Brani piu' significativi dell'intervento del docente universitario
Pio Filippani Banconi
su cui tutti i partecipanti al convegno dell'Hotel Parco dei Principi si dichiarano d'accordo, dando cosi' l'approvazione all'attuazione della "strategia della tensione".

"...A) Su un piano piu'elementare disponiamo di individui i quali seppure bene orientati e ben disposti nei riguardi di un'ipotetica controrivoluzione, sono capaci di compiere un'azione puramente passiva. Questa prima, rudimentale rete potra' servire per una prima "conta" delle persone delle quali si potra' disporre nei diversi settori della vita attiva nazionale, le quali alla loro volta, formeranno lo "schermo di sicurezza" per gli appartenennti ai due livelli successivi

B) Il secondo livello potra' essere costituito da quelle altre persone naturalmente adatte e inclini a compiti che impegnino "azioni di pressione", come manifestazioni sul piano ufficiale, nell'ambito della legalita'...Queste persone, che suppongo potrebbero provenire da associazioni d'arma, nazionalistiche, irredentistiche, ginnastiche, di militari in congedo, eccetera, dovrebbero essere pronte ad affiancare come difesa civile le forze dell'ordine nel caso che fossero costrette ad intervenire per stroncare una rivolta di piazza.

C) A un terzo livello, molto piu' qualificato e professionalmente specializzato, dovrebbero costituirsi, in pieno anonimato fin da adesso, nuclei scelti di pochissime unita' addestrati a compiti di controterrorismo e di rotture eventuali dei punti di precario equilibrio... Questi nuclei, possibilmente l'un l'altro ignoti, ma ben coordinati da un comitato direttivo, potrebbero essere composti in parte da quei giovani che attualmente esauriscono sterilmente le loro energie... in imprese dimostrative che non riescono a scuotere l'indifferenza della massa.

D) Di la' da questi livelli dovrebbe costituirsi con funzioni "verticali" un consiglio che coordini le attivita' in funzione di una guerra totale contro l'apparato sovversivo comunista e dei suoi alleati..."

Altri interventi:

- dalla relazione introduttiva di Enrico de Boccard
"...Qualsiasi violazione compiuta dai comunisti, nel quadro della loro guerra rivoluzionaria nei confronti del "santuario", come per esempio il riuscire, da parte loro, sfruttando opportunita' d'eventi e debolezza dei governi, di inserirsi in una nuova maggioranza o peggio ancora a penetrare, non fosse che con un sottosegretario alle poste e telegrafi in un gabinetto ministeriale, costituirebbe un atto di aggressione talmente grave contro lo spazio politico vitale dello Stato, da rendere necessaria l'attuazione nei loro confronti di un piano di difesa totale. Vale a dire l'intervento deciso e decisivo delle Forze Armate..."

- dall'intervento di Guido Giannettini
"...Se sapremo finalmente aprire gli occhi sulla guerra rivoluzionaria, se sapremo reagire in maniera adeguata, allora, e soltanto allora, potremo riprenderci e vincere. Ma attenzione: e' tardi. Molto tardi. Siamo arrivati agli ultimi cinque minuti..."

- dall'intervento di Pino Rauti
"...alla scoperta della guerra sovversiva e della guerra rivoluzionaria deve seguire l'elaborazione completa della tattica controrivoluzionaria e della difesa..."

- dall'intervento di Giorgio Pisano'
"...Sappiamo che i comunisti sono pronti a scattare. Che cosa si oppone ad essi in questo momento? Niente. Il comunismo sta entrando lentamente nel sanruario... E' tempo di fare qualcosa che vada al di la' di questo convegno. Occorre adottare sistemi altrettanto rivoluzionari di quelli che usano i comunisti... Le forze Armate godono la mia e la nostra fiducia e sono pronte a fare miracoli, ma non basta..."