Lettera aperta alla città di Siracusa:
Un mostro di 36 metri, un'antenna radar, spunta dal nulla e sovrasta con arroganza
uno dei pochi fiori all’occhiello della nostra città.
Ci piacerebbe pensare che quanto sta accadendo sul nostro territorio
non sia la realtà ma solo un brutto incubo.
Già... il nostro territorio che non ci appartiene per atto dovuto, ma per disinteressata elargizione
di nostra madre natura, ha sempre un motivo per preoccuparci. Gli abitanti  di questi luoghi ricorderanno perfettamente
quante iniziative sono state messe in atto per proteggere il plemmirio dagli assalti pirateschi scatenati da mare e da terra;
quante battaglie per ottenere ciò che in altre parti d’Italia è un diritto: l’illuminazione, le strade, la rete fognaria, l’acqua,
il servizio di collegamento con la città, il potenziamento della rete elettrica, la raccolta della spazzatura, la pulizia delle strade,
la segnaletica; sia benedetta la nostra associazione che pian piano e a costo di immani sacrifici sta ridando dignità
al nostro territorio.

Quanti pericoli ha corso il Plemmirio, uno per tutti l’allevamento  che stava per nascere dentro la baia della tonnara, oggi riserva marina : tonni rossi per i giapponesi;...e io pago diceva Totò. Anche allora chi stava per porre in atto quello scempio aveva tutte le carte in regola, con tutte le autorizzazioni previste compresa la licenza di uccidere il nostro mare. Anche allora questa comunità fatta di gente onesta, di gente che non si rassegna ai soprusi che non accetta compromessi col potere, questa comunità dicevo, riuscì a rendere immune da questo pericolo il territorio. Le enormi vasche dei tonni insieme alle boe giganti che le avrebbero sostenute, già in parte calate in acqua, vennero rimosse .

Oggi riviviamo il dramma, per motivi diversi e purtroppo anche oggi l’uomo sta cercando di distruggere
ciò che la natura gli ha donato. Un mostro di 36 metri, un'antenna radar, spunta dal nulla e sovrasta con arroganza
uno dei pochi fiori all’occhiello della nostra città.

Ma quando l’hanno fatto mi ha chiesto qualcuno. Già…quando l’hanno fatto ??
Tempi da record mai visti e non solo nella realizzazione.
La solerzia con la quale sono state concesse tutte le autorizzazioni, lascia quanto meno nascere qualche legittimo sospetto.
E il nostro ministro dell’ambiente amatissima concittadina che tante volte si è spesa per la tutela del territorio,
come ha potuto permettere questa bestemmia dentro una chiesa? Non è stata informata??  o ” fa il nesci eccellenza?

Peccato cara ministro Prestigiacomo, peccato se fosse così, perché Lei avrebbe perso un’occasione preziosa
per dimostrare all’Italia e ai suoi concittadini che le vogliono bene, che Lei c’è sempre e che assolve i compiti che
il Suo Ministero le ha affidato, sempre con attenzione  senza mai farsi prendere dalla tentazione di girarsi dall’altro lato.
Noi naturalmente nutriamo la speranza che non sia così e che ce lo possa presto dimostrare.

Peccato caro sindaco, peccato per tutta quella gente che come me ha creduto in Lei e in Lei ha riposto le speranze
di una vita migliore per la nostra città,  peccato…ma ricorderemo.

Ci dite che questa autorizzazione era un atto dovuto, ma ci dovreste anche chiarire perchè
in tutta questa storia è stato il solo dovuto; non era atto dovuto spiegare alla popolazione il perché di questo aborto?

Non era atto dovuto convocare una conferenza di servizi per parlare del mostro, così come prevede la norma
della Comunità Europea che ha elargito a piene mani buona parte delle somme necessarie per costruire il traliccio?
Non era atto dovuto nel rispetto delle buone creanze e della trasparenza avere un minimo di riguardo
per la salute della gente? Non era atto dovuto tutelare gli interessi di chi ha investito in questo posto?

Non era atto dovuto nei confronti di tutti coloro che hanno creduto in Lei facendolo eleggere?
Ci angustia constatare che  tutte queste attenzioni purtroppo non fanno parte della cultura della Sua Amministrazione.  Peccato...

Peccato cara soprintendenza che ci addolori per non avere usato in questa triste vicenda lo stesso rigidissimo metro che da sempre usi nei confronti di tutti i residenti  : vincoli, che a volte ci fanno sentire ospiti a casa nostra, valutazioni rigidissime sull’impatto ambientale, condizioni spesso molto pesanti nei pareri espressi  . Plaudiamo a questi principi, perché questo territorio va tutelato anche a  costo di grandi sofferenze, perché per questa zona,  ricchissima di antiche testimonianze   riservate ad  un turismo che forse non vogliamo, non è ammissibile nessuna disattenzione, ma crediamo che  le regole rigidissime debbano valere per tutti anche a costo di rischiare qualche poltrona per essere andati controcorrente.

Peccato pensare che il parco archeologico del Plemmirio con le sue meravigliose tombe che il mondo ci invidia, avrà ancora meno speranza ad essere candidato  come  meta obbligata per tanti turisti che da qualche tempo hanno scoperto
il nostro territorio, ma che presto scopriranno anche lo scempio che vi si sta perpetrando , scopriranno i probabili pericoli legati alle emissioni e….il resto lo possiamo immaginare.

Peccato cara e amata Area Marina Protetta; la nostra sensazione di fare parte a pieno titolo
di un territorio tutelato dove a nessuno è concesso deturpare  oggi è messa in grande discussione. Perché non dici niente?
Non puoi o sei anche tu vittima di questo stupro?...Vedremo.

Peccato caro Prefetto, peccato perché Lei fa diventare la voce di questa comunità  “vox clamans deserto” , ma questa voce che chiama, questa voce che grida non viene ascoltata.

E’ la voce dei cittadini, è la voce dell’associazione che li rappresenta e li difende,
è la voce del diritto,
è la voce di chi vive qui con i figli e teme di doversene andare,
è la voce di chi ha investito immani capitali in attività commerciali e turistiche
è la voce di chi ancora crede nelle Istituzioni e Lei sig. Prefetto
è la massima Istituzione nella nostra città;
ci presti attenzione per favore e  ascolti i nostri rappresentanti.
 
19 Febbraio 2011 Siracusa, al Plemmirio
L'Assemblea del Consiglio di quartiere si riunisce,
Ordine del giorno: Lotta contro il "Radar di profondità"
"Una violenza al territorio, un pericolo per la salute."