come già premesso, non è stata fornita, peraltro ad Enti che dovrebbero garantire la salute pubblica ,  documentazione tecnico scientifica che attesti la non pericolosità del radar in oggetto.

La Guardia di Finanza si è limitata a presentare una “dichiarazione di conformità” redatta da un consulente tecnico della stessa Società appaltatrice, ing. G. Macigno, manifestamente insufficiente a comprovare la non pericolosità delle radiazioni emesse dal radar in questione. Si rileva che le asserite misurazioni sono state effettuate senza e prima ancora che il radar venisse attivato, motivo per il quale non attestano alcunché.

Lo stesso consulente precisa che si tratta di mere simulazioni  numeriche e che solo a radar attivo si potrà valutare la reale situazione e accertare la conformità ai parametri di legge.

Ciò equivale a dire, considerato che nessun’altra documentazione è stata al riguardo fornita agli Enti competenti quali l’ARPA, che allo stato attuale non si è fatto alcun accertamento tecnico circa gli eventuali danni alla salute che potranno derivare dalla messa in funzione del radar.

La rete delle associazioni ambientaliste, l'associazionismo del Plemmirio, della Fanusa, di Arenella, di Ognina, esprimono la loro contrarietà a tale provvedimento, sostenendo le iniziative dei residenti in difesa del primario diritto alla salute, garantito dalla nostra Costituzione e dalle norme di diritto comunitario europeo.

Nella scelta da parte della Guardia di Finanza del sito presso cui installare il radar costiero, secondo quanto riferito dalla stessa Amministrazione Militare, è stata determinante la considerazione che la zona limitrofa è scarsamente popolata.

Dato tale assunto, peraltro errato, la stessa Amministrazione conferma implicitamente quanto sia a dir poco sconveniente piazzare un tale manufatto in zone popolate, per la presenza di controindicazioni e seri rischi per la salute.

Se così fosse basterebbe constatare  che la zona è popolata in modo continuativo per tutto l’anno e presa d’assalto nella stagione estiva, proprio nella costa prospiciente il radar, per stigmatizzare la semplicità delle affermazioni prodotte e la perfetta non conoscenza dei luoghi, dimostrato anche dalla grave e superficiale confusione fatta nell’utilizzo dell’attuale luogo di ubicazione di contrada Casevacche.

L’Amministrazione Militare, con lettera  prot 111321 del 22.2.2011 ,  asserisce che "tale sistema non è da considerarsi una nuova realizzazione sul territorio,ma il potenziamento dell’infrastruttura alta 20 metri già esistente sul sito,mediante la sostituzione con altra dell’altezza di 36 metri idonea ad ospitare le preesistenti antenne delle reti radio nonché quelle del nuovo radar.”

Questa affermazione che serve ad accreditare la implementazione di una struttura già esistente,contrasta con quanto è a nostra conoscenza. Abbiamo richiesto  di appurare se l’occupazione da parte della Guardia di Finanza dell’area indicata mediante le “preesistenti antenne delle reti radio” sussistesse nel pieno rispetto della norme di legge.

Le nostre preoccupazioni si rifanno:

1) All’affermazione dell’On.le Enzo Vinciullo, attuale Assessore Comunale, pronunciata, in diretta televisiva, nella trasmissione INFORMARE dell’emittente TELEUNOTRIS del 18.2.2011 in presenza dell’On.le Roberto De Benedictis secondo cui “l’uso remoto da parte della Finanza di un’area presso l’acquedotto del Plemmirio era abusiva e fondata solo su un impegno sulla parola.”

2) All’affermazione del vice Sindaco Concetto La Bianca durante lo svolgimento del Consiglio Comunale del 21.02.2011 secondo cui “siccome l’area occupata dalla Guardia di Finanza  da tempo è da intendersi area militare , non occorreva alcuna autorizzazione per il posizionamento delle antenne.”

3) Alla  lettera prot n°23714 del 21.02.2011 che il Gabinetto del Sindaco ha indirizzato  al  Presidente del Consiglio Comunale dove si  legge che: “La Guardia di Finanza da tempo utilizza un’area  presso la stazione di sollevamento fognaria di Capo Murro di Porco in località Plemmirio per l’installazione di apparecchiature della rete di trasmissione del Corpo stesso e che nel giugno del 2010 il Reparto tecnico Logistico Amm.vo Sicilia della Guardia di Finanza ha chiesto di installare una nuova apparecchiatura necessaria per la realizzazione della rete radar di profondità per la sorveglianza costiera sempre nella stessa area, regolarizzando questa volta la concessione dell’area presso la stazione di sollevamento”

Al fine di fare chiarezza su queste affermazioni gravi e contrastanti è stato richiesto al Comune di fornire la documentazione che attesti la eventuale precedente regolare utilizzazione dell’area sulla quale sorge il radar, nonché la documentazione fotografica eseguita per certificare la presenza della preesistente struttura, di altezza pari a 20 metri, dato che tale struttura, peraltro priva di regolare autorizzazione da parte  della   Soprintendenza come più volte affermato dalle stesse Istituzioni competenti, attualmente sembra essere stata rimossa.

Se si vuole, comunque, avere contezza della sua altezza e della sua  mole risibile basta consultare  gli elaborati in possesso del Comune da dove si evince il confronto tra  il semplice palo metallico “alto 20 metri”e  l’ enorme struttura che lo ha sostituito.

 Inoltre risulta poco comprensibile il fatto che in altro luogo del territorio nazionale,dove la Guardia di Finanza sta costruendo un sito di allocazione del radar, la stessa abbia fornito e reso pubblico, sia la relazione di impatto ambientale, sia la carta dei punti sensibili, sia l’analisi di impatto elettromagnetico con la valutazione dell’esposizione ai campi elettrici prodotti dal radar operante nella gamma di frequenza X e finanche le misure previste per la limitazione degli accessi in prossimità dell’impianto, sia i risultati di simulazioni ed addirittura i curriculum dei tecnici impegnati in questa vicenda.

Con un o.d.g approvato dall’assemblea popolare indetta dal Presidente della
Circoscrizione Neapolis, abbiamo chiesto al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo :

1) Se non ritenga opportuno intervenire al fine di salvaguardare la salute degli abitanti, l'integrità dell'ecosistema e scongiurare in maniera assoluta condizioni di rischio e/o danno delle aree sottoposte a tutela, chiedendo alle autorità competenti che si effettui uno studio, affidato ad un ente pubblico, per la valutazione dell'impatto elettromagnetico del Radar prima della sua installazione;

2) Se non ritenga altresì opportuno che preliminarmente venga intrapresa qualunque azione utile e necessaria per informare correttamente e capillarmente la popolazione sulla problematica in oggetto, come la legge prevede espressamente;

3) Se non reputi necessaria la valutazione dell'incidenza del radar su SIC, ZPS, AMP, tenendo conto degli obiettivi di conservazione di tali aree.

4) Se non ritenga, nelle more, richiedere la sospensione dei lavori per un approfondimento di tutte le evidenti manchevolezze riscontrate.

Dopo tutte le proteste e manifestazioni volte ad interessare il Prefetto, il Sindaco, il Consiglio Comunale, dopo svariati interventi sulle televisioni e sulla stampa locale, regionale e nazionale, in data 27.02.2011 il Ministro Stefania Prestigiacomo ha fatto pubblicare una nota sul giornale LA SICILIA dove testualmente asserisce che “Il traliccio radar del Plemmirio rappresenta un errore a cui va posto rimedio: di una struttura tanto ingombrante lungo il litorale di un’area marina protetta, peraltro in un’area che nella stagione estiva è densamente popolata, andava evitata…….(omissis)……….Spero che, dialogando con le istituzioni, si possa trovare una collocazione alternativa per la struttura e, al contempo, ricevere tutte le informazioni e assicurazioni sulla sicurezza per la popolazione. La settimana prossima, incontrerò i vertici della Guardia di Finanza e prenderò contatto con il sindaco. Spero che con la disponibilità di tutti,la soluzione possa essere trovata in tempi brevi .”

Riteniamo che l’incontro con il Comando Nazionale della Guardia di Finanza non possa, da solo, determinare la scelta di nuova collocazione. Crediamo, piuttosto, che la scelta debba essere effettuata sulla base di una decisione che coinvolga tutte le Istituzioni interessate, atteso che la questione pone problemi di diversa natura, da risolvere prontamente e con le dovute competenze.

Auspichiamo che, nel rispetto dei principi che regolano l’azione della P. A. nel nostro Paese e secondo il vigente ordinamento giuridico, sia consentita una più ampia e trasparente partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo e alla individuazione della soluzione più equilibrata al problema in questione.

Si fa presente che le preoccupazioni di cui ci si è fatti portavoce nella presente, e che vengono sentite con forza ed urgenza dall’intera popolazione siracusana, sono state rappresentate e recepite da alcuni parlamentari nazionali che hanno presentato al riguardo apposite interrogazioni a risposta scritta sia alla Camera che al Senato della Repubblica.

Tutto ciò premesso e rilevato, certi del Suo interessamento e di una pronta risposta a tutti i dubbi e gli interrogativi in tale sede manifestati, siamo tuttavia pronti, pressati dalle gravi preoccupazioni per la nostra salute e per il necessario rispetto del territorio, a riprendere le manifestazioni di contrasto alla presenza del radar in oggetto, riservandoci di adire le Autorità competenti per tutelare anche in sede giurisdizionale i nostri diritti in tutta la loro pienezza.
 


                                             Con osservanza

                                                                                                           Associazione Plemmyrion
                                                                                                           Il Presidente Marcello Lo Iacono