Imperia, arrestato Caltagirone Bellavista
Un impero fra immobili e finanza
 Il presidente dell'Acqua Pia Antica Marcia, uno dei più importanti gruppi immobiliari italiani
è stato bloccato mentre era a colloquio con il sindaco.
L'accusa è truffa aggravata ai danni dello stato per i lavori del porto turistico
05 marzo 2012 W. GALBIATI

Porto d'Imperia, truffa aggravata
Arrestato Caltagirone Bellavista, proprietario fra l'altro della società Acquamarcia,
uno dei più importanti gruppi italiani del settore immobiliare, coinvolta nella costruzione del nuovo porto di Imperia.
Misura cautelare anche nei confronti dell'ex direttore della Porto di Imperia spa, Carlo Conti.

L'anziano uomo d'affari, 73 anni, è stato fermato mentre saliva le scale del palazzo comunale dove era atteso dal sindaco di Imperia Paolo Strescino.

Per la costruzione del porto turistico di Imperia non è mai stato emesso un bando di gara, e i magistrati vogliono capire se ciò sia giustificato o meno.
Inoltre i costi iniziali avrebbero dovuto essere in un primo tempo di 30 milioni, ma sono poi lievitati fino ai 140.

Dopo un interrogatorio durato circa due ore, Francesco Caltagirone Bellavista è stato accompagnato nel carcere di Imperia, dove è entrato visibilmente scosso.

Coinvolto l'ex ministro Scajola - La misura di custodia cautelare nei suoi confronti, voluta dal pm di Imperia Maria Antonia Cazzaro e firmata dal gip, è stata
emessa per truffa aggravata ai danni dello Stato. Riguarda l'inchiesta, avviata nell'ottobre del 2010, in cui è indagato anche l'ex ministro Claudio Scajola.

"Questa prima tranche dell'inchiesta - ha voluto però precisare il procuratore capo di Imperia Giuseppa Geremia a chi le chiedeva
se fossero state avanzate richieste di autorizzazioni a procedere nei confronti dell'ex ministro - non riguarda alcun parlamentare".

Una truffa da 500 mila euro - Secondo gli inquirenti, la truffa in concorso ai danni dello Stato è per un importo di circa 500 mila euro.
Tracce del presunto raggiro sarebbero state raccolte dalla polizia postale all'interno di materiale informatico sequestrato nell'ottobre del 2010.

La difesa: "Soldi privati, non c'è un euro pubblico" - Ma il Gruppo dell'Acqua Marcia si difende: "Le risorse utilizzate per i lavori di realizzazione
son interamente ed esclusivamente private: non c'è un euro pubblico. L'adozione di una misura come quella adottata nei confronti del presidente
Caltagirone sorprende davvero".

Gli altri indagati - Emessa una misura cautelare anche nei confronti dell'ex direttore della Porto di Imperia spa, Carlo Conti. Per lui l'accusa è di concorso
in truffa aggravata ai danni dello Stato. La Guardia di Finanza avvrebbe effettuato anche una perquisizione domiciliare nella casa di Conti a Sanremo.

Indagati a piede libero anche Paolo Calzia, 69 anni, di Imperia, che all'epoca dei fatti contestati era direttore generale del Comune di Imperia;
Delia Merlonghi, 67 anni, di Roma, legale rappresentante della società di Caltagirone Acquamare, e Domenico Gandolfo, già direttore della Porto di Imperia.
La Porto di Imperia spa è la società che ha in concessione i lavori di costruzione del nuovo approdo. E' partecipata al 33% dal Comune di Imperia.

Due anni di indagini - L'inchiesta sul Porto di Imperia fu avviata nell'ottobre 2010 dalla Procura per chiarire le modalità di assegnazione dell'appalto
da parte del Comune di Imperia.

Lo scorso anno, a gennaio, su decisione del dirigente dell'Ufficio Porto e Demanio del Comune, Pierre Marie Lunghi, vi era stata la revoca della concessione.
La società costruttrice di Caltagirone Bellavista, definì la revoca della concessione "un atto gravissimo", annunciando ricorsi al Tar.

Il nuovo porto di Imperia è un'opera da 140 milioni di euro. I lavori sono cominciati nel 2007 e sono quasi completati, ma l'inchiesta avviata
dalla Procura nel 2010 li ha di fatto bloccati.

La Porto di Imperia Spa è divisa in tre quote detenute dalla Acquamare di Bellavista Caltagirone per il 33,3%, dal Comune di Imperia per un altro 33,3%
e da un terzo gruppo di imprenditori locali per il restante 33,3%. Tra questi ultimi risulta presente anche Pietro Isnardi, suocero di Claudio Scajola.

Amministratore delegato della società era, all'epoca delle prime contestazioni, Carlo Conti, anche lui arrestato oggi, braccio destro di Scajola
e uomo di fiducia di Francesco Caltagirone Bellavista.

Caltagirone Bellavista entrò nell'affare nel 2005 con l'acquisizione del pacchetto azionario della società Porto di Imperia, firmando successivamente
con il Comune un accordo per affidare ad Acquamare la costruzione del Porto.

"Nessuna irregolarità" - L'ex ministro Scajola si è sempre difeso dalle accuse, dicendosi "sereno" e parlando di un "tiro al bersaglio".
Anche Caltagirone Bellavista ha sempre parlato di "totale correttezza amministrativa e contabile dell'operazione".
 
L'impero di Caltagirone Bellavista
Dall'immobiliare alla finanza, dal turismo al residenziale.
Ma anche porti e aeroporti.
Gli affari di Francesco Caltagirone Bellavista
fanno capo a una rete di società offshore spesso sono finiti sotto i fari dei magistrati
WALTER GALBIATI

MILANO - Immobiliarista e affarista, ma anche grande mediatore tra pubblico e privato. Francesco Caltagirone Bellavista, cugino di Francesco Gaetano Caltagirone, è al vertice di un impero economico controllato da un gruppo di società offshore (da ultimo un trust maltese) che portano i loro tentacoli in Italia attraverso la holding Acqua Pia Antica Marcia, una vecchia immobiliare rilevata nel ‘94 e delistata dalla Borsa una decina di anni dopo. I settori in cui opera sono fondamentalmente due, l’immobiliare e i grandi hub, dai porti agli aeroporti, senza disdegnare alcune incursioni nel mondo finanziario. E i suoi affari sono stati spesso oggetto di interesse da parte delle procure di mezza Italia. 

Il primo settore va dalla gestione di grandi alberghi allo sviluppo residenziale. A Milano, per esempio, il gruppo si è occupato di un quartiere da 1.300 appartamenti, con asili e residenze per disabili bloccato dai magistrati, perché secondo l’accusa, sarebbe stato costruito su una montagna di immondizia. Una discarica che starebbe tuttora inquinando la falda acquifera con «metalli tossici, idrocarburi, pesticidi, diossine e solventi». Il progetto di urbanizzazione ideato dalle aziende «Acqua Pia Marcia» (di proprietà di Francesco Caltagirone Bellavista) e «Residenze Parchi Bisceglie» (gruppo Borio Mangiarotti) si trova alla periferia Est di Milano. Nel ramo alberghiero, Caltagirone Bellavista è a capo di alcuni dei più lussuosi alberghi della Sicilia, 
rilevati dal Banco di Sicilia (Villa Igiea e Des Palmes di Palermo, San Domenico a Taormina, Des Etrangers a Siracusa e i due Excelsior di Catania e Palermo), mentre a Venezia possiede il cinque stelle Molino Stucky.

Il business dei servizi portuali e aeroportuali vede il gruppo impegnato a Malpensa, Linate e nello scalo privato Ata a Milano, ma anche a Bologna, Venezia e Catania. I principali porti turistici in cui opera, invece, sono Imperia, Fiumicino, Siracusa, Civitavecchia. E dalla Liguria sono arrivati gli ultimi guai finanziari che hanno portato al fermo dell’imprenditore. 

Le sue incursioni finanziarie più note risalgono ai tempi dei furbetti del quartierino, quando Bellavista Caltagirone si era legato alla Hopa di Emilio Gnutti e finanziariamente alla Popolare di Lodi dell’allora amministratore delegato, Gianpiero Fiorani. Ora le finanze del gruppo non versano in ottime condizioni tanto che la holding ha chiesto una moratoria sui debiti alle banche. Il gruppo è esposto per circa un miliardo ed è stato costretto dai creditori a un piano di dismissioni: le linee essenziali prevedono la cessione del settore turistico-alberghiero e aeroportuale.
 

Gruppo Acqua Marcia 
La “Società dell’Acqua Pia Antica Marcia” nasce con il progetto di metà Ottocento
di riportare a Roma l’antica Acqua Marcia

L’acquedotto Marciano, condotto a Roma nel 144 a.C. dal pretore Quintus Marcius Rex e reputato per qualità delle acque il miglior approvvigionamento della città, fu interrotto assieme agli altri condotti idrici durante l’invasione dei Goti (537-538 d.C.). Da quel momento Roma rimase per circa otto secoli priva di acque canalizzate. 

Nel 1868 la “Anglo Romana Water Company”, in seguito “Società Anonima dell’Acqua Marcia” diventa la Società dell’Acqua Pia Antica Marcia.

Il nome volle essere un tributo al Pontefice Pio IX, il cui intervento economico fu di sostanziale importanza per la realizzazione dell’opera.

Il 10 settembre del 1870 il primo zampillo dell’Acqua Marcia sgorgò nell’ attuale piazza della Repubblica.

Con oltre 140 anni di storia l’Acqua Marcia rappresenta oggi la più antica società immobiliare italiana, una società non solo di costruttori ma anche di realizzatori di grande opere e di interventi di recupero e riqualificazione di complessi industriali di pregio storico. 

Dal 1994 è presieduta dall’ing. Francesco B. Caltagirone.

 La diversificazione strategica delle attività del gruppo ha portato allo sviluppo di nuovi asset produttivi sviluppati prevalentemente nel comparto turistico.

Il gruppo Acqua Marcia è oggi attivo in quattro settori: immobiliare, alberghiero, aeroportuale e nei porti turistici.

 Il settore immobiliare sviluppa progetti edilizi, direzionali, commerciali e residenziali.

I complessi sorgono ex-novo o fanno parte di piani di recupero e riqualificazione di vecchie aree industriali, in linea con la strategia societaria che punta alla riconversione architettonica di strutture già esistenti senza alterarne la morfologia. Il recupero dei mulini Stucky, Pantanella e Santa Lucia e la riconversione delle aree Chiari e Forti di Treviso, Frigoriferi di Milano e dell’area Scalera di Venezia testimoniano come attraverso nuove destinazioni d’uso rimanga intatto e fruibile a tutti il fascino delle antiche archeologie industriali.

Acqua Marcia inizia la sua avventura nel settore turistico nel 1998 attraverso la propria controllata Acqua Marcia Turismo (AMT).

Il gruppo Acqua Marcia possiede oggi sei importanti dimore storiche in Sicilia: Villa Igiea, Grand Hotel et des Palmes ed Excelsior Palace Hotel a Palermo; San Domenico Palace Hotel a Taormina; Excelsior Grand Hotel a Catania e il Grand Hotel des Etrangers et Miramare ad Ortigia (Siracusa).

A Venezia, sul canale della Giudecca si impone il Molino Stucky, il più grande albergo 5 stelle della laguna, con un grande centro congressi capace di contenere fino a 2000 persone. 

Per gli alberghi di Palermo e il Molino Stucky è in essere un accordo di partnership con la Hilton.

Anche la Capitale è tra i progetti del Gruppo, che sta terminando un albergo dedicato al turismo business e congressuale in via Giustiniano Imperatore. 

A ciò si aggiungono i due campi da golf di Croara (Piacenza) e Nettuno (Roma). 

La Società dell'Acqua Pia Antica Marcia entra nel settore aeroportuale nel 2000, in seguito alla liberalizzazione del mercato dell’assistenza aeroportuale voluta dalla U.E. 
Il gruppo opera attraverso le proprie controllate ATA Handling e Ali Trasporti Aerei, fornendo servizi di handling commerciale in vari scali nazionali e gestendo l’aeroporto privato di Milano Linate, leader in Europa per traffico di voli executive. Oggi il gruppo ATA serve oltre 60 compagnie aeree, un flusso più di 8 milioni di passeggeri l’anno e rappresenta il primo operatore privato nel panorama nazionale dei servizi aeroportuali.

Dal 2005 la società è attiva anche nel settore dei porti turistici, dove è impegnata nell’esecuzione delle opere di terra dell’approdo di San Lorenzo al Mare, nella realizzazione del porto di Imperia, che punta a diventare uno dei maggiori bacini diportistici del Mediterraneo, del nuovo porto turistico di Siracusa, del futuro porto di Civitavecchia, che andrà a riprendere il prestigio e le architetture dell’antico progetto del Bernini e del nuovo porto di Fiumicino, puntando così a diventare il principale network privato nello scenario del diporto nazionale.

http://www.acquamarcia.it/WebSite/default.aspx




Porto di Imperia

Il nuovo porto turistico di Imperia, gestito dalla Porto di Imperia S.p.A. e in fase di realizzazione ad opera del Gruppo Acqua Marcia presieduto dall'Ing. Francesco Caltagirone Bellavista, andrà a riqualificare l’area compresa tra il molo Lungo di Porto Maurizio e il canale Rio de Baité, ridisegnando l’intero waterfront cittadino.

La struttura, che si candida a diventare uno dei più grandi scali turistici del Mediterraneo, sorge su uno specchio acqueo di circa 268.000 mq e comprende 1.300 posti barca e importanti opere a terra. 
Il Molo San Lazzaro delimita il nuovo porto ad ovest e lo divide dall’area balneare. Su di esso sorgono locali, esercizi pubblici, cantieri nautici ed artigiani, box nautici e le sedi dei Corpi dello Stato, intervallati da aree verdi, strade pedonali, veicolari e posti auto.

La Banchina San Lazzaro comprende esercizi commerciali, una sala medica di pronto soccorso, residenze, un parcheggio pubblico ed un ampio parcheggio di pertinenza del porto. L’area in questione ospita tre distinti fabbricati paralleli alla banchina di cui uno a destinazione esclusivamente commerciale e due edifici a destinazione commerciale e residenziale.

La Hall del Mare è il centro focale del nuovo porto e punto di incontro per i fruitori dell’area portuale. L’ architettura della struttura è caratterizzata da tre corpi disposti a semicerchio, che sfumando il netto limite tra terra e mare, danno vita ad una suggestiva piazza. Il complesso, comprende residenze e esercizi commerciali.

È prevista anche la realizzazione di uno Yacht Club, che comprende avveniristiche attrezzature ludico-sportive, uffici, servizi di gestione del porto e i locali dello Yacht Club.

Nella Calata Anselmi è stata riqualificata l’intera zona attraverso l’inserimento di aree verdi e passaggi utilizzabili per raggiungere i vari moli e gli edifici che costituiscono il porto.

Infine nel Molo Lungo è previsto un locale commerciale.

www.portoturisticodimperia.it



Marina di Archimede

Il nuovo porto turistico Marina di Archimede, in fase di realizzazione ad opera del Gruppo Acqua Marcia presieduto da Francesco Caltagirone Bellavista, sorgerà nella baia di Porto Grande a Siracusa, alla base della storica isola di Ortigia, tra la banchina ovest del molo Sant’Antonio e la banchina di riva del porto pescherecci. 
Un angolo che giaceva in abbandono e che ora vivrà una nuova vita e offrirà a Siracusa un’infrastruttura moderna e funzionale.

La struttura insisterà su un’area complessiva di 147.000 mq in cui troveranno alloggio, oltre alle banchine, anche i cantieri nautici e attrezzature per il diporto e di rimessaggio/refitting all’avanguardia.

Il nuovo porto turistico prevede opere a terra per 49.467 mq e opere a mare su una superficie di oltre 97.000 mq. Verranno realizzati circa 500 posti barca per yachts di lunghezza fino a 70 mt. Per quanto riguarda le opere a terra sono previste: una torre di controllo, un cantiere navale, una club house, aree a destinazione ricettiva, ampi spazi verdi e parcheggi.

www.marinadiarchimede.it




Porto della Concordia

Il progetto del nuovo Porto della Concordia di Fiumicino, in fase di realizzazione ad opera del Gruppo Acqua Marcia presieduto dall'Ing. Francesco Caltagirone Bellavista, rappresenta l’eccellenza in termini di qualità e servizi nell’ambito dei porti turistici italiani e non. Sarà il più grande porto turistico d’Europa, un porto ecosostenibile.

Il bacino sarà integrato con la città di Fiumicino, in una posizione strategica per la logistica ed i collegamenti, in un’area di sicuro interesse turistico, paesaggistico e storico.
La struttura si rivolge ad un target di imbarcazioni medio-grandi: dei 1445 posti barca in vendita previsti, più di 400 saranno riservati ad imbarcazioni superiori ai 18 mt., senza dimenticare la nautica sociale, alla quale verrà dedicata parte della Darsena della Salute.

La vendita di posti barca è rivoltà non solo ai diportisti della capitale e del Lazio, ma anche a quanti, a livello nazionale e internazionale, vogliano usufruire di una struttura di eccezione, ai massimi livelli di comfort ed efficienza dei servizi, per la fruizione turistica delle coste laziali e italiane.

Il cantiere navale costituirà uno dei tratti essenziali dell’identità del porto, fornendo assistenza specializzata ad alto livello per grandi imbarcazioni, garantendo competitività alla struttura sul mercato internazionale. Il cantiere navale del Porto di Fiumicino potrà gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che delle imbarcazioni del Porto della Concordia, anche di quelle in transito e dei porti turistici del Lazio.

La realizzazione del nuovo Porto costituirà una forte leva per la crescita delle imprese e dei servizi locali, con un impatto economico significativo sul territorio e sull’occupazione professionale e imprenditoriale, questo grazie alla disponibilità di spazi commerciali di prestigio messi in vendita all’interno della sua area. 
La presenza nel delta del Tevere, del porto di Ostia e degli ormeggi di Fiumara Grande, può dar luogo ad un vero e proprio polo di eccellenza dei Porti turistici vicino Roma.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il Porto verrà realizzato attraverso un percorso volontario di certificazione ambientale, UNI EN ISO 14001, applicato alle attività di gestione dei servizi portuali. 
Forte della sua ubicazione, si trova a soli 35 Km dal centro di Roma, il Porto della Concordia di Fiumicino diverrà un polo di riferimento per il turismo nautico anche per le soluzioni adottate secondo principi di eco-sostenibilità, bioedilizia, domotica e risparmio energetico. L’utilizzo di impianti fotovoltaici garantirà un risparmio energetico non solo al Porto ma anche agli impianti turistici previsti: residence, centro congressi, spa, albergo, impianti sportivi con piscine, due yacht clubs, spazi commerciali in vendita, un vero fiore all’occhiello per la nautica da diporto del Lazio.

www.portodellaconcordia.it




Economia. sorprese: torna l' imprenditore Francesco Caltagirone, che ha incassato parte del maxi indennizzo per la SIR
Caltagirone si beve L' ACQUA MARCIA scongiurato il fallimento della societa' immobiliare
L' ACQUA MARCIA:
Caltagirone e la BIL acquistano il controllo attraverso una complessa operazione.
Esce di scena Vincenzo Romagnoli,
Scognamiglio nominato presidente, i piani di rilancio nel settore immobiliare.
l' intervista: quel crocevia lussemburghese
Fonte: Corriere della Sera - 3 febbraio 1994 - Pagina 21 Stagno Roberto

SORPRESE . Torna l' imprenditore, marito di Rita Rovelli che ha incassato parte del maxi indennizzo per la Sir
Caltagirone si beve l' Acqua Marcia Scongiurato il fallimento: il costruttore romano e la Bil acquistano
il controllo attraverso una complessa operazione Esce di scena Vincenzo Romagnoli. Scognamiglio nominato presidente.
I piani di rilancio nel settore immobiliare
ROMA . L' Acqua Marcia, la piu' antica societa' immobiliare italiana, e' finalmente uscita dal tunnel di una lunga crisi, che l' aveva portata sull' orlo del fallimento. Ieri, il tribunale di Roma ha dato, con sentenza di omologazione, il via libera al concordato preventivo, gia' approvato nel giugno scorso dai creditori, i quali saranno cosi' rimborsati: chirografari (fornitori) al 50% e privilegiati (i 300 dipendenti, fisco e istituti previdenziali) al 100%. Si chiude, quindi, lo stato di insolvenza e si stabilisce in 285 miliardi, interamente garantiti dalla Bil, un istituto di credito del Lussemburgo, l' ammontare dei debiti da pagare. Ed e' proprio questa banca, apparsa recentemente nelle cronache del processo Cusani, ad aver salvato l' "Acqua Marcia", insieme con alcuni investitori internazionali, che fanno capo al costruttore romano Francesco Caltagirone. La Bil, infatti, oltre ad aver prestato le garanzie fidejussorie, possiede il 50% del capitale (340 miliardi di lire) della Gedeam Inc, la holding finanziaria che subentrera' nell' Acqua Marcia, a Vincenzo Romagnoli, maggior azionista, mentre l' altro 50% appartiene al gruppo guidato da Caltagirone. Esce di scena Romagnoli (si dedichera' ad operazioni all' estero, soprattutto in Cina) e ritorna alla ribalta in Italia, dopo un lungo "esilio", un imprenditore protagonista, negli anni passati, con i fratelli Gaetano e Camillo, del settore immobiliare e di vicende giudiziarie (alle quali sono stati interessati 65 giudici) segnate da 14 sentenze, da un fallimento poi revocato, da un lungo braccio di ferro con l' Iccri (l' istituto di credito che sostitui' l' Italcasse, nel cui scandalo i fratelli Caltagirone furono coinvolti) culminato nell' ottobre del ' 92 con una transazione e con il pagamento da parte dell' Iccri di svariati miliardi a titolo di rimborso. Francesco Caltagirone dal 1979 ha svolto la sua attivita' di costruttore all' estero, soprattutto negli USA, in Canada e in Gran Bretagna. Nei giorni scorsi era venuto nuovamente alla ribalta delle cronache in seguito alla vicenda Imi Sir. Caltagirone ha infatti sposato Rita Rovelli, figlia dell' ex re della chimica, che ha incassato, insieme agli altri eredi, dall' istituto romano la maxi liquidazione di 678 miliardi. La nuova Acqua Marcia, che avra' come presidente Carlo Scognamiglio, ex rettore dell' universita' Luiss, infatti, dovrebbe ripartire con un patrimonio di almeno 400 miliardi di lire: a 180 200 miliardi ammonteranno le attivita' in portafoglio, dopo la cessione di alcune partecipazioni (tra le quali, la Titanus distribuzione, proprietaria, tra l' altro di numerose sale cinematografiche, per la quale sono in corso trattative) non "connaturali" al core business, che e' quello immobiliare; ci sono, poi, le partecipazioni in Italia e all' estero, della Gedeam inc, meta' in immobili e meta' cash, che dovrebbero essere conferite. Al momento, non si sa come avverra' tecnicamente l' operazione, ne' se si ricorrera' a un' Opa (Offerta pubblica d' acquisto) ne' sulla ricostituzione del capitale sociale (il valore delle azioni e' sceso da 500 lire nominali a circa 40 50 lire). Ci atterremo alle decisioni della Consob, dicono i responsabili del gruppo di salvataggio. Quel che e' certo, invece, e' la volonta' di accelerare al massimo i tempi perche' la societa' inizi ad operare al piu' presto. Tra un mese, si dice, l' Acqua Marcia dovrebbe riprendere il percorso interrotto. Si puntera' , all' inizio almeno, prevalentemente sul settore immobiliari, dopo le dismissioni. La Gedeam ha in corso cantieri a Milano in via Lomazzo, a Lecco, a Verona, ad Alessandria e a Nettuno. L' Acqua Marcia possiede diversi terreni e suoli da valorizzare con investimenti immobiliari: quelli dell' ex opificio Pantanella, della proprieta' Aventino, del Molino Stucky a Venezia, della Frigoriferi Milano Sud Ovest srl, ecc. Inoltre, la societa' romana detiene il 92,24% del capitale sociale della Ata, che gestisce lo scalo aereo privato di Milano Linate. Questa partecipazione sara' mantenuta e potenziata. E' evidente che quello immobiliare sara' il campo principale di azione. Ma nei programmi c' e' posto anche per interventi in altri settori che dovessero presentare buone opportunita' di investimento. Le prospettive, affermano i nuovi azionisti, sono favorevoli. La societa' , dopo il completamento dell' operazione, non avra' piu' una lira di debito, tranne 40 50 miliardi di mutui

"I soldi dell' Imi non c' entrano"
ROMA . Come mai, dopo tanti anni di "esilio", ha deciso di rientrare in affari in Italia, proprio in un momento difficile per questo Paese? Francesco Caltagirone ha una risposta pronta, la piu' ovvia: "Perche' ho fiducia nella ripresa dell' Italia". Tutto qui? "No. Diciamo che quella dell' Acqua Marcia e' un' operazione conveniente, anche se ci vuole un pizzico di coraggio per investire tanti soldi in questo momento. Mi lasci sottolineare anche l' orgoglio di rientrare con un' operazione trasparente, pulita e con obiettivi strettamente economici". Dimenticate, quindi, le polemiche, le "chiacchiere" sulle sue amicizie politiche e sui vantaggi che ne avrebbe tratto, che hanno accompagnato l' attivita' sua e dei suoi fratelli. "Dico soltanto che ci sono 14 sentenze della magistratura tutte a nostro favore. Le pare possibile che si siano tutti sbagliati? E visto che ci siamo, voglio ricordare che io e mio fratello Gaetano (quello della frase: "A Fra' , che te serve", ndr) abbiamo avuto sempre attivita' separate, che sono state messe nello stesso calderone ad arte. Quanto alle amicizie politiche, con Andreotti in particolare, sono contento di rientrare oggi che e' uscito di scena, cosi' nessuno potra' dire che e' lui che mi appoggia". E risponda anche ad un' altra legittima "curiosita' ": i capitali che ha investito nell' Acqua Marcia non vengono, in parte, dal ricco "indennizzo" che sua moglie riceve dall' Imi? "Voglio dirlo con molta chiarezza: in questa operazione le vicende recenti della famiglia di mia moglie non c' entrano per niente. E tantomeno i suoi soldi. Cosi' come con l' Acqua Marcia non ha nulla a che vedere mio fratello Gaetano".

QUEL CROCEVIA LUSSEMBURGHESE
2 Boulevard Royal, Lussemburgo. Un indirizzo che si e' ripetuto come un tormentone negli ultimi mesi di cronache finanziarie e giudiziarie. E la sede centrale della Banque Internationale a' Luxembourg, il principale istituto del Granducato. Banca solida, stimata, presieduta da Gaston Thorn, gia' presidente della Commissione Cee. Da qualche tempo sembra quasi non ci sia operatore economico in Italia, di ogni genere e obiettivi, che non abbia a che fare con la Bil. Nei suoi forzieri sono nascosti i segreti delle tangenti destinate al Psi. Alcuni conti, intestati a Sergio Cusani e a Mauro Giallombardo, sono stati scoperti dai giudici di Mani Pulite, altri, si dice, verranno fuori a breve. I suoi funzionari hanno poi mostrato un' insolita solerzia: quando il titolare del conto non vuole apparire, la banca provvede a creare un' apposita societa' , magari panamense, e nomina propri amministratori. Lo stesso meccanismo e' alla base della nascita della Cit, secondo azionista di Telepiu' . Di chi e' la Cit? Non si sa, ma i sospetti maggiori sono su Silvio Berlusconi. Come mai tanto interesse della Bil per l' Acqua Marcia? Chi si agita, questa volta, nell' affollato crocevia lussemburghese?