Quella portaerei, di nome Sicilia
I marines di Sigonella, l'aviazione italiana di Trapani, i depositi di munizioni di Augusta,
gli hangar di Pantelleria e i centri radar e logistici sparsi per l'isola.
Ecco le infrastrutture e le armi usate nelle operazioni militari in Libia.
Antonio Mazzeo

Tre scali aerei, i porti, numerose postazioni radar, depositi di munizioni e carburante. Il conflitto scatenato contro la Libia ha trasformato la Sicilia in un’immensa portaerei da dove decollano 24 ore al giorno i caccia e gli aerei-spia della variegata coalizione multinazionale anti-Gheddafi. Il cuore di buona parte dei raid pulsa tra le decine di comandi ospitati a Sigonella, alle porte di Catania, la principale stazione aeronavale delle forze armate statunitensi nel Mediterraneo. A Sigonella vivono quasi 5.000 marines che hanno combattuto negli scacchieri di guerra mediorientali e africani, nei Balcani e in Caucaso. Dal 2004 ospita il Combined Task Force 67, il comando che sovrintende alle operazioni delle forze aeree della Marina USA, come i cacciaintercettori F-15, i pattugliatori marittimi P3-C “Orion”, i velivoli di sorveglianza elettronica EP-3E e per il rilevamento dei segnali radar EA-18G “Growlers”, questi ultimi determinanti per annientare le postazioni della contraerea libica.

Lo scalo offre il supporto tecnico-logistico e il rifornimento munizioni e carburante agli aerei a decollo verticale V-22 “Ospreys” e agli elicotteri d’assalto CH-46 “Sea Knight” e CH-53E “Super Stallion” del Corpo dei marines, imbarcati sulle unità che assediano la costa nordafricana, e ai 15 cacciabombardieri F-15, F-16 e B-2 (gli “aerei invisibili”) che l’US Air Force ha trasferito nel Canale di Sicilia. Da Sigonella partono anche gli aerei cisterna KC-130 e KC-135 utilizzati per il rifornimento in volo dei velivoli impegnati nei raid. Oltre ai mezzi statunitensi, dalla base sono operativi sei caccia F-16 dell’aeronautica danesi, a cui potrebbero aggiungersi gli intercettori di Canada, Norvegia e Spagna. Coinvolti nella missione in Libia sono infine i reparti USA schierati stabilmente a Sigonella, come l’Helicopter Combat Support Squadron HC-4, il Fleet Logistic Support Squadron VR-24 e il 25° Squadrone Antisommergibile della US Navy. Un cocktail di strumenti di morte a cui l’aeronautica militare italiana non fa mancare il suo contributo: a nove pattugliatori “Atlantic” del 41° Storno antisommergibile è stato affidato infatti il controllo dello spazio aereo e marittimo prospiciente del Mediterraneo centrale.

La cosiddetta operazione Odissey Dawn ha però il pregio di offrire una concreta opportunità per sperimentare sul campo i nuovi aerei senza pilota UAV “Global Hawk” che l’US Air Force ha iniziato a dislocare a Sigonella nell’ottobre 2010 in vista della sua trasformazione in “capitale internazionale” dei giganteschi aerei utilizzati per lo spionaggio e la direzione degli attacchi, convenzionali e nucleari, contro ogni possibile obiettivo nemico in Europa, Asia ed Africa. Stando ai piani del Pentagono, nella base siciliana dovrebbe operare entro il 2012 un plotone di 4-5 “Global Hawk”, mentre altri 5 velivoli UAV potrebbero essere assegnati entro anche ai reparti della Marina USA presenti in Sicilia. A questo fine si sta realizzando un enorme complesso per la manutenzione dei “Global Hawk”, un programma considerato “strategico” dal Dipartimento della difesa, e i cui lavori multimilionari sono stati appaltati alla CMC di Ravenna (Legacoop). La NATO, da parte sua, nel febbraio 2009, ha scelto la stazione aeronavale quale “principale base operativa” dell’Alliance Ground Surveillance – AGS, il nuovo sistema di sorveglianza terrestre dell’Alleanza Atlantica. Entro il 2014, giungeranno a Sigonella 800 militari, sei velivoli “Global Hawk” di ultima generazione e le stazioni fisse e trasportabili progettate per supportare il dispiegamento in tempi rapidissimi e in qualsiasi scacchiere internazionale delle unità terrestri, aeree e navali della Forza di Risposta (NRF) della NATO.

Scalo di dimensioni più ridotte ma di uguale importanza strategica per la guerra alla Libia è quello di Trapani-Birgi. Sede dal 1984 ospita della NATO Airborne Early Warning and Control Force dotata dei velivoli radar Awacs, Trapani-Birgi ospita i cacciabombardieri F-16 del 37° Stormo dell’Aeronautica militare italiana, disponibili per le intercettazioni aeree e il bombardamento di obiettivi terrestri. È in questo scalo che il ministro della difesa La Russa ha fatto confluire i “gioielli” di morte destinati al fronte libico: quattro caccia “Tornado” del 50° Stormo di Piacenza nella versione Ecr (specializzati nella guerra elettronica e nella distruzione delle difese aeree), e due “Tornado” Ids del 6° Stormo di Ghedi per il rifornimento in volo e/o l’attacco contro target terrestri. A secondo della missione, i “Tornado” possono essere armati con i missili “anti-radar” Agm-88 Harm, con gli aria-aria Aim-9 e con gli aria-suolo “Storm Shadow”, questi ultimi con caratteristiche Stealth, una testata esplosiva perforante in grado di distruggere bunker protetti ed una gittata di circa 500 km. A Trapani sono pure atterrati i caccia supersonici Eurofighter 2000 “Typhoon” del 4° Stormo di Grosseto, velivoli con una bassa superficie riflettente al radar e forniti di missili aria-aria a guida infrarossa “DiehIris” per l’attacco ravvicinato ed Aim 120 per bersagli a 40 km di distanza. Completano lo schieramento quattro cacciabombardieri F-18 dell’aeronautica militare canadese, tra i più impegnati nei bombardamenti.

Tutti i velivoli della coalizione possono utilizzare in qualsiasi momento le due piste di volo e il mega-hangar “Pier Luigi Nervi” ricavato all’interno di una collina dell’isola di Pantelleria - la postazione più avanzata di Odissey Dawn - capace di ospitare sino ad una cinquantina di aerei da guerra. Nello scalo sono stati completati di recente i lavori di ampliamento delle piste e di ristrutturazione dell’aerostazione che ha assunto un ruolo chiave nelle attività anti-migranti. D’importanza strategica pure alcuni impianti radar disseminati in Sicilia, a partire dal centro di Mezzogregorio (Siracusa), a cui è assegnato il compito di elaborare le informazioni raccolte da aerei, unità navali e dalle squadriglie radar dell’Ami presenti nell’isola di Lampedusa e a Marsala. I dati vengono poi trasferiti al Comando operativo delle forze aeree (COFA) di Poggio Renatico (Ferrara), il più grande centro di intelligence delle forze armate in Italia. Il Dipartimento della difesa USA può contare invece sui sofisticati sistemi di telecomunicazione di Sigonella e sulla stazione di Niscemi (Caltanissetta), dove sorgono una quarantina di antenne a bassissima frequenza per la trasmissione degli ordini di attacco ai sottomarini a propulsione nucleare. Tre di questi, in immersione nel Mediterraneo, hanno già lanciato contro la Libia decine di missili da crociera “Tomahawk” contenenti al proprio interno uranio impoverito. La centralità di Niscemi nell’assetto delle comunicazioni belliche è destinato a crescere: la base è stata prescelta per ospitare una delle quattro stazioni mondiali del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare USA, il cosiddetto “MUOS”, la cui emissione di microonde comporterà insostenibili rischi per la salute e la sicurezza della popolazione locale.

Ad assicurare le operazioni di rifornimento delle navi da guerra e dei sottomarini statunitensi, italiani e dei paesi partner è la base navale di Augusta (Siracusa), in una delle aree a più alto rischio ambientale d’Italia per la presenza di raffinerie, industrie chimiche, depositi di armi, ecc.. Augusta è classificata in ambito militare quale NATO facility ed è utilizzata dall’Alleanza atlantica e dalla VI Flotta USA per lo stoccaggio delle munizioni e deposito POL (petrolio, nafta e lubrificanti). Decine di elicotteri da trasporto fanno da ponte con la vicina base Sigonella, sorvolando popolati centri urbani. I morti di questa guerra sono invisibili. Gli angeli sterminatori, no.
 
34° Gruppo Radar A.M. Sede Mezzo Gregorio (Noto).
Fonte:
Reparti Difesa Aerea » 34° Gruppo Radar A.M.

Storia
Il 34°Gruppo Radar dell’Aeronautica Militare divenne operativo l’8 gennaio 1960 con la denominazione di Control and Reporting Center (C.R.C.). La prima sede operativa fu ubicata in prossimità della Contrada Belvedere (l’attuale Villaggio Miano) nella quale erano collocati la Sala Operativa (attiva in modalità fonetico-manuale) ed il radar di prima generazione AN/FPS - 8. Il 1° gennaio 1984 la sede operativa fu trasferita in contrada Mezzogregorio (Comune di Noto) nella quale furono installati il Radar "Argos - 10" e la Sala Operativa con sistema "semiautomatizzato" NADGE. Nel 1987 il Reparto assunse l’attuale denominazione di 34° Gruppo Radar A.M. alle cui dipendenze furono poste la 134° Squadriglia Radar di Lampedusa e la 135° Squadriglia Radar di Marsala. Per l’assolvimento della missione assegnata, il 34° Gruppo Radar si avvale di due distinte sedi, distanti tra loro circa 40 Km, la sede operativa di Mezzogregorio a Noto e la sede logistica di Siracusa.
Tale anomala suddivisione nasce da ragioni storiche. La sede logistica, infatti, utilizza il sedime e parte delle strutture dell’ex-idroscalo militare “Tenente Arnaldo De Filippis” e dell’adiacente idroscalo civile di Siracusa (utilizzato dalla compagnia aerea “Ala Littoria”) i quali, dopo essere stati operativi dal 1925 al 1942, a partire dal 1955 furono restaurati e riconvertiti per divenire un’unica sede di supporto logistico del costituendo centro radar, la cui sede venne inizialmente ubicata in Contrada Belvedere, area collinare posta a nord-ovest di Siracusa a soli 3km dall’idroscalo. La sede di Belvedere iniziò la sua attività operativa il 6 gennaio 1960, ospitando un radar di scoperta di prima generazione AN/FPS-8, un radar di quota AN/FPS-6 ed una sala operativa in modalità fonetico-manuale. Sul finire degli anni ’70 l’esigenza di collocare nuovi e più potenti sensori radar ed una nuova sala operativa semi-automatizzata NADGE, rese opportuno abbandonare la sede di Belvedere e venne quindi individuata Mezzogregorio quale località idonea ad ospitare il Gruppo Radar. La posizione particolarmente isolata del sito, inizialmente concepito per essere autonomo, indusse lo Stato Maggiore A.M. a rivedere i propri piani iniziali mantenendo in esercizio il “De Filippis” il quale, pertanto, proseguì la sua attività di supporto logistico anche a favore della sede di Mezzogregorio, che divenne operativa il 1° gennaio 1984. Da tale data il sito di Mezzogregorio ha vissuto un continuo ammodernamento tecnico sino all’ultima tappa nel 2003 con l’introduzione del Multi AEGIS Site Emulator (M.A.S.E.), per l’elaborazione e la presentazione dati.

Missione
Oggi la sala operativa di Mezzogregorio garantisce l’assolvimento delle funzioni di sorveglianza e controllo dello spazio aereo assegnato, attraverso la gestione ed il controllo di sensori radar e postazioni radio remote, ubicate in una vasta area del basso Mediterraneo. Il 34° GrRAM svolge compiti comuni ai cinque Gruppi Radar dell’A.M. con il concorso dei quali si assicura la sorveglianza dello spazio aereo italiano e parte di quello della regione sud-europea della NATO. Quest’ultima rappresenta la funzione primaria di quel sistema di Difesa Aerea che trova il suo naturale completamento nei cosiddetti mezzi attivi, ossia i caccia intercettori (Thyphoon e F-16) ed i sistemi missilistici (Spada e Hawk).



10 maggio 2007 - Militarizzazioni: Fonte - Terrelibere.org
Si addestrano in Sicilia alla guerra aerea i militari della Slovenia

Ufficiali delle forze armate slovene sono attualmente ospiti del 34° Gruppo Radar di Mezzogregorio (Noto),
presso il quale stanno svolgendo una fase dell’addestramento finalizzato alla formazione dei primi controllori
della difesa aerea della Slovenia, paese recentemente entrato a far parte della NATO.

Le attività di addestramento delle forze armate di Lubiana, secondo l`Aeronautica militare italiana,
derivano da un accordo di cooperazione bilaterale Italia-Slovenia recentemente sottoscritto.

La base di Mezzogregorio ospita il 34° GRAM (Gruppo Radar dell`Aeronautica Militare) ed utilizza il radar “radar 3D a lunga portata AN/FPS-117 della Lockheed-Martin. Il Centro Radar di Mezzogregorio coordina i due centri radar TRR (Testate radar remote) di Lampedusa (134^ Squadriglia radar) e Marsala (135^ Squadriglia radar remota, ex 35° GRAM). Il 34° GRAM opera pertanto come "centro di fusione" delle due testate remote dipendenti. A sua volta il Gruppo Radar di Mezzogregorio fornisce informazioni al Centro operativo del COFA (Comando operativo forze aeree) di Poggio Renatico, che a sua volta è "centro di fusione" nazionale.

Il sistema radar di Mezzogregorio è entrato in funzione nel 1983, è stato immediatamente integrato nel sistema informativo Nato denominato "NADGE" (Nato Air Defence Ground Environment), cioè il sistema di comando e controllo della difesa aerea che copre tutta l`area europea della Nato, dalla Norvegia alla Turchia.

I radar e i computer di cui è dotata la base di Mezzogregorio garantiscono al 34° CRAM un notevole livello di autonomia decisionale ed operativa. Essi sono in stretto collegamento con i cacciabombardieri F-16 schierati nella base del 37° Stormo di Trapani-Birgi e ne determinano lo “scramble”, cioè la partenza su "allarme" in caso di rilevamento avanzato di velivoli "nemici". Il Centro possiede una centrale elettrica del tipo "no break" tra le più avanzate in campo mondiale, capace di garantire la continuità assoluta dell`alimentazione ai radar ed agli altri apparati. La centrale operativa protetta è predisposta per tutti i tipi di operazione militare, compreso l`impiego missilistico, e dispone di un impianto per la traduzione dei messaggi dei sistemi aeronavali ed AWACS delle forze armate statunitensi che operano nel Mediterraneo e/o schierate presso la vicina stazione di Sigonella.

Nella base di Mezzogregorio è stata attrezzata un`area per l`atterraggio di elicotteri. Essa si estende su una superficie
di circa 20 ettari di terreno espropriati a partire dal 1977 quando fu avviato il rapido processo di militarizzazione
della Sicilia, segnato in particolare dall`ampliamento strutturale e funzionale di Sigonella e dall`installazione
dei missili nucleari Cruise a Comiso (Ragusa).



Basi militari: radar
Sicilia aeronautica militare due sedi nell'ex idroscalo di Siracusa e a Noto
Siracusa 09/05/2010 Fonte GazzettaDelSud
Le sedi - quella operativa di contrada Mezzogregorio in territorio di Noto e quella logistica di via Elorina nel capoluogo -, divengano due distinti reparti autonomi, sia pure con organici numericamente molto contenuti. Lo ha annunciato il comandante del Gruppo, tenente colonnello Salvatore Gissara, nel corso del suo intervento ufficiale di ieri mattina, alla cerimonia celebrativa dei 50 anni del reparto avvenuta alla presenza delle massime cariche militari, civili e religiose del territorio.
La sede operativa di contrada Mezzogregorio diverrà una "Squadriglia Radar remota", all'interno della quale opererà prevalentemente personale adibito alla vigilanza tecnica ed alla manutenzione del sensore radar e degli apparati elettronici per le comunicazioni installati nel sito, i cui segnali non saranno più indirizzati alla coubicata "sala operativa", che sarà chiusa, bensì trasmessi verso le sale operative di altri Gruppi Radar, i quali acquisiranno i compiti di sorveglianza all'interno della porzione di spazio aereo nazionale attualmente di competenza del 34. Gruppo Radar. 
Per quanto riguarda la sede di via Elorina, l'ex-idroscalo "De Filippis" diverrà un "distaccamento" autonomo al quale saranno affidati compiti di supporto logistico alla sede di Mezzogregorio, ossia manterrà il ruolo svolto negli ultimi 50 anni. 
La cerimonia di ieri mattina all'ex idroscalo "De Filippis", peraltro presieduta dal colonnello Giancarlo Farina, comandante del Centro coordinamento Gram di Ferrara, non ha costituto il solo appuntamento per festeggiare degnamente il mezzo secolo del 34. Gruppo Radar. Ventiquattr'ore prima, infatti, negli spazi espositivi della Provincia regionale in via Roma, era stata inaugurata una mostra, che resterà fruibile fino a domenica 23, di cimeli, foto storiche, documenti, aeromodelli e divise, per mezzo dei quali si ripercorrono le pagine più significative dell'Aeronautica militare italiana.