Niscemi, il Muos non si deve costruire e le antenne NRTF si devono smantellare
Basta con le prese in giro:
Smilitarizziamo la riserva Sughereta di Niscemi

L’esito della riunione sul MUOS, tenutasi ieri, fra il presidente della regione Crocetta e il governo Monti - presente all’incontro insieme al Ministro Cancellieri e vari altri componenti di un esecutivo privo di qualsiasi consenso popolare e che continua incredibilmente a prendere gravi provvedimenti, ben oltre l’ordinaria amministrazione cui dovrebbe limitarsi – è l’ennesimo atto di sudditanza agli Stati Uniti, l’ennesimo tentativo di imporre alla popolazione siciliana il megaradar e le sue drammatiche conseguenze.

Invece di insistere sul blocco dell’installazione, i cui effetti dannosi sulla salute e sull’ambiente sono ormai largamente provati, e che ancora una volta renderà la Sicilia un avamposto di guerra, il funambolico Crocetta trova l’accordo al ribasso con Monti: una commissione di esperti valuterà  “l’impatto sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. La installazione delle parabole non avverrà prima che siano disponibili i risultati di tale studio”.

Il verbale della riunione conferma, dunque, che previo un ossimorico “studio approfondito e in tempi brevi”, l’installazione del MUOS avverrà, e alla popolazione verranno concesse, in cambio di tumori e malformazioni, le “misure di compensazione previste”.

A conclusione di questo grave accordo tra Crocetta, che smentisce nei fatti la revoca, e Monti, che continua ad imporre vergognosi provvedimenti di politica internazionale che non competerebbero più al suo governo, l’impegno ad “assicurare il rispetto della legalità per garantire il regolare accesso del personale in servizio”, ovvero a reprimere blocchi stradali e manifestazioni… un bell’esempio di “rivoluzione crocettiana”!

Tutto ciò rafforza le ragioni dell’impegno contro il megaradar e della grande manifestazione nazionale di sabato 30 marzo a Niscemi, per la smilitarizzazione della Sicilia e contro l’installazione del MUOS.

circolo città futura - la segretaria Santina Arena tel. 340.0028007
 

No al MUOS Ora e Sempre
Comunicato stampa del 12 marzo 2013

Le recenti dichiarazioni concernenti l’incontro dell'11 marzo fra Governo e Regione siciliana sono alquanto inquietanti:

1) La base di Niscemi è Usa e non NATO. Per 22 anni, secondo il principio di extraterritorialità, i militari Usa hanno devastato impunemente la Sughereta, approfittando della latitanza/collusione di chi ci ha governato a livello locale, regionale e nazionale (particolari responsabilità hanno i due politici siciliani Ignazio La Russa e Raffaele Lombardo)

2) La salute dei cittadini di Niscemi e dei paesi limitrofi, già colpita dal polo chimico di Gela, è stata violata dalle 46 antenne NRTF, in barba al “principio di precauzione” garantito da norme nazionali e internazionali

3) I rilievi dell'ARPA Sicilia in questi anni sono stati boicottati dai militari Usa e ciò nonostante, grazie alle note fornite da qualificati scienziati del Politecnico di Torino sono emerse costanti violazioni dei limiti di legge

4) Non ci fidiamo assolutamente dell'obiettività di autorità scientifiche “indipendenti”, spesso sensibili alle pressioni del complesso militare industriale, delle transnazionali della telefonia e dei poteri forti. Addirittura nella base Usa di Niscemi lavorano ditte sprovviste della certificazione antimafia, mentre si nega l'accesso alla stessa Arpa e ai rappresentanti istituzionali.

La fase di verifica sulla pericolosità del MUOS è superata dalle lotte di questi mesi, mentre da decenni è più che verificato che le 46 antenne abbiano gravemente danneggiato la salute dei niscemesi.

Il coordinamento regionale dei comitati No MUOS, dopo l'incoraggiante riuscita della manifestazione del 6 ottobre scorso e alla luce della crescente partecipazione popolare al presidio permanente in contrada Ulmo e ai blocchi dei lavori nella base della morte, fa appello alla vigilanza per evitare che i media diffondano notizie tranquillizzanti, quando invece ci si prepara a una svolta repressiva dei blocchi per arrivare alla fine alla revoca della revoca (per la precisione è ancora in corso l'avvio del procedimento di revoca).

Finché i mezzi della Comina saranno all’interno della base, gli operai continueranno ad essere fermati fuori dai cancelli e invitati a tornare indietro. E così sarà anche per quegli operai che i militari americani “veri” tentano di mascherare da marines, di fatto venendo meno agli impegni assunti con le autorità italiane, arrivando persino a beffare pure la polizia italiana, come il questore ha dichiarato nel corso di un incontro l’8 marzo scorso.

L'opposizione delle popolazioni siciliane al MUOS e alle 46 antenne della base NRTF non può essere elusa, né delusa: oltre ai danni ad ambiente e salute, già ampiamente documentati, per i quali non occorrono ulteriori verifiche, proprio come ha deliberato l'ARS, vi sono mille altri motivi per avviare lo smantellamento del sito. Ne accenneremo solo tre:

    c'è una questione di sovranità territoriale: anche se si dimostrasse, per assurdo, che l'impianto fa bene alla flora e alla fauna e pure alla salute dei cittadini irradiati, la popolazione non lo vuole.

    vi è pure una questione che riguarda davvero la sicurezza nazionale: non lo vogliamo perché è un'arma potentissima perennemente puntata contro il nostro stesso territorio e la popolazione. Territorio e popolazione doppiamente a rischio: perché esposti alle micidiali emissioni e perché bersaglio di azioni belliche ostili e, soprattutto, perché l'Italia ripudia la guerra e il MUOS serve soltanto alla guerra

    non ultima vi è la questione ambientale. Non è legittimo abbattere decine di ettari di bosco della riserva Sughereta per far posto a 46 antenne e tre parabole da guerra inquinanti.

Siamo inoltre perfettamente consapevoli che è impossibile un controllo effettivo delle emissioni attualmente esistenti o una stima di quelle del MUOS senza la disponibilità di dati certi e pubblici di prima mano cui gli USA hanno impedito sinora l'accesso persino all'ARPA Sicilia.  Perciò ci lascia profondamente perplessi il dietrofront del presidente Crocetta che assoggetta una decisione assunta nei modi di legge e con le prerogative dell'autonomia siciliana ai tentennamenti del governo nazionale, interessato, prima di lasciare il campo a un altro esecutivo, solo a compiacere il complesso politico-militare-affaristico internazionale e non certo a favore degli interessi dei siciliani.

A trent'anni dalle grandi manifestazioni popolari contro gli euromissili a Comiso dobbiamo impedire che la Sicilia diventi sempre più una portaerei Usa per guerre neocoloniali.

I presidi e i blocchi dei lavori continuano, tutti/e a Niscemi il 30 marzo
 
 

                                                                                                                 Coordinamento regionale dei comitati NoMUOS
 

APPELLO per la manifestazione del 30 marzo a Niscemi contro il MUOS

Il 15 febbraio scorso, il console degli Stati Uniti d’America a Napoli ha reso nota la decisione delle autorità militari statunitensi di “sospendere” il trasporto di materiali e operai nel cantiere di contrada Ulmo dove è in corso l’installazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare della Marina Usa. Se si è però pervenuti finalmente al blocco dei lavori, richiesto unanimemente dalla popolazione siciliana e da decine di enti locali, da quattro consigli provinciali e dall’Assemblea regionale siciliana, è solo perché centinaia di donne, giovani e attivisti No MUOS hanno messo in atto per più di tre mesi la “revoca dal basso”, impedendo con i propri corpi che si portasse a conclusione il progetto di guerra globale e di devastazione del territorio ignorando colpevolmente  i gravi danni arrecati alla salute ed all’ambiente.
L’azione concreta e diretta di blocco dei lavori da parte dei Comitati resterà ancora la pratica fondamentale di opposizione al MUOS, accanto alle cento iniziative di mobilitazione e solidarietà che si svilupperanno in tutto il territorio italiano. E questo sino a quando il nuovo Governo e il Parlamento eletto a fine febbraio, prendendo atto della volontà popolare, non deliberino l’annullamento di ogni autorizzazione all’installazione in Sicilia del nuovo progetto di morte, imponendo contestualmente alla Marina militare Usa di smantellare i tralicci e le infrastrutture MUOS già realizzati in dispregio delle normative ambientali e paesaggistiche relative alla riserva naturale orientata “Sughereta” di Niscemi.
Ribadiamo ancora una volta che il Muos è uno degli strumenti chiave per assicurare il funzionamento dei sistemi di guerra di distruzione di massa, ad uso esclusivo delle forze armate Usa. Esso s’inquadra nel vasto programma di militarizzazione del territorio siciliano che vede in particolare la trasformazione della stazione aeronavale di Sigonella in “capitale mondiale” dei droni, i famigerati velivoli senza pilota che USA, NATO e forze armate italiane utilizzano quotidianamente negli scenari di guerra africani e mediorientali per uccidere a distanza, impunemente e indiscriminatamente. Si tratta altresì di un impianto assai nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue microonde provocherà gravissime patologie: tumori di vario tipo quali leucemie infantili, melanomi, linfomi; infarti, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni del sistema immunitario. Esso grava inoltre su un territorio già devastato dal Petrolchimico di Gela e dalle 46 antenne della base della marina militare USA NRTF, operanti anch’esse all’interno della Sughereta, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge.
Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è verosimilmente la causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è, soprattutto, uno strumento di guerra e di morte.
Noi, Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS :

    Vogliamo che si revochi immediatamente l’installazione del MUOS e che si smantellino le 46 antenne NRTF;
    Vogliamo la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionale;
    Vogliamo che il governo, che taglia le spese sociali aumentando ogni genere di tasse e imposte per salvare il capitale finanziario e il debito delle banche, tagli invece le spese militari;
    Vogliamo che la Sicilia sia una culla di Pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.

Facciamo appello per una grande manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 30 marzo con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 (Niscemi-Caltagirone) contrada APA, da dove un corteo sfilerà fino all’ingresso principale della base americana Muos e NRTF. In serata ore 19,30 corteo in città con concerto ed interventi.


 Scarica l’appello da stampare e divulgare

Per adesioni e contatti
manifestazione@nomuos.infowww.nomuos.info