Sentenza del Giudice                                                Pr.Nr. 3192/71-A-G-I.       Istruttore                                                                         Sezione 8
dr. Gerardo D'Ambrosio

                    TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
                         IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice Istruttore presso il Tribunale Civile e Penale di Milano he pronunciato la seguente SENTENZA nel procedimento.

                                                                               contro

1) CALABRESI LUIGI, nato a Roma il 14-11-1937.Elett.dom. pr.st.avv.
    Michele Lener, Galleria del Corso, 1 Milano
2)LOGRANO SAVINO, nato a Sinazzola (BA) il 16-1-1940, res. a Torino
   Via Padova N. 33.
    Elett. dom. pr-st,avv. Armando Cillario, Corso Porta Vittoria 31 Milano
3)PANESSA Vito Donato Antonio, nato a Gioia del Colle (BA), IL
   20-04-1927dom. a Milano in via Fatebene Fratelli n. 11 Elett. dom pr.st.
   avv Vincenzo Garofalo, Corso Matteotti n. 1 Milano
4)CARACUTA Vincenzo Antonio, nato a Martano. (LE) L' 1-5-1935, res a
 Bari in Via Cagnazzi n. 53. Elett,dom.pr.st.avv. Vincenzo Garofalo, Corso
 Matteotti n. 1 Milano
5) Mainardi Carlo Mario nato a Rosasco (PV) il 26-12-1922, dom. a Milano
    in via Fatebene Fratelli  n. 11. Elett.dom.pr.st.avv. Vincenzo Garofalo,
    Corso Matteotti n. 1 Milano
6)MUCILLI Pietro, nato a castiglione Messer Marino (CH) il 6-10-1927,
   res. a Milano in via delle Genziane n. 5. Elett.dom.pr.st.avv. Vincenzo
   Garofalo, Corso Matteotti n. 1 Milano
7) ALLEGRA Antonino nato a S, Teresa in Riva (ME) il 21-11.1924 res.
    in Milano in via delle Ande n. 14. Elett.dom.pr.st.avv.prof. Alberto Crespi
    Via Verga n. 14 Milano
8)SMURAGLIA Carlo, nato ad Ancona il 12-08-1923 res. a Milano
   in Piazza Belgioioso n. 1

IMPUTATI

CALABRESI LUIGI - LOGRANO SAVINO - PANESSA VITO - CARACUTA GIUSEPPE - MAINARDI CARLO -MUCILLI PIETRO:

A) Del reato previsto e punito dagli articoli 110, 112, n. 1, 575, 61 C.P. per
   per avere in Milano in concorso tra di loro e, cioè, in numero di persone
   superriore a 5, con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti alla loro
   qualifica di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, cagionato la morte di PINELLI
   Giuseppe, avvenuta alle ore 1,50  del 16 dicembre 1969 a seguito di
   precipitazione da una finestra del 4° piano della Questura di Milano.

ALLEGRA ANTONINO:

B) del reato previsto e punito dall'art c.p. perchè, nella sua qualità di
     Commissario Capo di P.S. dirigente l'Ufficio politico della Questura
     di Milano, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni, procedeva allo
     arresto illegale dell'anarchico PINELLI Giuseppe, trattenendo lo stesso
     nei locali della questura in istato di fermo dalla sera del 12 fino alla notte
     tra il 15 e il 16 dicembre 1969 e. cioè per un tempo ben superiore a quello
     strettamente necessario per il suo interrogatorio, omettendo di farlo
     tradurre immediatamente nelle carceri giudiziarie a disposizione del
     Procuratore della Repubblica e comunicando a quest'ultimo la notizia
     dell'avvenuto fermo con notevole ritardo rispetto al momento in cui
     il fermo di Polizia Giudiziaria si era effettivamente verificato.

SMURAGLIA CARLO:

C) del reato previsto e punito dall'articolo 368, I° e II° comma c.p.
     per avere, con denunzia da lui sottoscritta e presentata al Procuratore
     Generale di Milano il 23 giugno 1971, incolpato dei delitti di omicidio
     volontario, violenza privata, sequestro di persona, abuso di ufficio
     e abuso di autorità, pur sapendolo innocenti, Allegra Antonino,
     Calabresi luigi,, Mainardi Carlo,, Panessa Vito, Caracuta Giuseppe,
      Mucilli Pietro, e Lograno Savino.

CALABRESI LUIGI:

 inoltre, in alternativa al reato di cui alla lettera A):
D) del reato previsto e punito dagli articoli 41 p.p 589 p.p C.P.
     perchè, in Milano, concorreva a causare per colpa la morte di PINELLI
    Giuseppe, avvenuta in seguito di lesioni da precipitazione alle ore 1,50
    del 16 dicembre 1969, in quanto nella sua qualità di funzionario addetto
    Ufficio politico della Questura di Milano, che aveva ricevuto dal dirigente
    dell'Ufficio stesso l'incarico di interrogare la persona sopra indicata,
    custodita in stato di fermo nei locali della Questura stessa, circa i rapporti
    intrattenuti con Valpreda Pietro (indiziato come autore della strage
    verificatasi in Milano il 12-12-1969 nella sede della Banca Nazionale
    dell'Agricoltura) e dopo che nel corso del lungo interrogatorio erano
    state rivolte al Pinelli, da lui e dal dirigente dell'Ufficio, domande e
    contestazioni ad "effetto" dalle quali avrebbe potuto derivare
    all'interrogato il convincimento che la Polizia era a conoscenza di gravi
    elementi a suo carico in ordine a sue eventuali responsabilità per la
    strage di cui sopra o per precedenti attentati dinamitardi o, comunque,
    in ordine alle responsabilità di elementi anarchici in relazione alla strage
    predetta, ometteva, a interrogatorio ultimato, di impartire le opportune
   disposizione per la vigilanza e la custodia del fermato e, in paricolare,
   ometteva di disporre che lo stesso venisse adeguatamente custodito
   in un locale interno dell'edificio a tal uopo adibito o venisse,
   quanto meno, strettamente sorvegliato a vista da personale
   specificatamente incaricato, cosicchè il Pinelli rimasto in sua momentanea
   assenza in condizioni di relativa libertà di movimento nella stanza con
   finestra a balcone dove lìinterrogatorio si era svolto, poteva, con mossa
   improvvisa e tale da prevenire il possibile intervento delle altre persone
   casualmente presenti nell'ufficio stesso, precipitarsi dalla finestra sita
al quarto piano dell'edificio.
 
 
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conclusioni
altre imputazioni
dispositivo