Grave rischio per il patrimonio culturale e naturale della città di Siracusa

Mittente Padre Rosario Lo Bello parroco in Siracusa

Al Centro per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO 7, Place de Fontenoy, 75352 – Paris 07 SP France
All’ UNESCO - Commissione Nazionale Italiana (CNI) Piazza Firenze n. 27, 00186 – Roma
Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO Via Boccalone 19, 44100 – Ferrara
Al Presidente dell’Associazione Sud Italia UNESCO On. Nicola Bono Via Roma, 31, 96100 – Siracusa
Alla Regione siciliana, Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione Via delle Croci 8, 90139 – Palermo
Alla Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Siracusa Piazza Duomo, 14, 96100 – Siracusa
 

  Il riconoscimento di Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica  come patrimonio mondiale dell’umanità ,avvenuto nel mese di luglio del 2005, aveva fatto sperare nella fioritura di una nuova stagione di sensibilizzazione  e competenze a cui avrebbero dovuto far seguito norme e azioni destinate alla tutela e la valorizzazione del 40° sito Unesco dell’Italia.
Purtroppo così non è stato e la mancata ricaduta culturale può essere dimostrata dalle previsioni urbanistiche del Piano Regolatore Generale di cui la città di Siracusa si è dotata.
Il PRG, pur godendo degli incomprensibili pareri positivi degli organi tecnici e di tutela, non è mai stato accolto dalla società civile perché di fatto ingiustificatamente aumenta il costruito devastando il territorio in ogni sua parte. Il tutto nell’età del recupero dei valori (si pensi al restauro e al ripristino funzionale e strutturale di intere  aree urbane, già attrezzate e servite, in molte parti d’Europa)  e nel delicato passaggio verso la sostenibilità di tutti gli interventi, compresi quelli destinati allo sviluppo turistico.
Purtroppo, proprio nella visione distorta dell’incremento delle attività turistiche, sono nati progetti di grande impatto paesaggistico e di grave danno per l’equilibrio naturale e storico dell’intero sistema territoriale . L’interramento e la cementificazione del Porto Grande, la nascita di ingiustificati e inutilizzabili quartieri dormitorio di periferia ispirati alla politica insensata degli anni sessanta, la devastazione della costa già compromessa nel suo delicato equilibrio geomorfologico, sono i segni più evidenti del degrado e della mancata comprensione del riconoscimento Unesco.
 La nascita del 40° sito Patrimonio dell’Umanità fa riferimento ad un “insieme” di testimonianze,  ad una “stratificazione” diffusa che supera i tremila anni , ad una “documentazione eccezionale” di carattere archeologico e persino letteraria.
Ma adesso, in questo preciso istante, i luoghi virgiliani del Plemmirio ondoso, il mare incontaminato di Enzo Maiorca , la terra degli odori forti e dei profumi delicati di Elio Vittorini, i luoghi visitati da Marco Tullio Cicerone , il territorio attraversato da Archimede ed Euripide, da Teocrito e da Platone, da San Paolo e Santa Lucia, da Antonello da Messina e da Caravaggio… si frantumano perdendo la propria identità sotto i colpi del piccone e gli spianamenti incondizionati di ruspe aggressive.
Se la devastazione continua, sarà la fine di Siracusa e della sua storia, sarà la fine di una parte indispensabile, insostituibile del Patrimonio dell’Umanità.
Affinché si blocchi l’azione distruttiva della fascia di rispetto del patrimonio naturalistico, artistico e archeologico , affinché vengano rispettati gli equilibri delicati di tutto il territorio aretuseo (sia rammentato  che a Siracusa sono i luoghi del mito di Aretusa e Alfeo, di Anapo e Ciane, nonché della Pillirina e di Saracinedda), chiediamo al Comitato Internazionale dell’Unesco di intervenire prontamente, sostenendo la battaglia che la società civile attraverso l’associazionismo libero conduce da diverso tempo.

Grati per la collaborazione e il sostegno i cittadini siracusani ringraziano.