Riforma Giustizia e difesa della Costituzione.
Berlusconi verso il “golpismo istituzionale
"Se la riforma fosse stata fatta prima, 20 anni fa, non ci sarebbe stata Tangenpoli"
- Non ci sarebbero state le inchieste, non avrebbero potuto arrestare i ladri e i corrotti. -

Se ci fosse bisogno  per gli indecisi di un motivo  in più per andare in piazza del Popolo, a Roma, il 12 marzo prossimo, a difendere la nostra Costituzione, la conferenza stampa di Berlusconi, che ha illustrato le linee guida della sua “controriforma” della giustizia, è proprio lì per spingerli con decisione a dimostrare: se non ora, quando? Se la riforma fosse stata fatta prima, 20 anni fa, ha sostenuto il Sultano di Arcore con tono stentoreo: “ non ci sarebbe stata quella situazione che ha portato a cambiamenti di governo, all'annullamento di una classe di governo nel 92'-93', all'abbattimento di un governo nel 94', alla caduta di un governo di sinistra nel 2008 per la proposta di riforma della giustizia del ministro Mastella e il tentativo di eliminare per via giudiziaria il governo in carica". E poi, riferendosi al ridimensionamento del ruolo del pubblico ministero, uno dei punti che più gli stanno a cuore: "Il pm per parlare con il giudice dovrà fissare l'appuntamento e battere con il cappello in mano e possibilmente dargli del lei".

In un colpo solo, Berlusconi, indagato, imputato, prosciolto per prescrizione o per cancellazione dei reati ottenuta con leggi “ad personam”, si toglie la maschera di “statista” (“il più importante nei 150 di storia italiana”, ebbe a dire pavoneggiandosi anni fa!), per vestire i panni del putschista che, attraverso le maglie larghe dei procedimenti legislativi del nostro Parlamento, intende stravolgere istituzionalmente la democrazia e ribaltare i criteri fondamentali della civiltà giuridica e politica, come la conosciamo dalla rivoluzione francese ad oggi. Non solo, ma per portare a termine il suo progetto di stravolgimento della Costituzione farà largo uso dei media, che ormai controlla strettamente (in RAI ha rafforzato la sua “squadra” di opinionisti, tutti ingaggiati per condurre su Raiuno, il canale principale, in fasce di massimo ascolto): "Mi prenderò la soddisfazione di essere presente ai processi e credo che mi prenderò delle belle soddisfazioni e soprattutto spiegherò agli italiani come stanno veramente le cose…”.

Invece delle elezioni anticipate, insomma, avremo una lunga e snervante battaglia istituzionale che rischia di stravolgere il panorama politico, giudiziario e sociale del paese, come mai è capitato finora. La paura di perdere le elezioni politiche anticipate, visti tutti i sondaggi che lo danno in calo costante, ha spinto il Sultano a dar vita alla più grossa “campagna acquisti” di ‘parlamentari mai avvenuta in Italia, da una parte; dall’altra, lo ha consegnato mani e piedi alla Lega di Bossi, sempre più antieuropea e fuori dalla storia, pur di non farsi processare dai giudici di Milano, ben sapendo che stavolta non ce l’avrebbe fatta ad uscirne indenne. Il processo di revisione costituzionale che verrà messo in piedi durerà all’incirca 2 anni, quindi fino al 2013, e, molto probabilmente, non riuscendo il governo di destra ad ottenere i due terzi del consenso parlamentare, questa controriforma dovrà passare al vaglio di un referendum confermativo, come avvenne il 25 e 26 giugno del 2006 (governo Berlusconi-Bossi), quando l’altra controriforma costituzionale venne bocciata (su 47.160.264 elettori, 25.753.641 furono i voti validi (52,30%); i Sì 9.962.348 (38,68%), i NO 15.791.293 (61,32%), solo in Veneto e in Lombardia  Sì sopravanzarono i NO).

In pratica, questa battaglia estrema, “l’arma fine di mondo” (come in Dottor Stranamore, fantastico film di Stanley Kubrik), servirà al Sultano per allungare la sua permanenza sulla poltrona di Palazzo Chigi, terminare la sua ragnatela affaristica nel campo dei media, delle telecomunicazioni e dell'energia, arricchirsi ancora e, ovviamente, evitare condanne. Se poi il paese va alla malora, questo è un problema per la gente comune e per chi verrà dopo di lui. Si avvererà così il detto “Dopo di me il diluvio”, del Re Sole, stavolta impersonato, si fa per dire, dal Satrapo di Villa San  Martino, Palazzo Grazioli e Villa Certosa?

Tutto dipenderà dagli effetti subliminali che verranno scantenati nelle coscienze dell'opinione pubblica dalla massiccia campagna mediatica televisiva in programmazione, dalle palate di fango che verranno riversate sull’intera magistratura e su singoli magistrati, dal messaggio elementare che cercherà di far passare “di essere vittima dei giudici e della sinistra comunista”. Ma molto dipenderà anche dalla capacità della nuova opposizione che si sta formando nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e su Internet; se questa saprà trovare continuamente nuovi stimoli per scendere in piazza, per unire tutte le culture dell’opposizione, inglobando anche le diversità politiche. E forse non basterà, neppure questo moto di orgoglio! Forse dovremo stimolare e attendere anche qualche “intervento esterno”, da parte dei nostri tradizionali alleati internazionali, quelle “cancellerie” dei maggiori paesi industrializzati, a cominciare dagli Stati Uniti, che mal sopportano la politica affaristica e allegra del Sultano con i “campioni” dei regimi antidemocratici, come Putin e Gheddafi. E che ritengono Berlusconi “un clown”, come viene descritto nei dispacci dei diplomatici Usa, pubblicati dal sito Wikileaks, ancor più inaffidabile anche per come ultimamente ha gestito la crisi libica.
 
Spettacolo, teatro, cinema, cultura, giornalismo, associazionismo. Adesioni a tutto tondo per
la manifestazione del 12 marzo a Roma a difesa della Costituzione. All'Ufficio stampa di Piazza
San Giovanni in Laterano, gestito da volontari, è un continuo giungere di adesioni. All'interno
ve ne proponiamo una prima sintesi e i contributi in audio. Alla segreteria telefonica continua
la possibilità di postare i messaggi di adesione delle cittadine e dei cittadini italiani.

Musica, Teatro e Satira a difesa della Costituzione
Sono tante le adesioni del mondo dello spettacolo e della cultura alla manifestazione del 12 marzo a Difesa della Costituzione. "Aderisco con grande veemenza e forza a questa manifestazione promossa dal Comitato a difesa della Costituzione - afferma Antonello Venditti - . Sono tantissime le motivazioni, una su tutte: la Costituzione deve essere il nostro orizzonte, il nostro zenit. Visto che in Italia perdono tutti il senso della misura e la bussola, la costituzione deve tornare ad essere la nostra guida. Aderisco per questo: per difendere tutti quelli che difendono la nostra Carta, che è la base della nostra convivenza. Ci sarò e spero che tutti voi sarete in piazza insieme a me".
A dare l'adesione anche Dario Vergassola: "Alla Costituzione sta succedendo quello che succede al paesaggio, che viene distrutto un poco alla volta", così l'autore satirico commenta l'attuale situazione italiana. "Oltretutto, è un argomento che in un momento così difficile dovrebbe unire l'elettorato di destra e quello di sinistra".
L'attrice Ottavia Piccolo, che sta girando l'Italia in tourné con la sua piece di teatro Civile dedicata ad Anna Politkowskajya, non solo aderisce, ma salirà sul palco di Piazza del Popolo per un intervento. "Sarò in Piazza in difesa della Costituzione il 12 marzo. Perché sono nata in questo tempo e questo è tempo di democrazia e di diritti. Se volevo qualcosa di diverso nascevo nel Far West o nella Chicago degli anni 20". 

Antonello Venditti interviene anche su uno dei temi che verrà sviluppato dalla manifestazione: la difesa della scuola pubblica. "è una delle basi della nostra Costituzione e del vivere civile, la scuola che tante sofferenze sta vivendo, in termini di libertà e di futuro, di creatività e di libertà interna, deve esserci: è una delle parti sostanziali del nostro vivere civile. Tutto quello che fai alla scuola lo fai alla costituzione, quindi è chiaro che ci saranno anche gli studenti e i professori alla manifestazione". L'impegno di Venditti per il sistema scolastico italiano è conosciuto da tutti. Per diversi giorni ha tenuto compagnia ai ricercatori della rete "29 aprile" che per quasi un mese ha protestato sul tetto della facoltà di Architettura di Roma. 

Molti gli artisti che hanno aderito. Il Premio Nobel Dario Fo sarà a Milano, una delle altre 80 piazze italiane in cui, alla stessa ora di sabato, si terrà una manifestazione organizzata dal Comitato omonimo nato in Lombardia. Con Dario Fo ci sarà Franca Rame, Vincenzo Consolo, Piero Ricca, Nando dalla Chiesa. La piazza di Roma sarà arricchita da altri personaggi del mondo della musica e della cultura, che si alterneranno sul palco, come l'attrice Monica Guerritore. "La Costituzione ci assomiglia - dice ad Articolo 21 - e noi vogliamo assomigliare a lei. Rivela la nostra identità, rispecchia il nostro senso morale e ha le sue radici nella nostra cultura cui hanno dato voce straordinari scrittori del secolo scorso". A Roma, sul palco, anche Ascanio Celestini che presenterà il grande coro e la grande orchestra composto da professionisti del Santa Cecilia e da non professionisti che, insieme a tutta la piazza, canteranno e suoneranno il Dies Irae di Mozart e il Va Pensiero da Nabucco di Giuseppe Verdi. "Un modo per tornare ad impossessarci di un brano del melodramma italiano scippato impropriamente dalla lega" - dicono da Comitato.
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IL MONDO DEL GIORNALISMO
A difesa della Costituzione scende in campo anche il mondo del giornalismo. Continue infatti sono state le adesioni di giornalisti televisivi e della carta stampata in vista della manifestazione del 12 marzo. "Aderisco con convinzione a questa giornata di difesa della nostra Costituzione. Mai come oggi appare evidente la minaccia alla democrazia che deriva dal rifiuto prepotente del potere politico di accettare la divisione dei poteri, divisione che è alla base di qualsiasi stato democratico". 
Così Gad Lerner, giornalista di La7 aderisce alla manifestazione del 12 marzo a Roma, aggiungendo: "L'idea che un primo ministro possa sottrarsi alla giustizia quando è imputato di reati comuni, semplicemente facendo valere la propria maggioranza parlamentare, mina alle radici l'equilibrio dei poteri, regola primaria ed elementare della democrazia italiana. Democrazia tutelata da una Costituzione che non a caso si continua ad annunciare di voler stravolgere e modificare contro la volontà dei cittadini, i quali considerano la carta un bene comune". 

Adesioni in continua crescita, come conferma quella di Corrado Augias: "La costituzione in vigore dal 1948 è il pezzo di carta più avanzato per quanto riguarda le garanzie e i diritti dei cittadini che questa penisola abbia mai conosciuto nel corso della sua storia. Nella prima parte resta, dopo 60 anni dalla nascita, una delle costituzioni più avanzate del mondo. Le ragioni per difenderla sono numerose: la prima di tutte è che quei diritti sono intangibili e i cittadini hanno il dovere di difenderli. 

Sarà presente in piazza del Popolo anche Maria Luisa Busi, giornalista Rai: "Sarò alla manifestazione del 12 marzo non perché sono contro qualcuno, ma perché credo nella Costituzione, nella legge, nel rispetto del lavoro e dell'uguaglianza, nella libertà della informazione, nella dignità delle donne". Conferma la sua adesione anche Ahmad Rafat, giornalista italo-iraniano e membro fondatore dell'associazione "Iniziativa per la Libertà d'Espressione in Iran": "La Costituzione è forse il più prezioso bene che hanno i cittadini per la loro vita sociale: un bene essenziale e indispensabile. Poi se è una Costituzione come quella italiana, che rispecchia i diritti e i doveri dei cittadini all'eccellenza è un peccato che venga cambiata o manipolata. Scendere in difesa di questa Carta che regola i rapporti tra i cittadini e lo Stato è un dovere essenziale per tutti. Noi in questi giorni vediamo come i popoli del sud del Mediterraneo sono in rivolta per avere una Costituzione; pertanto noi, che ce l'abbiamo, dobbiamo sentire ancora di più la necessità di salvaguardare questo bene e di lottare per conservarlo". Non è dunque un caso che Rafat sarà sul palco di piazza del Popolo per parlare di questi temi.
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DALLE ASSOCIAZIONI IN MANIFESTAZIONI
«Prima che difesa, la Costituzione va vissuta e praticata - don Luigi Ciotti non si limita ad aderire alla manifestazione del 12 marzo, ma sollecita i cittadini alla mobilitazione - La democrazia è incompatibile con la pigrizia, l'adesione formale, il disinteresse, l'indifferenza. La democrazia chiede a ciascuno di noi d'impegnarci quotidianamente - spiega il fondatore del Gruppo Abele, una delle numerose associazioni che hanno aderito alla giornata in difesa della Costituzione.

Della stessa opinione anche il giornalista Roberto Morrione, Direttore di Libera Informazione: "Con l'iniziativa del 12 marzo, di un corteo a Roma e con presidi e sit-in in altre città, gli italiani sono chiamati a scendere in piazza, insieme all'opposizione che deve ritrovare qui quell'unità non ancora raggiunta sul piano generale. Guai a non contrastare con ogni mezzo democratico l'offensiva anticostituzionale." Un invito alla partecipazione arriva anche da Raniero La Valle, Presidente dei Comitati Dossetti: "Siamo convinti che sia necessaria una grande mobilitazione che unisca il popolo italiano, nella pluralità delle sue espressioni politiche, sociali e culturali, attorno ai valori della Costituzione, simbolo dell'unità indivisibile dell'Italia e della natura irrecusabile della sua democrazia.

Se il coinvolgimento del presidente del Consiglio in gravissime vicende penali e il suo interesse a rimanere comunque al suo posto rendono inutile ogni appello a un suo responsabile gesto di abbandono del potere - prosegue Raniero La Valle - la vera anomalia è rappresentata dal fatto che il sistema politico-istituzionale non ha armi per difendersi e non è più in grado di provvedere a un normale ricambio di governo". Gli organizzatori, auspicando la massima partecipazione dei cittadini, ricordano che è possibile conoscere le piazze italiane nei quali si svolgeranno i vari sit in, collegandosi al sito www.adifesadellacostituzione.it e che sul sito www.cday.it è stata attivata una campagna di sottoscrizione per finanziare la manifestazione. Valigia Blu e Libertà a Giustizia, infine, invitano i cittadini ad esporre un tricolore alle finestre delle proprie case in concomitanza con la giornata in difesa della Costituzione.
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BARBARA SCARAMUCCI
Sono Barbara Scaramucci e verrò alla manifestazione per difendere una delle migliori carte Costituzionali che esistono al mondo. I nostri principi democratici partono tutti da lì, e fra di essi c'è la scuola pubblica che va difesa, come la sanità pubblica, gli interessi generali dei cittadini e la solidarietà, che è indispensabile in un paese civile. Sono questi i motivi principali per cui sarò in piazza con tutti gli amici che vogliono difendere la Costituzione di questo Paese

CECILIA BRIGHI
"La costituzione italiana va tutelata e non modificata! È la carta sulla quale noi dobbiamo continuare a promuovere la democrazia". A parlare è Cecilia Brighi, responsabile CISL dei rapporti con le istituzioni internazionali e con i paesi asiatici, che aderisce così alla manifestazione del 12 Marzo in difesa della Costituzione.
"Ricordo in particolare l'articolo 3, che dice: "i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" e l'articolo 4, che afferma: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Sono due articoli fondamentali, ai quali io tengo molto, in vista del lavoro che svolgo. Questa manifestazione è importante per il Paese in questo momento, io vi parteciperò." 

GAD LERNER
"Aderisco con convinzione a questa giornata di difesa della nostra Costituzione. Mai come oggi appare evidente la minaccia alla democrazia che deriva dal rifiuto prepotente del potere politico di accettare la divisione dei poteri, divisione che è alla base di qualsiasi stato democratico". 
Così Gad Lerner aderisce alla manifestazione del 12 marzo a Roma, aggiungendo: "L'idea che un primo ministro possa sottrarsi alla giustizia quando è imputato di reati comuni, semplicemente facendo valere la propria maggioranza parlamentare, mina alle radici l'equilibrio dei poteri, regola primaria ed elementare della democrazia italiana. Democrazia tutelata da una Costituzione che non a caso si continua ad annunciare di voler stravolgere e modificare contro la volontà dei cittadini, i quali considerano la carta un bene comune".

AHMAD RAFAT
"La Costituzione è forse il più prezioso bene che hanno i cittadini per la loro vita sociale: un bene essenziale e indispensabile. Poi se è una Costituzione come quella italiana, che rispecchia i diritti e i doveri dei cittadini all'eccellenza è un peccato che venga cambiata o manipolata" - a dichiararlo è Ahmad Rafat, giornalista italo-iraniano oggi corrispondente in Italia dell'emittente televisiva statunitense Voice of America, che conferma la sua adesione alla manifestazione del 12 marzo: "Scendere in difesa di questa Carta che regola i rapporti tra i cittadini e lo Stato è un dovere essenziale per tutti. Noi in questi giorni vediamo come i popoli del sud del Mediterraneo sono in rivolta per avere una Costituzione; pertanto noi, che ce l'abbiamo, dobbiamo sentire ancora di più la necessità di salvaguardare questo bene e di lottare per conservarlo".

DARIO VERGASSOLA
A dare l'adesione alla manifestazione del 12 marzo arriva anche Dario Vergassola: "Alla Costituzione sta succedendo quello che succede al paesaggio, che viene distrutto un poco alla volta", così l'autore satirico commenta l'attuale situazione italiana. "Oltretutto, è un argomento che in un momento così difficile dovrebbe unire l'elettorato di destra e quello di sinistra".

DARIO FRANCESCHINI
"Siamo nel pieno del conflitto d'interessi: continui abusi di potere, controllo della comunicazione, diritti calpestati, ma la società democratica è ancora piena di anticorpi". A dichiararlo è Dario Franceschini, presidente del gruppo PD alla Camera, che prosegue: "Ci sono dei momenti nella storia di un paese in cui oltre all'opposizione parlamentare, c'è bisogno di una mobilitazione della società civile per difendere lo stato di diritto, la Costituzione, la libertà di stampa e la scuola pubblica. È bene che ci sia ancora la capacità di indignarsi e reagire, civilmente e pacificamente, ma pur sempre dimostrando una reazione. Il 12 marzo è un evento straordinario, di pari importanza alla mobilitazione delle donne avvenuta dello scorso febbraio".

DON LUIGI CIOTTI
«Prima che difesa, la Costituzione va vissuta e praticata. La democrazia è incompatibile con la pigrizia, l'adesione formale, il disinteresse, l'indifferenza. La democrazia chiede a ciascuno di noi d'impegnarci quotidianamente perché la dignità e la libertà di tutte le persone sia rispettata e alimentata, perché non esistano privilegi, disuguaglianze, forme di povertà materiale e culturale, di razzismo e discriminazione. 
Il linguaggio della democrazia è dialogo, alfabeto del "noi", mai monologo, parola dell'io. 
E la Costituzione resta la più alta sintesi del linguaggio della democrazia e delle responsabilità che ci affida».

FELICE LIMA
La speranza per qualunque Paese di essere civile è che i rapporti tra i cittadini fra loro e fra i cittadini e il potere siano regolati da norme - norme giuste - di modo che lo Stato sia la servizio della legge e la legge serva a mantenere i rapporti tra le persone e con il potere, in termini di giustizia. In questo momento, e ormai da anni, è in corso in Italia un'opera di distruzione della legalità secondo un meccanismo per il quale il potere chiede ai cittadini una delega a fare quello che vuole e anziché mettersi al servizio della legge, usa la legge per i propri interesse. Il concetto di legge ad personam è una contradictio in adiecto, cioè una distruzione dell'idea stessa di legge e fa sì che non sia più che sia lo Stato al servizio della legge, ma sia la legge - neanche al servizio dello Stato - ma di chi si impadronisce e occupa ad un certo momento lo Stato. Se noi non reagiamo a questo, ci consegniamo definitivamente alla situazione nella quale siamo e cioè un Paese che non vive secondo giustizia, ma secondo la forza: la forza del potere.

OTTAVIA PICCOLO
Sono Ottavia Piccolo. Sarò in Piazza in difesa della Costituzione il 12 marzo. Perché sono nata in questo tempo e questo è tempo di democrazia e di diritti. Se volevo qualcosa di diverso nascevo nel Far West o nella Chicago degli anni 20

ANGELO BONELLI
Il 12 marzo è importante manifestare in difesa della Costituzione, significa difendere il futuro delle generazioni, contro i disonesti e contro coloro i quali, a partire dal Presidente del Consiglio, hanno legalizzato l'illegalità nel nostro paese. Dobbiamo costruire una società fondata sui valori e sul merito, non con coloro i quali sono feudatari, valvassori o vassalli. 
Riteniamo come Verdi sia importante scendere in piazza perché i padri costituenti hanno dato la democrazia al nostro paese con il sangue e con la lotta. Dobbiamo mantenere quell'impegno, difendere la democrazia significa difendere il diritto quotidiano di chi non ha lavoro, di chi difende l'ambiente in nome del popolo inquinato. Ecco perché saremo in piazza il 12 marzo.

MARIA LUISA BUSI
"Sono Maria Luisa Busi e faccio la giornalista. Sarò alla manifestazione del 12 marzo non perché sono contro qualcuno, ma perché credo nella Costituzione, nella legge, nel rispetto del lavoro e dell'uguaglianza, nella libertà della informazione, nella dignità delle donne".

MONI OVADIA
"L'ultimo sciagurato e ignobile attacco del Presidente del Consiglio alla scuola pubblica è un attacco allo statuto più profondo della democrazia stessa. Partecipare a questa manifestazione non è schierarsi per un orientamento politico ma per la democrazia, che è garantita per tutti i cittadini dalla nostra Costituzione, una delle Carte più straordinarie che siano mai apparse sul cammino dell'uomo per conquistare dignità, diritti, uguaglianza e libertà.
Dovrebbero aderire a questa manifestazione tutti i cittadini democratici, perché quella che stiamo vivendo è un'emergenza: l'attuale centrodestra è un fenomeno di deriva populista demagogica intorno agli interessi di un solo uomo, assistito da una corte di "yes-man" ossequienti e privi di qualsiasi spunto di dignità critica."

ROSY BINDI
"Ho aderito con convinzione ad una manifestazione che chiama in piazza non solo l'indignazione, ma anche la passione e l'amore del nostro paese, per la sua unità, per la sua storia che trova il punto unificante proprio nella carta costituzionale. Saremo in piazza il 12 marzo, con in una mano la bandiera e nell'altra la Costituzione. Inoltre chiederemo agli italiani di appendere il tricolore alle finestre.
È positivo che il cammino di Scuola e Costituzione si incroci, anche se me ne dispiaccio di doverne parlare di nuovo, in virtù degli attacchi che sistematicamente Berlusconi rivolge alle più importanti Istituzioni del nostro Paese. Difendere l'unità d'Italia e difendere la Costituzione significa anche difendere e promuovere la Scuola pubblica che è stata una degli elementi unificanti più forti del nostro Paese: noi siamo diventati italiani prevalentemente grazie alla scuola pubblica, che è stato il luogo nel quale le differenze si sono incontrate: chi non ha rispetto della cultura, manca del senso civico che sta a fondamento della nostra convivenza. 
Attaccare la scuola pubblica significa in qualche modo attaccare anche l'unità del nostro Paese e intaccare uno dei luoghi nei quali la Costituzione dovrebbe trovare la sua piena attuazione.

VITTORIO COGLIATI DEZZA
"Legambiente aderisce alla mobilitazione di sabato e sarà in piazza perché ritiene che in questo periodo la Costituzione stia subendo degli attacchi pericolosi per la tenuta del paese".
A riferirlo è Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, che prosegue: "Siamo in una fase con delle grandi sfide: dalla crisi economica ai cambiamenti climatici, ma anche le grandi emergenze quotidiane. Di fronte a queste sfide, c'è bisogno di una forte coesione sociale, mentre ci troviamo davanti ad un'incapacità di produrre un progetto per il futuro del nostro paese. Tutto questo passa attraverso diverse forzature: dal funzionamento delle istituzioni al rispetto della Costituzione e delle autonomie locali, queste ultime messi in crisi dal meccanismo dei commissariamenti, che toglie il potere ai comuni e facilita le "cricche". Riteniamo indispensabile un nuovo progetto per il futuro del paese e ci preoccupano questi continui segnali, come il mancato accorpamento tra referendum e amministrative, che tocca direttamente la sovranità dei cittadini con i temi dell'acqua pubblica e del nucleare. In questo quadro, la difesa della scuola pubblica diventa un baluardo non solo per costruire la democrazia, ma anche per costruire la consapevolezza dei cittadini e la cultura universale per affrontare queste grandi sfide che ci attendono".

MICHELE SERRA
Io penso che la Costituzione italiana vada difesa non solamente perché è evidentemente sotto attacco, ma anche perché è inapplicata, è una indicazione di percorso, è un progetto di comunità straordinariamente moderno, tra l'altro, rispetto agli anni nei quali è stata scritta. E questo Paese ha dimenticato da un bel po' di anni la fatica di capire come è nata, da quali parole; rileggere la Costituzione vuol dire rendersi conto che quelle parole sono rimaste sulla carta e quindi quando si parla di Carta costituzionale si rischia di alludere semplicemente ad un documento - un documento istituzionale - ad una specie di legge di tutte le leggi e non ci si rende conto invece che si allude ad una cultura fondante e ripeto ad un'indicazione di percorso. Quindi penso che sia giusto essere in piazza per ricordare a noi stessi, non solo a chi osteggia la Costituzione, ma anche a chi la difende che bisogna provare a rileggerla, riflettendo sul nostro passato e riflettendo sulle nostre omissione. Le omissioni sono di tutti: sono anche di chi - avendola scritta - si è dimenticato troppo spesso di rileggerla e di mettere in pratica i dettami, i principi e persino i sentimenti che avevano ispirato i Padri costituenti.

GIORGIO CREMASCHI (FIOM)
Sarò sicuramente in piazza, perché la Costituzione oggi è in discussione da molti punti di vista: quello che scatena contro di essa il Governo, perché vuole metterne in discussione formalmente le regole, ma anche una pratica quotidiana di attacco ai suoi principi fondamentali, a partire dall'art.1 - quello che garantisce il diritto a un lavoro dignitoso - che viene messo in discussione dalle imprese, a partire dalla FIAT. Vengono messi in discussione i principi fondamentali della liberà di stampa, del diritto alla studio: tutta la prima parte della Costituzione, in realtà è oggi sotto attacco per questo sarò in piazza il 12 marzo.