Siracusa notizie sul "Mostro del Plemmirio" il Radar anti-immigrati:
La voce dell'Associazione Plemmyrion e quella dei residenti
è arrivata alla Camera dei Deputati.

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11155
         presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n. 444
  ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI,
  FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. -
Al Ministro della difesa,
al Ministro dell'economia e delle finanze,
al Ministro dell'interno,
al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

- Per sapere - premesso che:

la Guardia di finanza ha installato potenti radar prodotti in Israele all'interno
di parchi e riserve naturali del sud Italia per contrastare gli sbarchi dei migranti;

agli interroganti risulta che un traliccio radar è stato installato a capo Murro di Porco, zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed archeologico e prospiciente l'oasi marina protetta del Plemmirio, istituita nel 2005,
altri sono previsti a Gagliano del Capo (Lecce), in Salento, in un terreno di 300 metri quadrati ubicato tra le località «Sciuranti» e «Salanare», al confine del perimetro del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase
e nell'isola di Sant'Antioco in Sardegna, in località Capo Sperone-Su Monti de su Semaforu, una splendida area costiera ricadente nel parco di «Carbonia ed Isole Sulcitane», dove sono presenti pure fabbricati particolarmente significativi
dal punto di vista storico-culturale ed architettonico;

questa nuova rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera sarà integrata al sistema
di comando, controllo, comunicazioni, computer ed informazioni (C4I) della Guardia di finanza e realizzata grazie alle risorse
del «Fondo europeo per le frontiere esterne», programma quadro 2007-08 sui flussi migratori, che ha consentito al Comando generale della forza armata di acquistare cinque sofisticati EL/M-2226 ACSR (Advanced coastal surveillance radar) realizzati da Elta Systems, società controllata dalla Israel Aerospace Industries Ltd. (IAI);

il bando relativo ai finanziati dalla Comunità europea con PON Asse 1.2 che attengono all'opera
in questione impongono specificatamente il criterio della pubblicità dell'attività progettuale che si intende realizzare con informazione specifica alle popolazioni interessate oltre che l'esposizione del logo europeo in tutti i documenti presentati,
sia in fase informativa sia in fase di esecuzione dei lavori;

i lavori sono stati appaltati il 22 ottobre 2010 alla «Almaviva SpA» di Roma, principale gruppo italiano
di consulenza e servizi IT (information & communication technology) per la pubblica amministrazione, gli enti di previdenza,
le banche, e altri. Per complessivi 5.461.700 euro, Almaviva assicurerà l'installazione e la manutenzione dei cinque impianti
radar e la formazione «attraverso quattro corsi» del personale della Guardia di finanza. L'appalto è stato concesso
dal Comando generale della Guardia di finanza senza l'indizione e la previa pubblicazione di un bando di gara nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, con la motivazione che «i lavori e i servizi possono essere forniti unicamente da una determinata fornitrice, la Almaviva SpA, che possiede le prescrizioni di natura tecnica e i diritti esclusivi dei materiali anche se poi la stessa ha subappaltato le attività di montaggio alla MAPTEL srl CF 03959380589»;

inoltre, a giudizio degli interroganti l'asse del PON riguarda la sicurezza in termini di inclusione sociale,
di lotta alla criminalità organizzata che sfrutta il lavoro nero a danno degli immigrati, di controllo, perché non vengano introdotti in Italia prodotti contraffatti, ed altro e non in termini di priorità di tipo militare e prevede anche indicazioni
di sostenibilità ambientale;

parlare di difesa nazionale per il monitoraggio degli sbarchi clandestini ed affidarla alla partecipazione
ad un bando pubblico sembra agli interroganti incongruente;

le antenne radar sono montate in cima a tralicci alti 36 metri; sono state realizzate estese piattaforme
in calcestruzzo, shelter e cabine destinate a contenere gli apparati di trasmissione;

la direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali
e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta direttiva «habitat»,
all'articolo 6, comma 3, recita testualmente:

«Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di un'opportuna
valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità
del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica»;

per quanto riguarda il radar che interessa il Plemmirio,
in data 13 ottobre 2010, l'Amministrazione militare Guardia di finanza ha inoltrato domanda di autorizzazione
per la costruzione della struttura del radar presso l'ufficio del genio civile di Siracusa acquisito al protocollo 24265/10.
In data 22 ottobre 2010 l'ufficio del genio civile di Siracusa (dopo pochissimi giorni) ha restituito il progetto approvato,
dopo le prescritte e velocissime ed accurate indagini geologiche del caso e le competenze di legge con protocollo n. 24316;

gli interroganti sono stati colpiti da questa velocità, encomiabile sul piano operativo, che però cozza
con l'assenza, alla data odierna, di risposta alla richiesta d'accesso ai documenti amministrativi protocollata presso l'ufficio
del genio civile di Siracusa il 28 gennaio 2011 avanzata dall'associazione Plemmyrion ed ancora inevasa, come inevasa è ancora
la richiesta di accesso agli atti del comando della Guardia di finanza del 17 febbraio 2010, da parte del WWF regionale;

secondo l'Associazione Plemmyrion la SAI 8, in qualità di consegnataria dell'area per la gestione del pubblico acquedotto, che non ha mai dato il suo parere favorevole, contrariamente a quanto riportato nella determinazione dirigenziale n. 156 dell'8 luglio 2010, avrebbe permesso all'amministrazione della Guardia di finanza di costruire il manufatto in questione in un luogo difforme alla convenzione del comune del 2 settembre 2010, che riguarda l'impianto di sollevamento fognario di capo Murro di Porco e non l'acquedotto pubblico di Contrada Casevacche e permesso altresì che lo stesso manufatto venisse costruito non rispettando né l'area concessa all'uopo di 88 metri quadrati né le distanze dai confini riscontrabili sulla pianta del progetto. Il tutto relativamente ad un'area che la Guardia di finanza riconduce in catasto al foglio 133 e particella 54
che appartiene ad altro soggetto privato e che non coincide con il comune di Siracusa che asserisce che la suddetta area
le è pervenuta tramite esproprio per la realizzazione dell'acquedotto in derivazione del serbatoio alto di Siracusa per l'alimentazione idrica del settore Plemmirio, cosa diversa dalla stazione di sollevamento fognario di capo Murro di Porco indicata nella convenzione con la Guardia di finanza. Dunque non è dimostrato l'effettivo titolo ed uso dell'area tanto che nella convenzione viene indicato un luogo lontano 2 chilometri dalla cartina allegata che a prima vista non è un documento ufficiale e che è facilmente sostituibile con altri della stessa natura errata;

in data 24 gennaio 2011 la commissioni urbanistica, presieduta dal presidente Salvo Sorbello
ha ascoltato in audizione il presidente dell'associazione Plemmyrion, Marcello Lo Iacono ed in questa sede si è appreso
che la commissione urbanistica era all'oscuro di qualsiasi notizia e di progetti relativi all'installazione del radar in questione;

vi è il fondato rischio che l'intero abitato del Plemmirio venga a trovarsi, di fatto, fra la sorgente del fascio elettromagnetico generato dal radar ed il mare da sorvegliare, di sotto ad una «cappa» elettromagnetica dove presumibilmente potrebbero essere superati i limiti d'esposizione ai campi elettromagnetici previsti dal decreto 10 settembre 1998, n. 381;

una parte considerevole della riserva dell'area marina protetta verrebbe investita da onde elettromagnetiche senza che sia stata effettuata alcuna valutazione dei potenziali effetti dell'inquinamento magnetico sugli organismi vegetali ed animali e sull'ecosistema della riserva oltre che sul personale addetto ed ai visitatori, dato il mancato coinvolgimento del consorzio Plemmirio;

nessun documento inerente al profilo delle radiazioni magnetiche è a conoscenza dell'Arpa,
del comune, dell'area marina protetta, dell'associazione Plemmyrion e dei residenti

quali azioni si intendano promuovere per salvaguardare la salute degli abitanti, l'integrità dell'ecosistema
e scongiurare in maniera assoluta condizioni di rischio e/o danno delle aree sottoposte a tutela;

quale sia stato l'iter autorizzativo per la realizzazione dei suddetti tre tralicci e se non si reputi necessaria
la valutazione dell'incidenza del radar su siti di interesse comunitario, zone di protezione speciale e aree marine protette,
tenendo conto degli obiettivi di conservazione di tali aree;

se e quali azioni si intendano intraprendere per trovare una collocazione alternativa ai suddetti radar,
al fine di salvaguardare la salute degli abitanti, l'integrità dell'ecosistema e scongiurare in maniera assoluta condizioni
di rischio e/o danno delle aree sottoposte a tutela;

se e quali verifiche siano state fatte per la valutazione dell'impatto elettromagnetico del radar prima della loro installazione e quali informazione sia stata fornita in merito alle popolazioni interessate ai manufatti;

se non si ritenga di bloccare i fondi per la realizzazione di un'opera il cui affidamento è avvenuto
in contrasto con la normativa europea che prevede un bando pubblico di gara per l'assegnazione di fondi per affrontare
i problemi legati all'immigrazione secondo una logica inclusiva e non di difesa militare;

se sia noto ai Ministri interrogati a chi sia intestata la particella catastale su cui insiste il progetto del radar
del Plemmirio.