Guasto all’oleodotto, fuoriuscito greggio nelle campagne del siracusano
Nella valle del Tellaro come nel delta del Niger, L'ENI devasta il territorio.
18 gennaio 2010

Una falla si è aperta in una tubatura di un oleodotto della Eni Med utilizzato per il trasferimento di petrolio grezzo da Ragusa ad un deposito di contrada Mostringiano, a Siracusa. Il greggio fuoriesce da ieri sera in una zona in campagna fra Palazzolo Acreide e Rosolini vicino a Noto. Sono intervenuti i vigili del fuoco e i tecnici dell'Eni per tentare di riparare il guasto. La perdita è stata ridotta. Si scava adesso per individuare la causa che ha provocato la perdita. Il greggio è stato diluito nel terreno dalle piogge cadute nella zona.

"La notizia dello sversamento di greggio dall'oleodotto Enimed Ragusa-Priolo, lungo valle del Tellaro in territorio di Noto, conferma la tesi sostenuta da anni, sul progetto delle trivellazioni Panther nel Val di Noto, secondo la quale le condutture sarebbero non solo dannose per l'insalubrità dell'aria, ma anche incompatibili con lo sviluppo di questo territorio che fonda il proprio benessere su prodotti agricoli di qualità e su un patrimonio di beni monumentali di inestimabile valore". Lo ha detto Fabio Granata, deputato del Pdl. "Il nostro è un modello di sviluppo in continua espansione che viene tutelato dalla comunità locali e - ha aggiunto - che rifiuta ogni tentativo di calare dall'alto decisioni che muterebbero il dna dell'area trasformandola in un'anonima periferia suburbana destinata all'abbandono, senza salvaguardare le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati". "Non si patisca in maniera inerme di fronte alle promesse di risarcimento di qualche migliaia - ha osservato - di euro che sarebbero solo una ulteriore violenza contro la civiltà e contro la natura".

Si sta lavorando ancora nelle campagne in contrada Tagameli, nel cuore del Val di Noto una delle aree patrimonio dell'Unesco, dove si è verificata una fuoriuscita di idrocarburi da una condotta della Eni Med per il trasferimento di petrolio grezzo da Ragusa a un deposito di Priolo, nella zona industriale di Siracusa. Non è stato ancora possibile accertare l'esatta entità di greggio che fuoriuscendo dalla falla apertasi nell'oleodotto (che corre a una profondità di circa 3 metri) si è sparso nel terreno ma anche in un torrente che confluisce poi nel fiume Tellaro. L'azienda, appena segnalata la perdita, ha subito provveduto a bloccare il flusso di prodotto nella condotta e per evitare che si possa disperdere altro greggio è stata creata una sorta di vasca di accumulo provvisoria, in attesa della riparazione dell'oleodotto. Sull'incidente la procura di Siracusa ha avviato un'indagine che è coordinata dal sostituto procuratore Andrea Palmieri. A far scattare l'allarme è stata la segnalazione di un coltivatore della zona che ha notato la presenza sul proprio fondo di chiazze di petrolio. Oltre ai sopralluoghi effettuati dai tecnici di Eni Med e dai vigili del fuoco, c'é stato anche un sopralluogo dei tecnici del Comune di Noto. "Dopo l'accertamento delle cause - ha spiegato il sindaco Corrado Valvo - il comune di Noto presenterà una dettagliata denunzia per tutti i danni materiali e di immagine. L'attenzione dell'amministrazione comunale all'ambiente è massima".
 
SVERSAMENTO IDROCARBURI, INTERVIENE FABIO GRANATA
18 gennaio 2010 - "La notizia dello sversamento di greggio dall'oleodotto Enimed Ragusa-Priolo, lungo valle del Tellaro in territorio di Noto, conferma la tesi sostenuta da anni sull'incompatibilità delle trivellazioni su un territorio di inestimabile valore storico e paesagistico". Fabio Granata (foto a sinistra) interviene sullo sversamento di idrocarburi che da ieri sera tiene impegnati i vigili del fuoco di Palazzolo e Noto insieme ai tecnici di Enimed per tamponare una fuoriuscita di idrocarburi da una falla dell'oleodotto utilizzato per il trasferimento di petrolio grezzo da Ragusa ad un deposito di contrada Mostringiano, a Siracusa. Gia' ieri i tecnici sono riusciti a ridurre la perdita. Si scava adesso per individuare la condotta e le cause che hanno causato la perdita. Intanto ci si interroga sui danni che tale evento crea al territorio. Il noto esponente del PDL afferma che "bisognerebbe riflettere sull'attivita delle trivellazioni Panther nel Val di Noto, e sulla pericolosità delle condutture che sarebbero, non solo dannose per l'insalubrita' dell'aria, ma anche incompatibili con lo sviluppo di questo territorio che fonda il proprio benessere su prodotti agricoli di qualita' e su un patrimonio di beni monumentali di inestimabile valore". Il deputato del Pdl aggiunge che : "Il nostro e' un modello di sviluppo in continua espansione che viene tutelato dalla comunità locali e - ha sottolineato - che rifiuta ogni tentativo di calare dall'alto decisioni che muterebbero il dna dell'area trasformandola in un'anonima periferia suburbana destinata all'abbandono, senza salvaguardare le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati. Non si patisca in maniera inerme di fronte alle promesse di risarcimento di qualche migliaiadi euro - ha concluso Granata - che sarebbero solo una ulteriore violenza contro la civilta' e contro la natura". Il Comune di Noto verificherà la portata del danno verificatosi a seguito dello sversamento in località Tagameli. "Oggi è stato effettuato un sopralluogo - fa sapere l'amministrazione netina - per accertare che tipo di conseguenze possano derivare all'ambiente, e soprattutto ai fiumi, dalla fuoriuscita che ha già invaso le campagne circostanti". Sulla vicenda è intervenuto lo stesso sindaco :"Dopo l'accertamento delle cause - dice Corrado Valvo - il comune di Noto diffiderà i responsabili e presenterà una dettagliata denunzia per tutti i danni materiali e di immagine che da tale increscioso atto di imperizia e negligenza hanno creato al territorio. L'attenzione dell'amministrazione all'ambiente - conclude il sindaco - è massima e non è tollerato per nessuno poter avere "disattenzioni" o commettere atti che possano determinare ulteriori danni ambientali".


ENTE FAUNA SICILIANA  (Onlus) Fondata il 31 gennaio 1973 SEGRETERIA REGIONALE
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ENTE FAUNA su sversamento petrolio nella Valle del Tellaro
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19.01.2010
L’emergenza sembra passata ma i danni ambientali causati dalla fuoriuscita di petrolio allo stato grezzo dall’oleodotto Ragusa-Priolo Mostringiano che, a quanto pare, per uno smottamento del terreno, favorito dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi, ha determinato l’incidente di lunedì 18 scorso con lo sversamento in un piccolo corso d’acqua affluente del fiume Tellaro, sono ancora da quantificare. L’evento, oltre ad allarmare gli imprenditori agricoli della zona interessata, ha preoccupato anche noi che del territorio ibleo abbiamo continua attenzione ed interesse. Questo incidente è, ancora una volta, una testimonianza lampante che la strada all’industrializzazi one del nostro territorio, votata da qualcuno, ha dei grossi limiti in quanto, con le fragilità ambientali esistenti, questo rischia di subire sempre più danni irreversibili.

Nel recente passato, la texana Panther Oil aveva provato ad avviare un nuovo sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Questo scellerato tentativo, appianato dal governo regionale di allora, che aveva visto alzare contro gli scudi da parte di tutti noi ambientalisti oltre che dalle popolazioni locali, oggi confermano ancor di più che le manifestazioni e i convegni di allora, per dare l’altolà ai petrolieri, erano sacrosanti.

Dopo questo ennesimo scempio invochiamo la politica a dare le definitive e giuste direttive per l’affermazione di uno sviluppo sostenibile che questa provincia merita.

Noi  crediamo che oggi l’idea dell’istituzione del Parco degli Iblei diventi sempre più attuale e che ciò sia imprescindibile per il futuro di questo territorio legandolo alla salubrità quale “marchio di qualità” dello stesso.