Bipolarista e Maggioritario: PD, un progetto sbagliato:
"Il PD cui pensiamo é un partito di centrosinistra, artefice e attore del consolidamento del bipolarismo,
che riafferma la sua vocazione maggioritaria intenendola non come sterile e velleitaria autosufficienza ma come capacità
di proporsi credibilmente quale perno e motore di un sistema di alleanze costruito a partire dalla propria autonomia politico
culturale e dalla propria elaborazione programmatica e tale da offrire una proposta di governo coerente e affidabile."

E' un brutto vizio dei partiti: quello di uccidere la democrazia:
Annullare la possibilità di una effettiva partecipazione alla formazione delle scelte politiche,
uccidere tutto cio' che si  avvicina ad una "democrazia diretta" che veda i cittadini,
non solo come elettori, ma, come attivi partecipi ala vita della società.

Ed allora si inventa il "Bipolarismo" che vorrebbe uccidere tutte le espressioni politiche non allineate, legittimando due soli partiti, entrambe espressione, diversificata, degli stessi interessi. Si inventano "leggi truffa che instaurano il "Maggioritario,
per meglio cancellare tutte quelle differenti formazioni politiche che legittimamente vorrebberero avere rappresentanza politica
che dia voce alle proprie istanze. Questo il disegno portato avanti da Silvio Berlusconi, questo il disegno
sposato ed avallato dai "Partiti Progressisti", questo il disegno del "Partito Democratico":

Primarie del PD del 25 ottobre 2009
Documento di sostegno alla candidatura a segretario nazionale del PD 
di Dario  Franceschini e a segretario regionale Siciliano di Peppino Lupo

    Il prossimo congresso costituisce per il Partito Democratico un appuntamento decisivo. Il PD dovrà acquisire un profilo nitido, un'identità definita e chiara, una fisionomia organizzativa corente ed efficace. Si tratta di un passaggio cruciale per il nostro partito e importantissimo per la democrazia italiana, la cui stessa tenuta e il cui sviluppo richiedono la presenza e il ruolo di una grande e moderna forza riformista.
A questo appuntamento iscritti e militanti devono disporsi con la piena consapevolezza della sua importanza e con la capacità di svincolarsi dalle appartenenze del passato per dare compiutamente luogo alla costruzione del soggetto politico nato dalle primarie di due anni fa.

    Il PD cui pensiamo é un partito di centrosinistra, artefice e attore del consolidamento del bipolarismo, che riafferma la sua vocazione maggioritaria intenendola non come sterile e velleitaria autosufficienza ma come  capacità di proporsi credibilmente quale perno e motore di un sistema di alleanze costruito a partire dalla propria autonomia politico-culturale e dalla propria elaborazione programmatica e tale da offrire una proposta di governo coerente e affidabile.

    Il PD cui pensiamo è un partito solido e strutturato, capace di offrire luoghi di patecipazione vera e attiva e opportunità di decisione autentiche ai suoi iscritti, ma consapevole del mutamento profondo intervenuto da tempo nel modo di vivere la militanza e la partecipazione politica, e quindi convinto della necessità di valorizzare forme nuove di rapporto con i cittadini e gli elettori quali le primarie aperte, che vanno confermate nel ruolo di meccanismo ordinario di selezione dei gruppi dirigenti.
 

    Il PD cui pensiamo è un partito laico, che intende essere non un mero contenitore dele culture di provenienza dei suoi aderenti ma il luogo in cui si persegue e si realizza la sintesi delle diverse posizioni e si elaborano, nei vari campi, proposte adeguate ai problemi, spesso inediti, che ci si trova ad affrontare nella pratica politica quotidiana.

    Il PD cui pensiamo è un partito che scommette sull' innovazione, il merito e la qualità a partire da sé  stesso, dalla propria fisionomia organizzativa e dalla propria capacità di promuovere l'affermazione di una nuova e autorevole classe dirigente, e si propone come interlocutore dei soggetti dell'innovazione nella società, nell'economia e nella cultura, assumendo quindi come centrale la questione della conoscenza, dei saperi, del sistema formativo come fattori di crescita, modernizzazione  e sviluppo della società, anche e soprattutto di quella meridionale e siciliana.
 

    Il PD cui pensiamo è un partito che riconosce il protagonismo dei territori e intende farsene partner politico puntando sullo sviluppo locale e investendo sulla green economy come fonte di ricchezza, coinvolgendo in un progetto di sviluppo autopropulsivo imprenditori e lavoratori e costruendo con essi gli anticorpi sociali e culturali all'illegalità e alla mafia, questioni cruciali per la crescita civile e lo sviluppo della nostra terra

    Il PD cui pensiamo è un partito capace di valorizzare l'autonomia e la responsabilità delle proprie strutture ai vari livelli ma tutelando l'organicità complessiva della sua proposta nazionale, nella quale la questione meridionale, e i problemi specifici della Sicilia dovranno ricevere attenzine e considerazione assai maggiore di quanto non sia finora avvenuto. 
In Sicilia pertanto il PD dovrà far valer la sua necessaria autonomia per costruire una proposta politica che sappia interpretare le esigenze reali della società siciliana, individui in essa i propri interlocutori nei soggetti più interessati al cambiamento e al'innovazione, organizzi un campo di alleanze coerente con il proprio progetto, promuova un effettivo ed ampio rinnovamento delle classi dirigenti. Ciò può avvenire fin d'ora interpretando con intelligenza e senza ambiguità il ruolo di opposizione che il voto ci ha assegnato e lavorando per costruire relazioni forti con i settori più vitali e moderni della Sicilia. Il tema delle alleanze  non può che essere successivo e conseguente al raggiungimento di una compiuta definizione della nostra identità, e va affrontato senza dare la paradossale impressione di dividersi  fra sostenitori dell'alleanza con l'UDC  e simpatizzanti di Lombardo ma aggregando attorno alla nostra  proposta politica uno schieramento che rappresenti e coinvolga le molte energie sane presenti nella politica e nella società siciliana. 

    Di questo PD che vogliamo riconosciamo i tratti nelle proposte della mozione nazionale presentata da Dario FRANCESCHINI e nella mozione regionale presentata da Giuseppe LUPO che ne recepisce i contenuti e li specifica con riferimento alla realtà siciliana. Ad essi pertanto, in vista del congresso, va il nostro appoggio e l'impegno a sostenerne le candidature alle cariche di segretario nazionale e regionale.

Siracusa, primi firmatari:
Franzo Bruno, Alesandro Zappulla, Carmen Castelluccio, Marika Cirone Di Marco, Roberto Fai,
Angela Falletta, Minimo Fortunato, Salvatore La Terra, Salvo Lombardo, Pino Pennisi,
Paolo Randazzo, Paolo Rubera, Lucia Rita Storaci, Salvatore Zanchi.