Roma 7 giugno 2010, Un coro contro la censura:
Alla scuola Belli torna "Bella ciao"

Dopo il caso scoppiato per l'esecuzione del brano della Resistenza al ministero dell'Istruzione,
gli studenti della scuola media di Roma cantano Bella Ciao insieme ai genitori.
La mobilitazione è partita online
VIOLA GIANNOLI

"Una mattina mi son svegliato oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao...". Alla scuola media Giuseppe Gioacchino Belli, nel quartiere Prati, è tornata la canzone partigiana. Ad intonarla questa mattina alle 8, al suono della prima campanella, sono stati alcuni genitori e ragazzi dell'istituto in via Antonio Mordini, a pochi passi da piazza Mazzini. Un protesta canora per rispondere, in musica, alla "censura" di "Bella ciao" da parte della preside Carla Costetti.

Il 27 maggio, infatti, il coro del Belli, invitato ad esibirsi al Ministero dell'Istruzione alla presenza del sottosegretario Giuseppe Pizza, del capo della Segreteria Pasquale Capo e di due direttore generali ha concluso il concerto con un fuori programma, intonando le note di "Bella Ciao". Un'improvvisazione che ha scatenato l'amara reazione della dirigente scolastica: a due giorni di distanza Carla Costetti ha preso carta e penna e ha scritto ai genitori e agli alunni del Belli per denunciare quello che definisce "un episodio increscioso, un atto deplorevole, di certo non una semplice ragazzata", per cui "gli adulti" avrebbero dovuto "scusarsi".

E invece, dopo l'interrogazione parlamentare di alcuni esponenti del Pd, oggi sono stati alcuni ragazzini e una decina di genitori a farsi sentire, ancora una volta, cantando sotto le finestre dell'istituto la canzone popolare divenuta celebre durante la Resistenza partigiana. Un piccolo coro improvvisato soprannominato goliardicamente "Belli ciao" che si è mobilitato grazie al passaparola su Facebook, dove il 2 giugno è nato il gruppo "Cantare bella ciao sotto la media Belli".

Di fronte all'esibizione i bidelli della scuola hanno fatto frettolosamente entrare i ragazzi, sbarrando poi i cancelli. Mentre un altro custode, su indicazione della vicepreside, con vernice, secchio e pennello ha ridipinto tutto il muro di cinta dell'istituto imbrattato nella notte con numerose scritte ingiuriose nei confronti della preside, frasi antifasciste e alcuni versi di "Bella ciao".
 
 
"Bella ciao" al ministero
alunni censurati dalla preside
Fuori programma di una scuola media. La dirigente scolastica: deplorevole, si scusino.
ROMA 27 giugno 2010- A fine concerto, pensando di fare cosa gradita, hanno improvvisato le note di "Bella Ciao" davanti ai rappresentanti del ministero dell'Istruzione. Ma il fuori programma degli studenti di una scuola media di Roma ha scatenato la reazione indignata della preside. E il Pd insorge, con un'interrogazione parlamentare, contro la dirigente scolastica, sostendo che ""Bella ciao" è un simbolo dei valori che stanno alla base della nostra convivenza civile, della nostra costituzione, della nostra Repubblica nata dalla Resistenza".
Protagonisti dell'episodio sono gli alunni dell'istituto Giuseppe Gioacchino Belli. Gli studenti che compongono l'orchestra della scuola, il 27 maggio sono stati invitati ad esibirsi alla presenza del sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza, del capo della segreteria del ministro, Pasquale Capo, e di due direttori generali del ministero. Al termine del concerto, i ragazzi hanno deciso di concedersi un fuori programma e hanno accennato le note di "Bella ciao". L'iniziativa non è piaciuta alla preside dell'istituto Belli, che in una lettera inviata a tutti i docenti, agli alunni e alle famiglie, ha espresso la sua amarezza per quello che definisce "un atto deplorevole, di certo non una semplice ragazzata". 

Una reazione contro cui polemizzano i deputati Pd Maria Coscia e Walter Verini, che in un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini chiedono quali provvedimenti intenderà prendere il ministro contro la preside.

Nella lettera, la dirigente dell'istituto Belli ha rimproverato gli alunni sottolineando che "non vanno mai dimenticati i doveri verso chi ospita, a cui ci si deve rapportare con rispetto". Parole che hanno sorpreso a loro volta genitori e alunni. La preside però è convinta che il suo richiamo sia stato doveroso. "Sollecito gli adulti a scusarsi - ha scritto nella lettera - e far capire agli studenti che, se è giusto e importante esprimere le proprie convinzioni, è altrettanto giusto e importante non assumere iniziative che travalicano i limiti del rispetto delle persone, della correttezza e del buon gusto"
 


Genitori Cantano Bella Ciao davanti alla scuola Belli di Roma