«Occorre consolidare
e rafforzare i segni di ripresa e far fronte alle tante difficoltà
e incognite... Ma, chiedo, se invece si va verso un vuoto politico e verso
un durissimo scontro elettorale, quali possono essere le conseguenze per
il Paese?». È uno dei passaggi dell’intervista in esclusiva
al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pubblicata oggi su l’Unità,
nella quale vengono affrontati tra l’altro i temi della crisi e della campagna
contro il presidente della Camera.
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la residenza di Pino e Adriana, gli amici che come negli anni scorsi hanno ospitato un caro amico “importante”, e non solo perché è il presidente della Repubblica, ma perché tale lo è da sempre. Se n’è appena andato il sindaco. Le isole hanno il grosso problema dei collegamenti. La vicenda Tirrenia sta andando come si sa. Giorgio Napolitano, al termine del suo soggiorno strombolano, solo otto giorni, nei quali il riposo si è inevitabilmente intrecciato con le notizie della calda estate della politica, parla volentieri del suo antico amore per l’isola ma anche dell’inquietudine che ha accompagnato la vacanza. Inquietudine e incertezza che avvolgono e rischiano di paralizzare un paese che sta vivendo una sia pur lieve ripresa «in un sempre critico quadro mondiale» e che potrebbe invece trovarsi a fare i conti «con la gelata delle elezioni». |
l'intervista integrale
Presidente, dunque è già
sulla via del ritorno?
«Ho trascorso otto giorni
di riposo come si possono trascorrere qui a Stromboli, un luogo di straordinario
incanto e distacco, sempre accogliente e discreto. Ma ciò non toglie
che mi sia sentito e mi senta molto inquieto per le vicende politiche di
queste due settimane e per le loro implicazioni istituzionali».
Il dialogo, il confronto costruttivo
che lei ha sempre auspicato sembrano essere
stati cancellati dal vocabolario
della politica. Come sta vivendo questi momenti?
«Debbo innanzitutto rilevare
come sia ancora una volta scattato un clima di polemiche e contrapposizioni
esasperate sul piano politico e come si stia diffondendo in generale un
senso di grave precarietà e incertezza per quel che può accadere
sul piano della governabilità, della capacità di risposta
delle istituzioni ai problemi del paese. Ci sono in Italia segni recenti,
positivi e incoraggianti, di ripresa produttiva, di ritorno alla crescita
pur se il quadro mondiale resta critico: occorre però consolidarli
e rafforzarli e far fronte alle tante difficoltà e incognite che
restano, farvi fronte con visioni politiche e azioni di governo adeguate
e coerenti. Ma, chiedo, se invece si va verso un vuoto politico e verso
un durissimo scontro elettorale quali possono essere le conseguenze per
il paese?»
Una domanda la sua che in troppi
non sembrano porsi.
«Eppure è proprio
di qui che dovrebbe partire la riflessione di tutte le forze politiche».
Ma lo scontro aperto all’interno
della maggioranza
le sembra che tenga conto delle
conseguenze?
«Certo, si è aperto
un serio conflitto politico dentro la coalizione uscita vincitrice dalle
elezioni del 2008 e quindi dentro la maggioranza di governo. Non posso,
naturalmente, entrare nel merito di quel conflitto né esprimere
valutazioni o previsioni circa la sua possibile composizione. Le mie responsabilità
istituzionali entreranno in giuoco solo quando risultasse in Parlamento
che la maggioranza si è dissolta e quindi si aprisse una crisi di
governo. Compirò in tal caso tutti i passi che la Costituzione e
la prassi ad essa ispiratasi chiaramente dettano. Sarebbe bene che esponenti
politici di qualsiasi parte non dessero indicazioni in proposito senza
averne titolo e in modo sbrigativo e strumentale».
Un altro esercizio di questi
giorni è l’attacco al presidente della Camera...
«Ho sempre ritenuto che
nessun contrasto politico debba investire impropriamente la vita delle
istituzioni. Perciò è ora che cessi una campagna gravemente
destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare
il Presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale
che egli è chiamato ad assolvere per la continuità dell’attività
legislativa».
Presidente nel giorno in cui
lei fa ritorno a Roma qual è l’invito che vuole rivolgere
ai tanti protagonisti di una
stagione conflittuale che sembrano intenzionati a continuare
in questa dannosa contrapposizione?
«Questo è il momento
di abbassare i toni, di compiere uno sforzo di responsabile ponderazione
tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità
della vita istituzionale, guardando al paese che ha bisogno di risposte
ai propri problemi anziché di rese di conti e di annunci minacciosi
nell’arena politica cui non consegua alcuna prospettiva generatrice di
fiducia».
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