Siracusa proclamata Zona Militare: un Radar di "profondità" al Plemmirio.
il "Mostro" controlla tutto il Canale di  Sicilia.
Onde radio ad alta frequenza su 50240000 metri quadri

IL MOSTRO: UN RADAR MILITARE AL PLEMMIRIO
Nonosante l'allarme lanciato dall'Associazione Plemmyrion con comunicazioni del 13, del 23 gennaio e del 3 febbraio 2011, indirizzate al Prefetto di Siracusa, al Sindaco, al presidente della provincia, al presidente dell'Area Marina Protetta, è sconfortante registrare un silenzio, che male si addice ad enti democratici ed istituzionali della Repubblica, sull'avvenuta collocazione di un radar, della Amministrazione Militare della  Guardia di  Finanza, sul promontorio del Plemmirio, senza avere sentito alcun bisogno di dare le dovute informazioni ai cittadini.

Gli Enti preposti, con iter burocratico di sorprendente velocità e con autorizzazioni concesse in meno di dieci giorni, hanno consentito l'istallazione di un "mostro", una torre alta 36 metri per un radar ad altissima frequenza che sprigiona onde elettromagnetiche, reputate pricolosissime, che con un movimento di 360 gradi attraverseranno tutto il territorio della Penisola Maddalena, di Ortigia, cuore della citta di  Siracusa. della Fanusa, ddell'Arenella, dell'ognina, zone residenziali e balneari.

Manca, di fatti e di fatto, uno studio sul'impatto elettromagnetico del radar in progetto di attivazione che possa fornire le indispensabili garanzie necessarie per la salvaguardia della salute umana dai possibili effetti pprodotti dalle onde elettromagnetiche emesse dalla postazione.

L'Associazione Plemmyrion nell'assicurare che saranno esperiti, con determinazione, tutti gli interventi atti ad impedire tale scempio, hanno interessato al caso il Ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, cittadina e residente, per altro a Siracusa, alla quale è stata richiesta la IMMEDIATA SOSPENZIONE DEI LAVORI, in quanto la situazione desta senso di apprensione e timore nella popolazione, per i possibili effetti nocivi effessti nocivi che le onde elettromagnetiche emesse dal radar potrebbero generare sulla salute umana.

Chiamiamo, al senso di reponsabilità e di coerenza, tutti coloro che sono stati eletti per rappresentare e difendere gli interessi di questa comunità e di questa città.

Invitiamo tutti i cittadini a difendersi da questa funesta mostruosità, spacciata come "atto dovuto" ma che si candida ad essere portatrice di danni alla salute dell'intera comunità siracusana



SPETT.  MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA
DEL TERRITORIO E DEL MARE

Premesso che: 

La Guardia di Finanza ha individuato un sito di proprietà del Comune di Siracusa quale area prescelta per l'installazione di un radar per il controllo dei flussi immigratori.

La sicurezza delle coste e dei confini è argomento di cui si condivide la preminente necessità. È altresì indiscutibile che qualsiasi innovazione tecnologica che possa produrre ulteriori garanzie per i cittadini non può che essere accolta favorevolmente.

L'area di cui sopra, risulta di notevole pregio sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Essa, infatti, oltre ad essere sottoposta a vincolo paesaggistico è interessata dalla presenza d’aree sottoposte a tutela ambientale ed archeologica, ed è prospiciente l’Area Marina Protetta del Plemmirio.

La direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta direttiva «Habitat», all'articolo 6, comma 3, recita testualmente:
 «Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di un’opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica».

A fronte della determina dirigenziale del Comune di Siracusa n° 156 del 8 luglio 2010, esecutiva ai sensi di legge, fu localizzata e concessa in uso alla Guardia di Finanza Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Sicilia, di occupare mq 88(ottantotto) d’area di proprietà comunale presso la stazione di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco (ubicato vicino al noto Faro di segnalazione al Plemmirio), per la realizzazione di una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera.

In data 2 settembre 2010, è stata stipulata “Convenzione” tra il Comune di Siracusa e l’Amministrazione Militare Guardia di Finanza per l’occupazione di mq 88 (ottantotto) d’area di proprietà comunale presso la stazione di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco, per la realizzazione di una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera.

In risposta alla nota acquisita dal Settore pianificazione edilizia privata del Comune di Siracusa al n°11953 del 13 Ottobre 2010 avente per oggetto un permesso di costruzione per l’installazione di un radar costiero di profondità, il Dirigente del Settore Ing Mauro Calafiore con lettera in data 21 ottobre 2010 (dopo appena pochissimi giorni) ha comunicato che l’intervento in questione non è soggetto a rilascio di provvedimenti autorizzativi fatte salvi ulteriori autorizzazioni e/o nulla osta previsti per legge da parte d’altri Enti, riconoscendo alla pratica, non sappiamo con quali motivazioni, il carattere di opere destinate alla difesa nazionale ed appellandosi, a tal riguardo, all’art 31 della LN 1150 del 17.08.1942 che, a noi risulta essere stata abrogata con l’art.136 del Dpr 380 del 2001.
 

In data 13 ottobre 2010, L’Amministrazione Militare Guardia di Finanza ha inoltrato domanda di autorizzazione per la costruzione della struttura del radar presso l’Ufficio del Genio Civile di Siracusa acquisito al protocollo n° 24265/10.

In data 22 ottobre 2010 l’Ufficio del Genio Civile di Siracusa(dopo pochissimi giorni) ha restituito il progetto approvato, dopo le prescritte e velocissime ed accurate indagini geologiche del caso e le competenze di legge con protocollo n° 24316.
Occorre fare notare che questa velocità, encomiabile sul piano operativo, cozza con l’assenza, alla data odierna, di risposta alla richiesta d’accesso ai documenti amministrativi protocollata presso l’Ufficio del genio civile di Siracusa il 28 gennaio 2011.

In data 20 ottobre, con protocollo 17899, è stata inoltrata richiesta di parere alla Soprintendenza di Siracusa.Ad oggi siamo in attesa di conoscere quale parere sia stato dato, avendo in data 25 gennaio 2011 presentata richiesta di accesso alla documentazione e che ad oggi non c’è stata rilasciata.

Conosciamo solo la presa visione da parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, ma osserviamo che una parte della riserva suddetta potrebbe essere investita da onde elettromagnetiche ed escludiamo che sia stata richiesta la valutazione dei potenziali effetti di dette onde sugli organismi vegetali ed animali e sull'ecosistema della riserva oltre che sul personale addetto ed ai visitatori. 

Conosciamo, inoltre, il parere di conoscenza richiesto alla SAI 8, in qualità di consegnataria per la gestione del pubblico acquedotto. La stessa, comunque, ha permesso all’Amministrazione della Guardia di Finanza di costruire il manufatto in questione in un luogo difforme alla convenzione del Comune che riguarda l’impianto di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco e non l’acquedotto pubblico di Contrada Casevacche. Inoltre ha permesso che lo stesso manufatto venisse costruito non rispettando né l’area stabilita di 88 mq né le distanze dai confini riscontrabili sulla pianta del progetto.
Occorre fare presente che, ad oggi, non esiste alcun documento che inventaria in modo specifico questa struttura nella concessione del servizio con l’Ato Idrico SR, ma solo vaghe affermazioni di impianti comunali da gestire.
Talché la Guardia di Finanza parla di un’area riconducibile in catasto al foglio 133 e particella 54 che appartiene ad altro soggetto che non coincide con il Comune di Siracusa.
 

Il 14 gennaio 2011 l'amministrazione comunale di Siracusa, in persona del Sindaco, in una riunione pubblica avente per oggetto altre problematiche, ha ribadito la sua posizione confermando il parere favorevole all'installazione del radar in quanto atto dovuto.

In data 24 gennaio 2011 la Commissione Urbanistica, presieduta dal Presidente Salvo Sorbello ha ascoltato in audizione il Presidente dell’Associazione Plemmyrion, Marcello Lo Iacono. Si è in questa sede appreso che la Commissione Urbanistica era all’oscuro di qualsiasi notizia e di progetti relativi all’installazione del radar in questione. Il funzionario Geom Prestifilippo Giuseppe ha illustrato parte del progetto e letto alcuni documenti da cui si evincevano le inesattezze denunciate dal Presidente dell’Associazione Plemmyrion. La seduta si è chiusa chiedendo di acquisire la documentazione che la stessa Associazione aveva trasmesso alla Prefettura di Siracusa ed al Sindaco di Siracusa in data 16 gennaio 2011 e 23 gennaio 2011.
 Inoltre ha deciso di aprire un’istruttoria per portare chiarezza in tutta la vicenda. Il funzionario in questione ha dichiarato che l'installazione presso il sito prescelto, rivestiva carattere militare e che ai sensi dell’Art 31 della L.N. n° 1150 del 17.8.1942 la richiesta prodotta dalla Guardia di Finanza era stata riconosciuta come opera di difesa militare.Per cui non è sottoposta ad alcuna autorizzazione del progetto in variante allo strumento urbanistico vigente nel comune di Siracusa, in quanto non dovuto.
 

Non risultano incontri informativi né con il Sindaco di Siracusa né con il Consiglio Comunale né con la Circoscrizionale di Neapolis, competente per territorio, né con l’Area Marina Protetta del Plemmirio, né con la comunità parrocchiale e né con l’associazione dei residenti che svolgono la loro azione sul Territorio interessato dal traliccio.

Non si è tenuta alcuna Conferenza dei Servizi per discutere di un tale importante servitù perenne di questo radar, né si è ritenuto di investire politicamente il Consiglio Comunale per un’opera di questa delicata natura. 

L'ARPA Sicilia, da noi interpallata, ha ribadito che non è stato fornito alcuno studio da parte dell’Amministrazione Militare, anche se non dovuto, facendo notare che manca, di fatto, uno studio sull'impatto elettromagnetico del radar in progetto che possa fornire le indispensabili garanzie necessarie per la salvaguardia della salute umana dai possibili effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse.

Stigmatizziamo questi comportamenti, poiché in queste sedi si poteva richiedere di individuare eventuali siti alternativi a quello indicato dall’Amministrazione Militare della Guardia di Finanza e di effettuare una verifica circa l'emissione di campi elettromagnetici ed almeno di adottare tutte le attività ed opere di mitigazione d’impatto paesaggistico ed ambientale.

Si tratta della costruzione di un traliccio alto oltre 36 metri per un radar ad altissima frequenza che sprigiona onde elettromagnetiche, reputate pericolose, per un raggio di quasi 4 km e che attraversa, con un movimento a 360 gradi, tutto il territorio della Penisola Maddalena, di Ortigia, di Fanusa, di Arenella e di Ognina.

Le emissioni elettromagnetiche sono altamente inquinanti.

Si paventano effetti negativi sugli apparati di ricezione TV satellitari, radio e telefonia ritenuti rilevanti negli studi recenti. Effetti che, per quanto meno importanti rispetto a quelli che possono interessare la sfera della salute, rivestono comunque un significativo peso nel far ritenere la scelta del sito pregiudizievole per la Penisola della Maddalena.

L'impatto visivo della struttura a traliccio d’altezza di oltre metri 36,00 che sostiene il Radar, posta in prossimità della linea di costa non potrà che essere devastante. Probabilmente, una collocazione più a sud, anche a ridosso del capo di Murro di Porco dove esiste già un faro militare su terreno demaniale, consentirebbe di mitigare notevolmente l'impatto paesaggistico e di agire in prossimità del mare senza abitazioni vicine. 

Per quanto detto, prevedendosi l'esito favorevole del descritto iter al Settore Pianificazione Edilizia Privata, già da tempo il Comando della Finanza ha provveduto a effettuare i coordinamenti e la pianificazione delle attività al fine di contrarre al massimo i tempi di esecuzione.

Il Comando della Guardia di Finanza si è adoperato con ogni strumento a disposizione per pervenire all'ottenimento della necessaria autorizzazione per l'installazione del radar non mancando di sottolineare ad ogni passaggio delle azioni intraprese la criticità e l'urgenza pertinente alla realizzazione del programma, senza peraltro interessare le popolazioni residente così come legge impone.

Valuteremo se esistono norme a livello regionale concernente l’esecuzione di opere di rilevante interesse pubblico, di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti che devono realizzarsi in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici. Accerteremo se i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l'assetto territoriale, devono essere autorizzati dall'assessore regionale per il territorio e l'ambiente. Vedremo se il progetto in qualsiasi caso debba essere sottoposto alle determinazioni dell'assessore regionale per il territorio e l'ambiente o del Consiglio regionale dell'urbanistica. 

La scelta di posizionare il radar presso l’area delle vasche dell’acqua dell’acquedotto Comunale e non presso l’area dell’impianto di sollevamento fognario di Capo Murro di Porco, come recita la sopracitata convenzione di cessione in uso gratuito dell’area comunale, appare estremamente pregiudizievole per la comunità residenziale, in quanto l'intero abitato del Plemmirio verrebbe a trovarsi, di fatto, fra la sorgente del fascio elettromagnetico generato dal radar ed il mare da sorvegliare, di sotto ad una «cappa» elettromagnetica dove presumibilmente potrebbero essere superati i limiti d’esposizione ai campi elettromagnetici previsti dal decreto 10 settembre 1998, n. 381. 
 

L'area circostante a quella utilizzata dal traliccio del radar di profondità presenta delle caratteristiche naturali ed archeologiche uniche. È palese che la realizzazione dell'antenna radar caratterizzata da cospicue emissioni elettromagnetiche andrebbe a vanificare indiscutibilmente l'intero sviluppo dell’area, con una strada che il PRG prevede come collegamento tra l’acquedotto ed aree adibite a campeggio: non si possono di certo realizzare strutture frequentate da turisti, scolaresche e dove si preservano esemplari viventi della fauna e della flora accanto a manufatti ad alto impatto elettromagnetico come può essere il radar in questione. 

Ribadiamo che il Plemmirio non costituisce l'unica soluzione possibile e che non è emerso al riguardo nessun documento inerente al profilo delle radiazioni magnetiche.

Tale situazione desta, evidentemente, un senso d’apprensione e timore sulla popolazione per i possibili effetti nocivi che le onde elettromagnetiche emesse dal radar potrebbero generare sulla salute umana. Senza parlare dei danni economici, derivanti dalla presenza del radar, che ne derivano per la svalutazione del valore delle case e dei contraccolpi che avranno le varie strutture alberghiere e commerciali.

La rete delle associazioni ambientaliste, l'associazionismo del Plemmirio, della Fanusa, di Arenella, di Ognina, esprimono la loro contrarietà a tale provvedimento, sostenendo le iniziative dei residenti in difesa del primario diritto alla salute.

L’Associazione Plemmyrion con lettere del 13 e del 23 gennaio 2011 indirizzate al Prefetto di Siracusa e per conoscenza al Presidente della Provincia di Siracusa, al Sindaco di Siracusa ed al Presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, ha chiesto un loro intervento al fine di rendere edotta la popolazione sulla istallazione in corso del radar, ricevendo un silenzio che male si addice ad Enti democratici ed istituzionali della Repubblica.

Con le stesse lettere veniva ribadito che i lavori sono finanziati dalla Comunità Europea con PON Asse 1.2 e che erano stati disattesi gli articoli del bando che impongono specificatamente il criterio della pubblicità dell’attività progettuale che si intende realizzare con informazione specifica alle popolazioni interessate, nonché ad esporre il logo europeo in tutti i documenti presentati, sia in fase informativa sia in fase di esecuzione dei lavori.

Con lettera indirizzata al Comando della Polizia Municipale di Siracusa è stato denunziato il fatto che il Comando della Guardia di Finanza nella esecuzione dei lavori di installazione del radar ha occupato una superficie di area superiore a quella concessa in uso gratuito del Comune di Siracusa come riportato sulla convenzione su menzionata e di avere permesso all‘azienda esecutrice dei lavori di disperdere nell’ambiente circostante rifiuti pericolosi, come attestano le foto di corredo inviate.

Contestiamo il significato stesso dell’atto dovuto da parte dell’Amministrazione Comunale, dato che è stato chiesto al Sindaco ed alla Commissione Urbanistica, di sapere come si sarebbe comportata l’Amministrazione Comunale nel caso che i funzionari, che hanno con la loro firma consentita la realizzazione così veloce di una struttura così problematica, avessero ricevuto per lo stesso manufatto dal Comando della Guardia di Finanza la richiesta di posizionarlo, per gli stessi motivi militari, in Piazza Duomo a Siracusa. 
Si sarebbero avuti gli stessi comportamenti d’atti dovuti, come quelli portati a giustificazione degli attuali avvenuti pareri?

A dimostrazione della scelta del sito da parte dell’Amministrazione Militare è stata asserita la circostanza che la zona circostante è scarsamente popolata. A prima vista viene da chiedersi che, dato l’assunto, è confermato implicitamente che è sconveniente piazzare un tale manufatto in zone popolate, dato che vi sono certamente controindicazioni. Se così fosse basterebbe dimostrare che la zona è popolata in modo continuativo per stigmatizzare la semplicità delle affermazioni prodotte e la perfetta non conoscenza dei luoghi, dato anche la grave e superficiale confusione fatta per individuare l’attuale luogo di ubicazione di contrada Casevacche.

In tutta la documentazione non vengono riportate, per individuare inequivocabilmente la sua destinazione, indicazioni catastali di numero di mappa e di particella. Quelle prodotte in alcuni elaborati ed ad alcuni Enti vengono indicate in modo approssimativo e risultano essere di proprietà di terzi.

Non viene dimostrato l’effettivo titolo dell’area tanto che nella convenzione viene indicato un luogo lontano 2 Km dalla cartina allegata che a prima vista non è un documento ufficiale e che è facilmente sostituibile con altri della stessa natura errata.

Si è stigmatizzato, nelle lettere inviate, che l’Amministrazione Militare, poteva scegliere siti più appropriati in aree di proprietà della stessa Amministrazione ed anche meglio rispondenti al fabbisogno richiesto.

CHIEDIAMO 

Se non ritenga opportuno intervenire al fine di salvaguardare la salute degli abitanti, l'integrità dell'ecosistema e scongiurare in maniera assoluta condizioni di rischio e/o danno delle aree sottoposte a tutela, chiedendo alle autorità competenti che si effettui uno studio, affidato ad un ente pubblico, per la valutazione dell'impatto elettromagnetico del Radar prima della sua installazione;

Se non ritenga altresì opportuno che preliminarmente venga intrapresa qualunque azione utile e necessaria per informare correttamente e capillarmente la popolazione sulla problematica in oggetto, come la legge prevede espressamente;

Se non reputi necessaria la valutazione dell'incidenza del radar su SIC, ZPS, AMP, tenendo conto degli obiettivi di conservazione di tali aree.

Se non ritenga ,nelle more,disporre la sospensione dei lavori per un approfondimento di tutte     le smagliature riscontrate. 
 

  Con osservanza
  Siracusa 3 febbraio 2011 
                                                                                                 Associazione Plemmyrion
                                                                                                           Il Presidente
                                                                                                       Marcello Lo Iacono

 

6  Febbraio 2011 la comunità del plemmirio in assemblea
si organizza contro il "Mostro del Plemmirio"