Siracusa, 9 novembre 2009 seduta del Consiglio Provinciale
Approvato l'ordine del Giorno sulla situazione del precariato scolastico.
"I tagli  subiti dalla scuola hanno determinato una condizione di insostenibilità sia sul versante dell’ occupazione
che su quello della reale possibilità di mantenere la  scuola  siciliana a un livello dignitoso."
"Il Consiglio esprime solidarietà ai precari della scuola che hanno perso il posto di lavoro
e  invita il Governo Nazionale a modificare d’urgenza il provvedimento del Ministero dell’Istruzione al fine di evitare i tagli delle cattedre previsti in Sicilia; 

Sollecita la Regione Siciliana a riformulare l’accordo, per renderlo capace di incidere effettivamente sulla situazione, si impegna a dare comunicazione di questo Ordine del Giorno
a tutti gli altri Consigli Provinciali d’Italia al fine di condividerne i principi."

Premessa

La gestione statale dell’istruzione pubblica è l’unica formula che garantisce la funzione costituzionale della scuola , ovvero
il superamento delle differenze di sesso, religione, lingua, condizioni psico-fisiche e sociali, quindi la libertà di insegnamento e il pluralismo; esso è il solo modello che, se ben finanziato, può rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono l'eguaglianza dei cittadini. Questa funzione di emancipazione della scuola è stata notevolmente ridimensionata dalle politiche di tagli alle risorse destinate all’istruzione pubblica negli ultimi anni. La piena attuazione dell’uguaglianza sostanziale richiede che sia assicurato a tutti i cittadini il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo personale e della partecipazione sociale, e ha come passaggio obbligato e ineliminabile la tutela di quanti abbiano minori possibilità culturali ed economiche.

La funzione principale che la scuola è chiamata a svolgere dalla Costituzione non è semplicemente quella di valorizzare gli alunni più meritevoli, ma di rendere possibile a tutti, compresi gli alunni più svantaggiati, la partecipazione attiva alla vita della scuola e successivamente della società. Invece, la  concorrenza tra istituzioni scolastiche che vede in competizione scuole pubbliche tra loro e scuole pubbliche con scuole private è alla base di un processo di destrutturazione del sistema dell’istruzione statale, che si sta evidenziando in maniera crescente già con il ridimensionamento del corpo docenti, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione dell’orario d’insegnamento, l’accorpamento delle classi di concorso, la proposta di nuove forme di reclutamento (chiamate dirette dei dirigenti scolastici) , il taglio degli insegnanti di sostegno, il taglio attuato al personale ATA.

Queste sono le problematiche che riguardano l’intera nazione ma, ogni regione e ogni provincia vive le drammatiche conseguenze derivanti dai TAGLI in modo diverso;
La nostra regione è fortemente penalizzata perché il tasso di bambini e ragazzi che hanno bisogno del sostegno è molto più alto rispetto alle altre regioni d’Italia. Nella  nostra provincia, infatti, si vivono le problematiche legate all'inquinamento ambientale che, nell'ultimo ventennio, ha causato gravi disabilità a migliaia di bambini vittime dell'effetto teratogeno (alterazione embrionale).

Inoltre le nostre strutture scolastiche sono carenti e insufficienti a garantire le norme di base per la sicurezza necessaria nelle classi composte da più di 30 allievi. Ricordiamo che sono state organizzate classi con più di 33 allievi senza che i mq imposti per legge siano garantiti.
Considerazioni

I tagli  subiti dalla scuola hanno determinato una condizione di insostenibilità sia sul versante dell’ occupazione che  su quello della reale possibilità di mantenere la  scuola  siciliana a un livello dignitoso, perlomeno in rapporto agli standard degli scorsi anni e alla domanda delle famiglie.

Ritenuto che  il recente accordo firmato tra la  Regione Siciliana e il  Ministero dell’istruzione  non copre per intero il danno quantitativo (oltreché qualitativo) e non salvaguarda il precariato dalla mancanza di reddito e dalla prospettiva dell’espulsione definitiva dal mondo della scuola dopo anni o decenni di lavoro.
Considerato che nella Provincia di Siracusa nell’A/S 2008/2009 si sono perse circa 300 cattedre (150 di sostegno) e nell’A/S 2009/2010 sono stati tagliati 600 posti ( 400 insegnanti e 200 ATA):

Il Consiglio Provinciale
• Esprime solidarietà ai precari della scuola che hanno perso il posto di lavoro e  invita il Governo Nazionale a modificare d’urgenza il provvedimento del Ministero dell’Istruzione al fine di evitare i tagli delle cattedre previsti in Sicilia;
• Sollecita la Regione Siciliana a riformulare l’accordo, per renderlo capace di incidere effettivamente sulla situazione.

Propone:

 la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato per gli incarichi su posti vacanti (docenti e personale ATA).

L’abolizione del rapporto di un insegnante ogni 2 alunni diversamente abilial fine di migliorare gli interventi educativi-didattici e quelli volti all’integrazione scolastica e sociale.

 Il numero massimo di alunni per classe non deve superare le 20 unità:
In Italia non esistono scuole con aule che possono contenere più di 20 alunni,
(Legge 11 gennaio 1996, n. 43, “Norme per l’edilizia scolastica”; D.M. 18 dicembre 1975, “Norme…relative all’edilizia scolastica,… indici minimi di funzionalità didattica,…”).

 Utilizzo delle Graduatorie ad Esaurimento per il conferimento degli incarichi annuali, supplenze brevi, “contratti di disponibilità” e per il reclutamento nelle scuole private e paritarie.

 La modifica della normativa riguardante la scuola primaria.

Il Consiglio Provinciale si impegna a dare comunicazione di questo Ordine del Giorno
a tutti gli altri Consigli Provinciali d’Italia al fine di condividerne i principi.