Stanno andando avanti, stanno costruendo il loro “Ponte” fatto di colate di cemento, speculazione,
disprezzo per la democrazia. I cittadini che scenderanno in piazza l’8 agosto a Messina
non si opporranno semplicemente ad una singola opera, ma ad una concezione sbagliata, ad un modello perverso.
Noi il Ponte non lo vogliamo!
Dopo le straordinarie mobilitazioni degli anni scorsi e l'illusorio congelamento operato dal Governo Prodi, la mostruosa sagoma del Ponte è tornata a minacciare lo Stretto di Messina. E fa ancora più paura!
Non esiste un progetto definitivo, probabilmente mai ci sarà, ma già si vuole partire con le opere propedeutiche come lo spostamento dell'asse ferroviario di Cannitello e quel delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che dovranno collegare il Ponte: l’area dello Stretto trasformata in un immenso cantiere per un tempo indefinito, come è per la Salerno – Reggio Calabria ma con delle ripercussioni probabilmente ancor più pesanti.

La classe dirigente, incapace di organizzare un sistema dignitoso di servizi e di trasporto locale nello Stretto, usa la favola del Ponte come risoluzione di tutti i problemi. E mentre si sbandiera questo spauracchio, le Ferrovie dello Stato diminuiscono periodicamente il numero di corse, di navi e quindi di personale, la rivale-commare Caronte&Tourist da l'ennesima mazzata aumentando le tariffe per i non graditi pendolari, non si parla più del progetto di "Metropolitana del Mare" e gli aereoporti di Reggio e Catania degradano progressivamente.

Nonostante questo, siamo ancora costretti a sentire professoroni universitari che ci vengono a propinare il solito ritornello del Ponte che porterà "sviluppo", per chi e per cosa non ci è dato sapere!
Sicuramente non ne troverebbero vantaggio gli studenti ed i pendolari che attraversano quotidianamente lo Stretto, né la massa di disoccupati calabresi e siciliani che aspettano trepidanti l’apertura dei cantieri, mentre ne godrebbero le solite lobby, le multinazionali e le mafie. Non a caso, in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, il Governo decide di investire ancora nelle grandi opere e nel Ponte, invece di contrastare le migliaia di licenziamenti di cui abbiamo notizia ogni giorno.

 La manifestazione organizzata dalla “Rete No Ponte” è il frutto di un lungo percorso costruito negli anni che ora si arricchisce di una precisa richiesta, ri-orientare la spesa pubblica allontanandola da grandi opere inutili, dannose e non volute verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico dello Stretto.

Noi sappiamo che un sistema integrato di trasporto nello Stretto efficiente, realistico e pubblico è possibile,
attraverso il potenziamento e l’ammodernamento delle flotte navali, un migliore utilizzo dei porti e delle infrastrutture
ed una riorganizzazione complessiva dei collegamenti: opere sicuramente meno costose ed impattanti del Ponte,
ma con il valore aggiunto di creare molti più posti di lavoro duraturi. Per questo noi non vogliamo il Ponte
e parteciperemo in maniera convinta alla manifestazione dell'8 agosto a Messina,
dietro lo "storico" striscione del movimento NoPonte calabrese che tantissime piazze italiane ha attraversato.

A tutte e tutti quelli che per partecipare alla manifestazione dovranno attraversare lo Stretto,
diamo appuntamento nel piazzale antistante la stazione di Villa San Giovanni alle ore 15.30.
Già dalla sera prima il c.s.o.a. Cartella sarà Zona NoPonte:
musica, video e balli per la difesa dello Stretto!

C.S.O.A. CARTELLA
retenoponte