La chiesa decreta la fine del Governo Berlusconi
Monsignor Crociata, segretario della Conferenza episcopale italiana a un convegno ad Assisi:
"Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica, ma vegliare sull'etica."
Cei: "In arrivo nuovi assetti politici"
Appello di monsignor Miglio in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario a favore dell'unità del Paese:
"Senza il Sud l'Italia è più povera"

ASSISI - 18 settembre 2009
"Stiamo attraversando una crisi dai molteplici risvolti" dai quali emergeranno
"nuovi assetti e inedite prospettive che matureranno in questi mesi e in questi anni".
E' quanto ha detto questo pomeriggio monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, intervenendo al seminario nazionale su Carità, Verità, Sviluppo integrale, organizzato in questi giorni ad Assisi dal network di associazioni cattoliche "Retinopera", sulla scorta della terza enciclica del Papa, "Caritas in Veritate".

In questo frangente, ha aggiunto il prelato, sul versante della carità, della verità e dello sviluppo integrale
"i cattolici sono chiamati a intervenire con particolare urgenza". C'è la necessità, ha aggiunto, di sviluppare lo
"statuto di cittadinanza del cristianesimo nella vita e nella cultura contemporanea, grazie a uomini retti
che provengono dal vasto e complesso mondo cattolico, il cui contributo è importante e atteso per il bene comune
nel passaggio significativo e incerto di questi anni".

ha aggiunto il segretario generale della Cei: "Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati,
ma le compete un irrinunciabile dovere di annuncio, testimonianza e presenza",

"Non ci è concesso oggi semplicemente un 'di più di etica', un qualche discorso morale", ha proseguito monsignor Crociata, secondo cui "siamo invece spronati a sviluppare, in dialogo con tutte le persone di buona volontà, una nuova e approfondita riflessione sul senso e sui fini dell'economia e della stessa vita sociale", a partire dalla consapevolezza - come scrive Benedetto XVI - "che la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica e che ogni riflessione culturale diventa feconda se ha il coraggio di mettere in campo e di confrontarsi con la totalità dell'umano".
 
Altro autorevole intervento sulla politica italiana arriva oggi da monsignor Arrigo Miglio,
il presidente della Commissione sociale per i problemi sociali e il lavoro della Cei,
 ha lanciato una appello a favore dell'unità del Paese, riferendosi alle celebrazioni dei 150 dell'Unità d'Italia. 

"Noi siamo molto convinti delle ricchezze del valore delle ragioni del sud - ha detto mons. Miglio - della cultura del Sud,
dal punto di vista ecclesiale, umano, culturale, un'Italia separata in qualsiasi modo dalle regioni del Sud è un'Italia più povera e quindi è necessario lavorare perché il Paese resti unito pur nelle articolazioni federali entro la della Costituzione.

Vogliamo lavorare perché il Paese non si impoverisca".