Chi ha ucciso Carlo Giuliani ?
Una leggenda metropolitana vuole immortalato ogni attimo degli avvenimenti
genovesi del luglio 2001. Come tutte le leggende contiene un elemento di verita',
anzi piu' di uno. Migliaia di cineprese digitali, decine di migliaia di macchine
fotografiche. Tutto vero.

Potremmo assumerla come vangelo, se non fosse che tra sapere dell'esistenza
dei documenti ed averli sotto mano c'e' una certa differenza. Diciamo che la leggenda
e' vera, ma e' inutile se non gira il materiale.

Poi, per fortuna, ci sono le buone giornate.

E allora accade che una foto apparentemente inutile, una delle tante che riguarda i fatti di Pzza Alimonda, arrivi dopo una serie di rimbalzi sotto l'occhio acuto di Arto che esegue una tripla capriola carpiata all'indietro con caduta sul modem.
E' la prova, secondo noi abbastanza lampante, che Placanica non l'ha mai raccontata giusta.

Altri hanno usato le armi in quel defender. Ma lascio che a raccontarvi la cosa sia Arto, ecco cosa ci ha mandato.


ARTO -

Allora, ragazzi, mettiamola così: ad esempio mettiamola che un bel giorno, per posta mi arriva un CDROM con dentro tutte le foto scattate da Devin Asch a Piazza Alimonda. Ma quelle vere. Ad alta definizione, che sono una roba bella differente da quelle cacchette pubblicate sui giornali dai giornalisti (che invece, loro, le foto ad alta definizione chi lo sa da quanto ce le hanno).

Insomma, facciamola breve. Da queste foto qua viene fuori un po' di roba interessante che vi vogliamo proprio raccontare.

Prima di tutto, a guardar bene, risulta che in quelle foto era presente un'altra immagine dell'uomo nella jeep con le mani sul capo, già immortalato nel close-up che tutti conosciamo, quello che tanti hanno detto che assomigliava a Placanica in modo inquietatnte. Ma non basta. Si tratta di un'immagine molto più chiara della prima e a nostro parere taglia la testa al toro (e pure al caramba). Non ci credete? Provate a guardare.



due signori, un funzionario di PS (il dott. Lauro) e un carabiniere, certamente un ufficiale, visto che è al fianco del Funzionario della Questura che in ordine pubblico ha il comando: è il capitano Cappello, sì proprio lui, quello che - secondo il Maresciallo Aloi - si divertiva a picchiare le donne somale a Mogadiscio? La presenza è certa, perché lo afferma lo stesso Lauro nella sua relazione alla commissione di inchiesta.
Ho chiesto al Capitano che comandava il gruppo dei carabinieri se se la sentisse, in considerazione del loro notevole numero, di fronteggiare i manifestanti. Questi rispose affermativamente.-

Insomma, Lauro ha appena chiesto a Cappello se se la sente con solo un centinaio di uomini di avanzare verso via Tolemaide contro i cattivi no-global che sono assai di più.

Cappello con sprezzo del pericolo avra' risposto: Certo, cazzo! Ha appena sentito
l'arringa-appello fatta da Truglio, di cui parla Chiesa nel suo libro e il Vice Questore Fiorillo nella sua relazione alla Commissione di indagine,e poi lui è uno che si mangiava i somali a colazione e a pranzo, un morso lui e un altro Truglio?

Neanche a domandarlo! Loro sono un Gruppo Carabinieri CCIR, insomma di Intervento Risolutivo, loro sono il Contingente Echo! I ragazzi di Truglio! Che se li è portati fin su a Genova dalla Calabria, dove li ha addestrati ben bene. Nei momenti liberi dalle trattative con l'avvocato Colosimo, naturalmente, che in
attesa di patrocinare Placanica, si interessava di trattare pentimenti ambigui e magari, chissà, proprio col nostro Tenente Colonnello Truglio, l'eroe di Mogadiscio.

Ed ora eccoli lì, tutti e due, Lauro e Cappello, davanti alle truppe speciali, con in coda le 2 jeep: per ironia della sorte le loro teste spuntano proprio dietro il braccio di Carletto che lancia un sasso?

Ora guardate questa, appena successiva alla prima? non ci sono più
.

Che sia bastato il sasso di Carlo a farli fuggire? Due omoni come quelli? Impossibile? Infatti sono ancora lì, un po' spostati magari ma ci sono.

 ora questi particolari

Lauro è lì dov'era prima, ma dove guarda? Non possiamo crederci: sta cercando una via di fuga!
E la trova subito!
E il prode Cappello?
A beh, lui sì che è addestrato: eccolo lì, che già se la dà a gambe, mentre i giovanotti di leva sono ancora in posizione, che obbediscono agli ordini e fronteggiano stoici l'avversario. Come facciamo a dire che è Cappello quello che scappa? Ma perché ha tre stelle
sul casco, e quello al centro, che ne ha 2, probabilmente è quel cuor di leone del tenente Mirante

e c'è pure un maresciallo (casco con linea) e un brigadiere (casco con V), tanto anonimi quanto lesti alla fuga, che se la danno a gambe

Tutte le mostrine che ci sono lì, se la danno a gambe per prime, insomma.

Eh, sì, fanno un addestramento strano i caramba dei CCIR comandati da ufficiali del Tuscania, visto che prevede che i primi a darsela devono essere gli ufficiali. Beh, la loro è una funzione indispensabile. La loro cotenna è quella che va preservata, ad ogni costo. Un Cappello, o un Mirante, valgono almeno una cinquantina di Placanica, neanche a dirlo?

E inoltre questi carabinieri CCIR, e questi ufficiali del Tuscania che, li guardi, e sembra che vengano da un altro pianeta, in realtà, poi, sono uomini come noi, se la fanno nei pantaloni come un Franti, o un Arto qualsiasi e certamente più di un *punkabbestia* come Carlo Giuliani, che nemmeno una calibro nove puntata lo fa scappare.

1,65 per qualche decina di chili. Esile come un giunco.

Signori, ma voi non siete quelli che su analisidifesa.it rivendicano l'alta strategia militare insita nel trattare un inerme corteo come se fosse un gruppo di terroristi islamici armati fino ai denti? Voi non siete quelli che hanno mantenuto alto l'onore dell'Arma nei giorni di Genova?

Ma non vogliamo essere parziali, anche se , lo confessiamo, a noi i ROS e i CCIR ci stanno un po' meno simpatici dei pulotti semplici, che magari ci hanno pure la tessera della CGIL in tasca, vicino alla calibro 9.

E allora: dov'è finito il nostro eroico Dott. Lauro, quello che dopo la morte di Carlo era lì che se la urlava tutto a dire che l'aveva ucciso un sasso e inseguiva, con l'aiuto di 2 o 3 dei suoi eroici colleghi armati sino ai denti, un povero cristo che dai gradini della chiesa gli gridava che erano degli assassini? Eccolo lì, lo abbiamo visto che se la dà a gambe pure lui, altro che restare in prima linea a dare disposizioni, a organizzare, dirigere: sembra una lepre che sfreccia in cerca del sottobosco e guardate questo particolare della foto successiva adesso:

ecco dove va a finire? in retroguardia, pure lui, si vede il casco azzurro che spunta dietro a una selva scudi e lanciagranate e caschi?

Eppure a sentir lui, guardate come una fuga disordinata, innescata dal tagliatelismo dei capi si trasforma in un'ordinata, anche se sfortunato, arretramento?

Dunque, siamo entrati in via Caffa procedendo verso il corteo; a metà di via Caffa sono iniziati gli scontri. È mancato un contatto diretto perché siamo arrivati all'altezza dei cassonetti.

Praticamente, i cassonetti restavano in mezzo; noi ed i manifestanti, ai due opposti lati dei medesimi, quasi dietro una barricata. Loro tiravano sassi mentre noi cercavamo di fronteggiarli come potevamo. Avrei voluto passare dall'altra parte ma, purtroppo, era quasi impossibile, anche perché ciò avrebbe comportato la necessità per noi di scavalcare, uno per volta, i cassonetti:

potete bene immaginare cosa poteva succedere. A quel punto, è successo
quanto non immaginavamo potesse accadere. Infatti, la mole dei manifestanti aumentava sempre di più perché, probabilmente, il corteo, che tornava indietro, procedeva nella nostra direzione.

Stavano scappando ma, quando hanno avvistato il gruppo di carabinieri (il nostro),
composto da un centinaio di uomini, che comunque erano niente al cospetto di migliaia di manifestanti, hanno cominciato ad avanzare ed a spingere. Dunque, abbiamo iniziato ad indietreggiare, con gli scudi protesi. Per tornare a piazza Alimonda dovevamo percorrere una cinquantina di metri; siamo arretrati, con i carabinieri in formazione e, arrivati in piazza Alimonda, abbiamo visto giungere, dalle due vie laterali, correndo, altri manifestanti.

Potenza delle ricostruzioni in burocratese!

Dott. Lauro, ci faccia capire, ma noi la paghiamo perché lei, quando è mandato in piazza a dirigere l'ordine pubblico, prima dia ordini dissennati e poi tagli la corda per primo, lasciando un mucchio di ragazzetti di leva a sbrogliarsela da soli, per poi raccontare a una Commissione Parlamentare un mucchio di balle? O ha pensato che, visto che il primo a darsela a gambe era stato il Capitano Cappello, lei era autorizzato a fare la stessa cosa?

Ma non basta? Il capo di tutti il Tenente Colonnello Truglio, quello dov'è?

Bah, nelle foto non si vede, probabile che se ne sia stato al calduccio nel Defender a guardare quel povero cristo di Placanica che vomitava sul pavimento della jeep.

Ma secondo noi, Truglio poi si è riscattato e gli ha fatto vedere a tutti, ai suoi e ai punkabbestia no-global, come si fa in certi casi, altro che darsela a gambe, davanti a delle zecche comuniste?

- Dove scappi, coglione? Ferma sta jeep, sta fermo che ti faccio vedere io come si fa, imbecille! Pam! Pam! E ora metti in moto e sgomma coglione, via, via che ci togliamo da questo merdaio adesso? Vai, ti ho detto, tanto quello è già morto e se ci passi sopra non cambia niente. Forza, ti copro io! Fa presto! Pliccanica dammi la pistola, che cazzo hai fatto! Sei tutto pieno
di sangue, anche nella jeep riesci a farti picchiare, coglione! Ma ora sei nella merda! Dammi la pistola! Ok? vieni qua tu cretino? Come ti chiami? Raffone? Ok Raffone monta qua su e ricordati che sei sempre stato qua, o vedrai che sei nella merda come quello smidollato del tuo collega, Palcanica, Pliccanica o come cazzo si chiama, che si è cagato nelle mutande e ha appena fatto fuori una di quelle zecche, e se scampi a loro giuro che a te provvedo io, capito?

Bene, monta e sta zitto, che al resto ci pensiamo noi?

Lavoriamo di fantasia? Forse?

Certo che del fatto che su quella jeep ci fosse Truglio erano a giorno in molti e c'è chi lo dichiara, più o meno esplicitamente alla Commissione d'indagine.

ADRIANO LAURO, Vicequestore aggiunto presso la questura di Roma. Per quanto riguarda la prima domanda, in realtà io prima ho detto che ho saputo
in seguito che erano tute bianche e che erano circa 10 mila. L'ho saputo in una fase successiva, perché sono stato ascoltato dagli ispettori di Genova, i quali mi chiesero se ero al corrente che il gruppo con il quale mi ero scontrato era il corteo delle tute bianche che passava per via Tolemaide. In quell'occasione risposi che l'ho saputo solo dopo; se poi erano 10 mila, 20 mila o 30 mila, non lo so. So semplicemente che quelli che sono venuti nella nostra direzione erano sicuramente qualche migliaio.

Con riferimento alla funzione delle camionette, noi avevamo lasciato i mezzi in prossimità della fiera, in quanto vi erano diversi luoghi in cui non si poteva passare; quindi avevamo creato una sorta di nucleo mobile ed io mi spostavo a piedi in varie zone. La prima volta che abbiamo avuto il
contatto con le due camionette è stato verso le 16, quando hanno portato dei viveri. Infatti, dopo tutta la mattina che giravamo, chiesi al capitano se era possibile avere un po' d'acqua, perché a Genova era tutto chiuso e noi non avevamo né mangiato né bevuto. Dunque, alle 16 sono arrivate le camionette - quella era la prima volta che le vedevamo - e hanno portato dei viveri. Una - ripeto - era del capitano, l'altra del tenente colonnello che, però, si avvicinava ai vari gruppi di carabinieri che coordinava e poi andavano via insieme.

Le due camionette sono ricomparse la seconda volta verso le 16,30-17 (non sono molto preciso con gli orari), comunque circa dopo un'ora dalla prima volta, per fare il famoso appello che abbiamo detto, per vedere se c'era qualche ferito.

Successivamente a tale appello e dopo che ogni caposquadra ebbe verificato la consistenza del suo gruppo e dei suoi uomini, sono andate nuovamente via. Infatti, ricordo che il tenente colonnello mi
disse e chi ci saremmo rivisti più tardi ai mezzi, e così noi abbiamo proseguito a piedi.

LUCIANO VIOLANTE. Il tenente colonnello era sulla macchina?
ADRIANO LAURO, Vicequestore aggiunto presso la questura di Roma.
Sì, era sulla macchina quando se ne è andato. Il capitano stava con me, era il responsabile diretto di quel gruppo, mentre il tenente colonnello coordinava, immagino, più gruppi e quindi andava a verificare.
LUCIANO VIOLANTE. Il colonnello, quindi, era sulla macchina che poi si è allontanata, mentre quella rimasta era senza ufficiale?

ADRIANO LAURO, Vicequestore aggiunto presso la questura di Roma. No, tutte e due le macchine se ne sono andate; viaggiavano insieme.

PRESIDENTE. Il tenente colonnello è andato via su una delle due?

ADRIANO LAURO, Vicequestore aggiunto presso la questura di Roma. Sì, su una delle due, nel momento in cui noi abbiamo detto che ci saremmo diretti verso i mezzi. Successivamente, quando abbiamo avvistato il gruppo di manifestanti e c'è stato lo scontro, loro probabilmente sono arretrati. La sera ho visto delle immagini, delle due camionette che arretravano velocemente e si posizionavano dietro di noi. A quel punto, il tenente colonnello Truglio mi ha detto di essere sceso a piedi, lasciando le due camionette, e di essersi avvicinato al gruppo con i carabinieri.

Quando c'è stato l'arretramento credo che lui non vi fosse più (almeno così il tenente colonnello mi ha riferito). Quindi, la funzione delle camionette è stata quella di
supporto logistico e di accompagnamento del tenente colonnello per quanto riguarda gli spostamenti.

E poco più avanti si legge:

Ho saputo dopo, poiché prima lo ignoravo, che quelle due famose camionette erano una del capitano, mio diretto interlocutore nel comando dei carabinieri, e l'altra del famoso tenente colonnello citato prima, che era il coordinatore. Praticamente, quando abbiamo deciso di ritornare ai mezzi, le stesse camionette si erano allontanate, ci avevano salutato ed erano andate via e, quindi, ho ripreso la via dei mezzi marciando a piedi con i miei 100 carabinieri. Le due camionette le ho poi riviste alla fine, dopo che sono successi i noti fatti; dalle immagini televisive ho dedotto che, probabilmente, nel momento in cui noi siamo entrati nel vicolo e abbiamo avuto lo scontro - siccome i carabinieri sono dotati di laringofono, uno strumento che attaccato alla gola consente di parlare tra di loro rapidamente -, il loro tenente colonnello avrà sentito dello scontro in atto, sarà tornato indietro, forse per dare manforte, ed avrà posizionato le due camionette dietro al gruppo.

Certo che il povero Tenente Mirante, quello che vedete in questa immagine

con le sue brave due stelle sul casco, doveva essersi accorto che stava per succedere un bel casino, lo vedete come chiama i suoi e sembra dirgli, ma che fate, cazzo, tornate qua, dove andate, che su quella jeep ci sta il Colonnello e dopo vi fa vedere i sorci verdi!?

Bisognava starlo a sentire? Ma invece non è venuto nessuno? E nemmeno Mirante (né Cappello, né l'eroico ed anonimo Maresciallo) ha fatto un solo passo verso la jeep? Non era compito loro. Lui è Tenente e per certe cose ci sono gli appuntati, i carabinieri in ferma biennale, insomma la burba? Lui ha incitato la truppa all'assalto. E' quello il suo compito, mica di rischiare la pelle perché Cavataio non sa guidare e il Capo ha voglia di dare una lezione pratica di anti-terrorismo alla truppa.

I tenenti (e i Capitani? già: dov'è finito il Capitano Cappello, a questo punto sarà già arrivato in Piazza Tommaseo e tira il fiato per lo scampato pericolo? I no global incazzati sono peggio delle donne somale, vero, caro Capitano?) i Tenenti, dicevamo, danno ordini, le mani nella merda devono metterle gli altri? Giusto?

Ulteriore esempio di intemerato coraggio e sprezzo del pericolo? Ragazzi, diciamoci la verità, in Via Caffa e in Piazza Alimonda avete fatto una bella figura di merda!

E poi ve ne andate in giro con in testa caschi come questo con su scritto Nightmare? Incubo? C'è da prendervi sul serio?

E poi una roba del genere è regolamentare? Non vi vergognate nemmeno un po' di andarvene in giro a difendere la democrazia con idiozie del genere stampate sulla nuca? Gli Alti Gradi non hanno nulla da dire su questo strano gusto a rendere scenografica la violenza immotivata che sta travolgendo il personale
dei CC e della Guardia di Finanza?

O siete stati sponsorizzati da case di moda e produttori di cartoni animati giapponesi? Nightmare è forse il nome della linea di moda che vi fornisce i nuovi Tonfa e le fondine ad estrazione rapida, come quella che aveva il CCIR Mario Placanica, Compagnia Echo?

Che ci volete fare, amici cari, dopo aver visto un pretendente al Trono d'Italia fare la pubblicità alle olive Saclà ci aspettiamo di tutto, ormai.

Certo che i dittatori e gli sbirri di una volta avevano tutto un altro à plomb: altro stile, altra dignità?

Onorevole Ascierto, lei che dell'Arma è l'anima seduta in Parlamento, che ne dice di questa storiella di coraggio, spirito di corpo ed abnegazione?.?

Magari, ce lo confessi pure, è stato proprio lei ad avere l'idea delle scritte sui caschi? non ci stupiremmo.

Bene, qui temina il pezzo di Arto.


COMMISSIONI RIUNITE
Seduta di mercoledì 5 settembre 2001

Indagine conoscitiva sui fatti accaduti in occasione del vertice G8 tenutosi a Genova.

Audizione del generale Giampaolo Ganzer, Vicecomandante del ROS
dell'Arma dei carabinieri

A pagina 5 leggiamo:

Per quanto concerne i servizi investigativi condotti nei confronti di una
serie di soggetti indagati da varie procure della Repubblica per ipotesi di reato di natura eversiva, ho anticipato, e lo confermo, che non abbiamo rilevato un'implicazione, una partecipazione diretta di costoro - soggetti appartenenti a matrici diversificate, da quella anarchico-insurrezionalista ad altre - nei disordini e nell'organizzazione delle manifestazioni.

Relativamente alla cooperazione con altri paesi interessati al fenomeno dei black bloc, ne ho riferito esclusivamente sotto il profilo investigativo: si tratta cioè di attività investigative che abbiamo avviato su delega della procura della Repubblica di Genova e che stiamo ora coltivando.

Ovviamente ci attendiamo una completa collaborazione. Questo anche perché
il fenomeno in esame, relativamente recente, non rientra astrattamente neanche nel novero dei reati eversivi: la contestazione, infatti, è quella di associazione per delinquere, non quella di associazione sovversiva o di associazione sovversiva aggravata. È chiaro che esiste comunque una rilevante valenza oggettiva per la sicurezza degli Stati tale da richiedere anche il nostro impegno in materia.

di nuovo a Ganzer in Commissione Parlamentare:
Pag. 7

Per quanto concerne l'indicazione relativa alla partecipazione di soggetti stranieri, in particolare provenienti dalla Germania, ai disordini di Genova, posso solo precisare, trattandosi di attività investigative in corso, che tali acquisizioni sono frutto di indagini tecniche; quelle più tipiche (ad esempio le intercettazioni telefoniche e ambientali) sono state tempestivamente riferite alla procura della Repubblica competente (non cito quale essa sia) e alla procura della Repubblica di Genova, su assenso della stessa procura della Repubblica competente.

Trovate nel pacchetto allegato che contiene Il verbale dell'audizione di Ganzer alla Commissione parlamentare sul G8



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