La Sicilia regala l’acqua dei Monti Sicani: la ‘Vera’ alla Nestlè
Santo Stefano di Quisquina dice no all’ennesimo attacco della Nestlè
di Salvatore Petrotto 21/1/2012

La Regione siciliana regala l’acqua dei Monti Sicani a una multinazionale. Il governo dell’Isola, retto da Raffaele Lombardo, ha infatti firmato un’ulteriore autorizzazione per consentire alla NESTLE’ di prelevare l’acqua delle sorgenti di una delle più belle aree naturali dell’Agrigentino. A noi, in provincia di Agrigento, assai spesso ci mandano acqua inquinata dentro le case, per poi venderci in bottiglia – ci riferiamo proprio all’acqua VERA della NESTLE’ – l’acqua da bere e per cucinare. Ad un prezzo, ovviamente, di gran lunga superiore. Una beffa.
La notizia la leggiamo, con dovizia di particolari su Canicattì web: “Con nota n. 0177 del 9 Gennaio 2012, l’assessorato (regionale ndr) dell’Energia e dei servizi di Pubblica Utilità/Distretto Minerario di Caltanissetta, ha trasmesso al Comune di Santo Stefano Quisquina l’avviso con cui si notifica che la Nestlè Vera s.r.l. (oggi Sanpellegrino spa) fa istanza di aumento delle potenzialità di emungimento di altri 10 litri/sec. dai pozzi di Margimuto, che si aggiungono ai 10 litri già concessi alla multinazionale”.



“Tale situazione – leggiamo sempre su Canicattì web – è conseguente alla sentenza n°80 del 18/05/2011 che ha dichiarato illegittima la delibera di Giunta Regionale n°20 del 3 febbraio 2009, che bloccava di fatto questo procedimento. Dal 13 gennaio scorso l’avviso è esposto all’albo pretorio del Comune, con la prescrizione di 15 giorni di tempo per produrre eventuali opposizioni. In seguito a questo ennesimo atto di aggressivo sfruttamento delle risorse del bacino acquifero della Quisquina, ci ritroviamo a fare appello alla responsabilità dei politici e alla coscienza dei cittadini per sensibilizzarle e mobilitarle in difesa del patrimonio idrico del nostro territorio, così spesso minacciato da ogni sorta di speculazione e di spreco”.

È grave il fatto che si insista ad avallare l’interesse di una società privata che sfrutta a proprio esclusivo vantaggio un bacino idrico che “è lo stesso a cui attinge oggi un sistema di acquedotti che rifornisce sia l’area dei monti Sicani che la stessa Agrigento”, nonché la nostra stessa Comunità, ancora una volta lasciata sola a difendere l’acqua di tutti.

“Per evitare che si perpetui l’errore già commesso con le precedenti concessioni e in difesa degli interessi della Comunità di Santo Stefano di Quisquina e dell’equilibrio idrogeologico del nostro territorio, il Comitato Civico per la difesa dell’acqua pubblica, riunitosi in data 17-01-2012, avendo appreso di formali attività già avviate dall’amministrazione Comunale, presso la Presidenza della Regione e l’assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità
CHIEDE
al signor Sindaco del Comune di Santo Stefano Quisquina e all’Amministrazione che lo sostiene di produrre al più presto possibile, e comunque entro i termini utili, una valida e convincente OPPOSIZIONE a questo ennesimo atto di spoliazione del patrimonio idrico del nostro territorio. Ogni atto pubblico efficacemente condotto nella direzione indicata non potrà che ricevere l’apprezzamento dello stesso Comitato il quale, nella sua autonomia, si propone altre iniziative e civica opposizione, volte a stimolare una soluzione del problema anche in collaborazione con altri organismi e comitati in difesa dell’acqua, per la quale chiede l’allerta della cittadinanza.
Il comitato Civico per la difesa dell’acqua pubblica’’

In linea con questa ferma resistenza del comitato per la difesa dell’acqua pubblica, come si può ben notare, si esprime anche il deputato regionale del Pd e sindaco di Bivona, comune confinante con Santo Stefano di Quisquina, Giovanni Panepinto , concittadino e sostenitore dell’imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori, già condannati, Ignazio Cutrò.
Dice Giovanni Panepinto in una dichiarazione rilasciata a ‘Grandangolo’, il battagliero periodico diretto da Franco Castaldo: “E’ bene dire una parola chiara sulla ripubblicizzazione dell’acqua: la Sicilia non farà passi indietro. Dopo la norma voluta dal Pd e approvata nella finanziaria 2010, e dopo lo schiacciante risultato referendario, il parlamento regionale è al lavoro, in commissione, per varare la norma che permetterà il pieno ritorno alla gestione pubblica delle risorse idriche nell’Isola. In molti, compreso il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, parlano in questi giorni di ‘investimenti’: forse è il caso di ricordare che, fino ad ora, gli unici capitali investiti sono stati quelli pubblici, mentre i privati hanno pensato solo ad accaparrarsi gli utili. E’ evidente che così non si può andare avanti: i privati devono definitivamente farsi da parte, non ci sono alternative a questa strada”.


Dalla NESTE’ a Cutrò
Due vicende emblematiche, quella dell’acqua dei monti Sicani finita nelle mani di una multinazionale, e quella di Ignazio Cutrò: vicende che, peraltro, si snodano nelle stesse contrade, se è vero che Bivona e Santo Stefano di Quisquina sono due paesi dell’Agrigentino vicini l’uno all’altro. Il Cutrò è assurto agli onori delle cronache nazionali per le sue eclatanti iniziative per contrastare il fallimento della sua azienda che non lavora più, lo ricordiamo, dal giorno in cui – nel 2006 – l’imprenditore bivonese decise di denunciare le persone che gli chiedevano il ‘pizzo’.
Recentemente, al Cutrò, come ‘premio’ per la sua collaborazione con lo Stato, è stata recapitata una cartella esattoriale di 80 mila euro da parte della Montepaschi Serit, per debiti pregressi risalenti al periodo in cui la sua azienda era attiva. Cutrò è quell’imprenditore che trova le porte chiuse, ovunque si presenti, per tentare di ottenere qualche commessa pubblica o privata. Pertanto, è impossibilitato a pagare i debiti dovuti, per mancanza di commesse.
Cosicché il Cutrò si è rivolto al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, si è incatenato davanti tutte le più importanti sedi istituzionale di Stato e Regione, davanti alle porte dei Governi e dei Parlamenti, regionali e nazionali, per ottenere giustizia.
Al centro dell’attenzione dei TG regionali e nazionali, in un’ultima intervista a ‘Striscia la Notizia’, è riuscito strappare qualche promessa d’aiuto al presidente della Regione siciliana, Lombardo. Staremo a vedere quanti incatenamenti deve ancora porre in essere il Cutrò.
Per un imprenditore siciliano che si incatena per ottenere giustizia, la Regione di Lombardo che fa? Garantisce questa ingiustizia sociale. Regala la nostra acqua potabile alla multinazionale francese NESTLE’, che ci rivende la purissima acqua delle sorgenti dei monti Sicani, la nostra acqua, dentro a delle costosissime ed inquinanti bottiglie di plastica!
In provincia di Agrigento, come si suole dire, AVIEMMU L’ACQUA INTRA SENZA TUBI! Ed a che prezzo! Mille volte superiore a quello che dovremmo pagare.
E’ questa l’imprenditoria, caro Cutrò, che la Regione siciliana favorisce! Di Lei, come ben Le abbiamo sentito gridare in una lunga serie di azioni di protesta, tutte le istituzioni, sino ad oggi, se ne sono infischiate. E meglio regalare l’acqua alla francese NESTLE’ e costringerci a comprare la nostra stessa acqua minerale in bottiglia, che prestare attenzione a Cutrò!
Cutrò, imprenditore simbolo di quelle decine di migliaia di titolari di aziende fallite che stanno protestando in mezzo alle strade, unitisi col Movimento dei Forconi e con tutta la popolazione siciliana scesa in piazza, per rivendicare la loro sopravvivenza, anche fisica. Visto che sono, come Lei, tutti quanti allo stremo delle forze.
Mi si consenta una battuta fuori luogo: siamo tutti quanti con l’acqua alla gola! Anche nel senso più realistico del termine, visto che ci riferiamo all’ACQUA della NESTLE’, quell’ACQUA VERA che, veramente è nostra, ma che la Regione, lo ripeto, regala alla NESTLE’ ed indirettamente ci costringe a comprarla dai francesi.
Stu sirbizzu, lu putiva fari cuegghiè. Questo tipo di attività imprenditoriale di rapina lo poteva fare chiunque, non le pare caro Cutrò! In questi anni mentre Lei denunciava e si incatenava ovunque, nel disperato tentativo di trovare lavoro, i francesi l’hanno spuntata a danno di tutti noi, prendendoci per la gola, con l’acqua alla gola!


Santo Stefano di Quisquina dice no all’ennesimo attacco della Nestlè
Email: redazione@canicattiweb.com
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Redazione di CanicattiWeb.com
20 gennaio 2012 alle 06:53

Con nota n. 0177 del 9 Gennaio 2012, l’Assessorato dell’Energia e dei servizi di Pubblica Utilità / Distretto Minerario di Caltanissetta ha trasmesso al Comune di S. Stefano Quisquina l’avviso con cui si notifica che la Nestlè Vera s.r.l. (oggi Sanpellegrino s.p.a) fa istanza di aumento delle potenzialità di emungimento di altri 10 litri/sec. dai pozzi di Margimuto, che si aggiungono ai 10 litri già concessi alla multinazionale.
Tale situazione è conseguente alla sentenza n°80 del 18/05/2011 che ha dichiarato illegittima  la delibera di Giunta Regionale n°20 del 3 febbraio 2009, che bloccava di fatto questo procedimento.

Dal 13 gennaio scorso l’avviso è esposto all’albo pretorio del Comune, con la prescrizione di 15 giorni di tempo per produrre eventuali opposizioni.
In seguito a questo ennesimo atto di aggressivo sfruttamento delle risorse del bacino acquifero della Quisquina, ci ritroviamo a fare appello alla responsabilità dei politici e alla coscienza dei cittadini per sensibilizzarle e mobilitarle in difesa del patrimonio idrico del nostro territorio, così spesso minacciato da ogni sorta di speculazione e di spreco.

È grave il fatto che si insista ad avallare l’interesse di una società privata che sfrutta a proprio esclusivo vantaggio un bacino idrico che «è lo stesso a cui attinge oggi un sistema di acquedotti che rifornisce sia l’area dei monti Sicani che la stessa Agrigento», nonché la nostra stessa Comunità, ancora una volta lasciata sola a difendere l’acqua di tutti.

Per evitare che si perpetui l’errore già commesso con le precedenti concessioni e in difesa degli interessi della Comunità stefanese e dell’equilibrio idrogeologico del nostro territorio, il Comitato Civico per la difesa dell’acqua pubblica, riunitosi in data 17-01-2012, avendo appreso di formali attività già avviate dall’Amministrazione Comunale, presso la Presidenza della Regione e l’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità
CHIEDE

al signor Sindaco del Comune di S. Stefano Quisquina e all’Amministrazione che lo sostinene di produrre al più presto possibile, e comunque entro i termini utili, una valida e convincente OPPOSIZIONE a questo ennesimo atto di spoliazione del patrimonio idrico del nostro territorio. Ogni atto pubblico efficacemente condotto nella direzione indicata non potrà che ricevere l’apprezzamento dello stesso Comitato il quale, nella sua autonomia, si propone altre iniziative e civica di opposizione volta a stimolare una soluzione del problema anche in collaborazione con altri organismi e comitati in difesa dell’acqua, per la quale chiede l’allerta della cittadinanza.

Il comitato Civico per la difesa dell’acqua pubblica