G8 Genova 2001, assalto alla Diaz: un atto criminale
Genova 2010 condannati i vertici della polizia
L'appello ribalta sentenza di primo grado
Condanne per un totale di 85 anni di carcere a 25 dei 27 imputati.
Maroni difende agenti e funzionari
"Piena fiducia nella persone coinvolte"

Tra loro tutti i massimi esponenti delle forze dell'ordine.
Nel primo grado di giudizio, nel 2008, erano stati assolti in 16.

GENOVA 18 maggio 2010- I giudici della Terza sezione della Corte d'Appello di Genova hanno ribaltato la sentenza di primo grado 1 per i disordini e l'irruzione alla scuola Diaz del luglio 2001 a Genova. Tutti i vertici della polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27.

Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri è stato condannato a quattro anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi.
Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.

Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere. In primo grado furono assolti Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco e oggi capo dell'Antiterrorismo, Giovanni Luperi; Gilberto Caldarozzi e Spartaco Mortola.
 
Maroni difende agenti e funzionari
"Piena fiducia nella persone coinvolte"
Anche per il sottosegretario all'Interno Mantovano sarà la Cassazione a ristabilire
"l'esatta proporzione dei fatti e sciogliere ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza".
Cicchitto: "Ha vinto la tesi più estrema dei no-global"

ROMA 19 maggio 2010- Il governo fa quadrato intorno agli alti esponenti della polizia di Stato nei confronti dei quali la Corte d'Appello, ieri, ha emesso una condanna più severa 1 rispetto al primo grado in relazione alla "macelleria messicana", cioè le violenze compiute alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. "Resteranno al loro posto" dice il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. Perché questi uomini, insiste, "hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del Viminale". E perché quella della Corte d'Appello di Genova "è una sentenza che non dice l'ultima parola, in quanto afferma l'esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione". 

Parole che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni dice di sottoscrivere "al 100%". "Non ho niente da aggiungere se non ribadire la fiducia per le persone che sono state coinvolte e confermare le opinioni espresse e le valutazioni del Viminale" dice l'esponente leghista. 

Dopo undici ore di consiglio, ieri notte i giudici della terza sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Genova hanno condannato 25 imputati su 27 a quasi un secolo di carcere, compresi i gradi più alti della polizia, ribaltando, appunto, la sentenza di primo grado 2. Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere. 

A definire quel che accadde "macelleria messicana" non fu un no global. Fu Michelangelo Fournier, uno dei funzionari di polizia imputati (è stato prosciolto per intervenuta prescrizione, così come l'agente Luigi Fazio) per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz di Genova, la notte del 21 luglio 2001, il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani, ucciso durante l'assalto a una camionetta dei carabinieri. Disse che la scena che si era trovato davanti era quella di "una macelleria messicana". C'era sangue ovunque e gente terrorizzata e questo è documentato da centinaia di video, foto, testimonianze. La scuola era stata scelta dal Comune di Genova come ostello per giovani arrivati da tutta Europa. Al termine dell'irruzione dei poliziotti del Reparto Mobile di Roma, guidati da Vincenzo Canterini, oltre sessanta ragazzi rimasero feriti, alcuni dei quali in modo grave. La polizia arrestò 93 giovani, tutti poi prosciolti. Furono sequestrate due bottiglie molotov che, come hanno sancito ieri i giudici, erano state portate all'interno della scuola per giustificare gli arresti. 

E a proposito di quelle molotov, c'è un agente di polizia che esce completamente assolto dal processo di secondo grado: è Michele Burgio, che accompagnò il funzionario Pietro Troiani nella scuola per portare le bottiglie. Burgio è stato assolto dalle accuse di calunnia per non avere commesso il fatto e di trasporto di armi, perché il fatto non sussiste. 

Le immagini dei volti feriti, dei pestaggi, del sangue fecero il giro del mondo. La Corte d'Appello, ieri, ha detto che gli alti esponenti della polizia sapevano quel che sarebbe accaduto, e quel che accadde, quella notte alla Diaz. Che ci sono delle responsabilità. Mantovano esprime la sua fiducia, da ministro e quindi come membro dell'esecutivo, nei confronti degli uomini che la Corte ha ritenuto responsabili di quelle violenze ingiustificate. Questo non significa, aggiunge il viceministro, "che alla Diaz non sia successo nulla", ma la sentenza di primo grado "aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni", quindi Mantovano si dice "ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilirà l'esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione".

Insomma, gli ermellini spranno come rimettere ogni cosa al suo posto. E quei funzionari resteranno dove sono, ribadisce Mantovano, perché quello è un posto che "non si limitano a occupare" bensì "svolgono il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni". E poi, aggiunge il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, quella della Corte d'Appello è una sentenza che "criminalizza tutto e tutti, e fa propria la tesi più estrema dei no-global che è totalmente accusatoria nei confronti delle forze dell'ordine e del tutto assolutoria nei confronti di chi provocò danni gravissimi, morali e materiali, alla città di Genova".



Sentenza Diaz, 13 novembre 2008 furono assolti i vertici della polizia
Tredici condanne. L'aula grida: "Vergogna"
Nessuna condanna per i dirigenti che firmarono il verbale di perquisizione
Gratteri, Luperi e Calderozzi. Riconosciuti colpevoli i componenti del Settimo nucleo mobile
L'avvocato Biondi difensore di due imputati: "Sconfitto il teorema della procura"

GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all'interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni. 

La difesa. "E' sconfitto il teorema della procura", ha commentato a caldo l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini. Il pm non ha voluto rispondere quando gli è stato chiesto se presenterà ricorso contro la sentenza. 

Gli assolti. Il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Assolti, dunque, i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi. E insieme a loro Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro. Per ognuno di loro la pubblica accusa aveva chiesto quattro anni e mezzo ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale.

Il tribunale ha assolto inoltre per non aver commesso il reato o perché il fatto non sussiste Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto quattro anni ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. Assolti da ogni responsabilità anche Massimo Nocera, Maurizio Panzieri e Salvatore Gava. Nocera era accusato di aver simulato un finto accoltellamento e il pm aveva chiesto per lui quattro anni di carcere. 

I condannati. La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma. Quattro anni (di cui tre condonati) al suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini, accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni. Tre anni ai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè, è invece stato condannato a due anni di reclusione. 

Per la vicenda delle molotov introdotte all'interno della scuola invece, Pietro Troiani è stato condannato a tre anni e Michele Burgio a due anni e 6 mesi. Ambedue erano imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi. Infine Luigi Fazio è stato condannato a un mese di reclusione. 

Pene accessorie. Il tribunale ha anche comminato la pena accessoria di sospensione nei pubblici uffici a tutti gli imputati condannati per l'ammontare della stessa pena e a un anno per Fazio. Al ministero dell'Interno è stata poi comminata una provvisionale a favore delle oltre 70 parti civili per le lesioni riportate dai ricorrenti da un minimo di 5.000 a un massimo di 50.000 euro. 

"Vergogna". Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido "Vergogna, vergogna!" dai settori del pubblico che affollava l'aula. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione. 

Tra il pubblico erano presenti anche Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione della polizia, e il sindaco di Genova Marta Vincenzi. "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni", aveva detto il primo cittadino del capoluogo ligure prima della lettura della sentenza. 

Gli altri processi. Ora restano da discutere alcuni processi-satellite. Il primo è quello a carico di Canterini, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata per aver spruzzato gas urticante contro alcune persone radunate in corso Buenos Aires. 

Il secondo riguarda la carica avvenuta in quei tragici giorni in piazza Manin: in questo processo sono imputati quattro poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un terzo processo riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione alla Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l'udienza preliminare è fissata per il 25 novembre. 

I processi già celebrati. Il primo processo ad essere celebrato per i fatti del luglio 2001 è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i cinque mesi e gli 11 anni per 24 no global. Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. In questo caso, il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra cinque mesi e cinque anni.
 

Sette anni dopo i fatti di Genova, il verdetto del tribunale: chiesti 80 anni, condannati 24
Tra indulto e prescrizione, nessuno in prigione. I ministeri dovranno risarcire i danni
G8, a Bolzaneto non fu tortura, solo 15 condannati, trenta assolti.
La Procura: "Qualcosa di grave nella caserma è successo. Mai più fatti del genere"

ROMA 14 luglio 2008- A sette anni dalle violente nel "carcere provvisorio" di Bolzaneto, i giudici di Genova pronunciano la sentenza contro i 44 ufficiali, guardie carcerarie e medici imputati di aver sottoposto a sevizie più di duecento no global. Dopo dieci ore di camera di consiglio, il verdetto cancella l'ipotesi di crudeltà e tortura sostenuta dalla Procura. Assolve trenta imputati, ne condanna solo 15. Contro una richiesta di poco meno di 80 anni di reclusione, i giudici ne hanno inflitto solo 24 e, grazie alla prescrizione e all'indulto, nessuno dei condannati finirà in galera. 

G8: BOLZANETO - LE RICHIESTE DEI PM PER CIASCUN IMPUTATO

Queste le richieste di condanna dei pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati per i 45 imputati 

 
IMPUTATO  INCARICO  REATO RICHIESTA PM  SENTENZA
Antonio Biagio Gugliotta ispettore della polizia
penitenziaria
abuso d' ufficio, abuso di autorita' contro i
detenuti o arrestati, lesioni personali, percosse, ingiurie
5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione e interdizione perpetua
dai pubblici uffici
5 anni di reclusione
Massimo Luigi Pigozzi assistente capo della Polizia di Stato lesioni personali gravi 3 anni e 11 mesi 3 anni e 2 mesi di reclusione
Alessandro Perugini vicedirigente Digos questura di Genova abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea 2 anni e 4 mesi di reclusione
Anna Poggi commissario capo della polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea 2 anni e 4 mesi di reclusione
Oronzo Doria colonnello polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione assolto
Ernesto Cimino capitano del disciolto corpo degli agenti di
custodia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione assolto
Cap. Bruno Pelliccia comandante del personale del Servizio
Centrale Traduzioni della Polizia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione assolto
Franco Valerio ispettore superiore della polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Daniela Maida ispettore superiore della polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
2 anni e 6 mesi di reclusione 1 anno e 6 mesi di reclusione
Gianmarco Braini comandante del contingente dei carabinieri
del 9° Battaglione Sardegna, addetto al servizio di vigilanza
della camere di sicurezza 
abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali 2 anni e 9 mesi di reclusione assolto
Piermatteo Barucco sottotenente dei carabinieri abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali 2 anni e 6 mesi di reclusione assolto
Aldo Tarascio ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione assolto
Antonello Talu ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione assolto
Matilde Arecco ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione 1 anno di reclusione
Natale Parisi ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione 1 anno di reclusione
Mario Turco ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione 1 anno di reclusione
Paolo Ubaldi ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione 1 anno di reclusione
Maurizio Piscitelli carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Antonio Gavino Multineddu carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Giovanni Russo carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Corrado Furcas carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Giuseppe Serroni carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Mario Foniciello carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Reinhard Avoledo carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Giovanni Pintus carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Pietro Romeo carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Ignazio Mura carabiniere abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione assolto
Diana Mancini poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
6 mesi di reclusione assolto
Massimo Salomone poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
7 mesi di reclusione assolto
Gaetano Antonello  poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
1 anno e 4 mesi di reclusione 1 anno e 3 mesi di reclusione
Barbara Amadei poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
10 mesi e 20 giorni di reclusione 9 mesi di reclusione
Daniela Cerasuolo poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
8 mesi di reclusione assolto
Alfredo Incoronato poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
1 anno di reclusione 1 anno di reclusione
Giuliano Patrizi poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
7 mesi di reclusione 5 mesi di reclusione
Francesco Paolo Baldassarre Tolomeo poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
9 mesi di reclusione assolto
Egidio Nurchis poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
9 mesi di reclusione assolto
Marcello Mulas poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
9 mesi di reclusione assolto
Giovanni Amoroso poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
9 mesi di reclusione assolto
Michele Sabia Colucci poliziotto o agente di polizia penitenziaria abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
9 mesi di reclusione assolto
Giuseppe Fornasiere ufficiale di polizia
penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
assoluzione assolto
Giacomo Toccafondi medico abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
2 anni e 3 mesi di reclusione 1 anno e 2 mesi di reclusione
Aldo Amenta medico abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
10 mesi di reclusione
Adrana Mazzoleni medico abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Sonia Sciandra medico abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Marilena Zaccardi medico abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti
richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
         

Alessandro Perugini, l'ex numero 2 della Digos genovese, imputato in un altro procedimento perchè sorpreso dall'obiettivo di un fotografo mentre tirava un calcio in faccio ad un adolescente, la Procura aveva chiesto tre anni e mezzo. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Un altro vice-questore genovese, Anna Poggi, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti dal pm. Giacomo Toccafondi, il medico coordinatore del servizio sanitario a Bolzaneto, ha subito una condanna ad un anno e 2 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti dall'accusa. La sentenza più pesante è stata inflitta a Antonio Gugliotta, l'ispettore di polizia penitenziaria responsabile della sicurezza nella caserma: cinque anni, come richiesto dall'accusa, per aver picchiato con il manganello i giovani no global. Accolta la richiesta della Procura anche per Massimo Pigozzi l'agente accusato di aver lacerato la mano ad uno degli arrestati: 3 anni e 2 mesi contro i 3 anni e 11 mesi richiesti dai pm. 

Risarcimenti per quindici milioni. Tra gli assolti, l'attuale generale della polizia penitenziaria, Oronzo Doria, all'epoca dei fatti colonnello, che la Procura voleva condannato a 3 anni e mezzo. Condannato il ministero degli Interni e quello della Giustizia a pagare i danni materiali e morali subito dalle parti civili. In media, settantamila euro per ognuno delle 209 vittime accertate. In totale circa quindici milioni di euro. 

La Procura: "Qualcosa di grave è successo". Laconico e imbarazzato il commento della Procura alla sentenza shock: "E' stato riconosciuto che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto è successo", ha detto il pm Vittorio Ranieri Miniati che, insieme a Patrizia Petruzziello, ha sostenuto l'accusa. "Il tribunale - ha proseguito il magistrato - ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. E' stata comunque riconosciuta l'accusa di abuso d'autorità". 

"Mai più fatti del genere". Dura era stata la requisitoria della Procura: un elenco infinito e raccapricciante di "sofferenze fisiche e morali" inflitte senza "nessuna giustificazione": "Le persone erano arrestate; la guerriglia urbana era finita da tempo. Nessuno di loro - aveva spiegato la Procura ai giudici - si era ribellato o aveva fatto resistenza. Erano inermi". Eppure mancò "rispetto, e il riconoscimento dei diritti". Picchiati; umiliati; messi a carponi e fatti abbaiare come cani; offesi; costretti a stare ore su una gamba soa; rapati o insultati. "Speriamo - aveva concluso la requisitoria il pubblico ministero - che nel nostro Paese non si ripetano mai più fatti del genere".