Tutti in piazza a Siracusa il 19 novembre 2011 per difendere l'acqua pubblica
Iniziativa dei 12 sindaci della provinciache non consegnano gli impianti a SAI 8
Partenza: ore 10 Largo XXV Luglio Arrivo: Piazza Archimede
In piazza per difendere l’acqua pubblica. È quanto deciso ieri sera, in un incontro che si è svolto presso il Palazzo Comunale di Canicattini Bagni, dal Coordinamento dei Sindaci che non hanno consegnato gli impianti delle loro città a SAI 8, la società che in provincia di Siracusa gestisce il Servizio Idrico Integrato, e con il quale i primi cittadini hanno intrapreso un braccio di ferro per la rescissione del contratto, per una serie di inadempienze contrattuali, ad iniziare dai mancati investimenti nel territorio e il pagamento dei canoni annuali (oltre 4 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011), che le vengono contestate.

Insieme ai sindaci ieri sera c’erano anche i rappresentanti territoriali e regionali del Comitato Referendario Siciliano “2 Si per l’acqua bene comune”, che ha presentato all’Assemblea Regionale Siciliana una Proposta di Legge di iniziativa popolare, sottoscritta anche dai 12 Comuni che si rifiutano di consegnare gli impianti (che tra l’altro hanno modificato i propri Statuti a favore dell’acqua “bene comune”), attualmente in discussione alla IV Commissione all’ARS, per un riordino del Sistema Idrico Integrato della Regione Sicilia, alla luce del Referendum per la gestione pubblica dell’acqua, votato da quasi la totalità degli italiani.

Insieme, quindi, il Coordinamento dei Sindaci e il Comitato Referendario Siciliano, hanno concordato azioni di lotta comuni, ad iniziare dalla manifestazione pubblica a Siracusa programmata per sabato 19 Novembre alle ore 10,00, per ribadire assieme ai cittadini, alle associazioni, alla società civile e alle forze sociali e politiche della provincia, e complessivamente della Sicilia, l’inadeguatezza di una gestione privata dell’acqua, che sta causando, a senire i sindaci, enormi disagi alle popolazioni, sia per i mancati investimenti nel territorio, sia in termini di costi, a dir poco eccessivi.

Dunque, dopo aver vinto il primo scontro ottenendo dal TAR la sospensiva dei commissariamenti ad acta decisi dalla Regione, per la consegna degli impianti,
i sindaci sono sempre più decisi a recuperare il loro ruolo all’interno dell’ATO, oggi, a loro giudizio, occupato abusivamente (e in tal senso sono stati presentati ricorsi al TAR), dal Commissario regionale, e riconfermano la volontà di mantenere pubblico il servizio di gestione dell’acqua, non cedendo gli impianti a SAI8.

Si intensificano così le iniziative e si allarga il fronte delle adesioni in questa battaglia che non vede più soli i sindaci, ma con loro ci saranno oltre al Comitato Referendario Siciliano “2 Si per l’acqua bene comune”, anche tutti i cittadini, le associazioni, la società civile e quanti hanno a cuore il futuro di un servizio essenziale, come quello idrico che, secondo il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, vice presidente dell'Ato Idrico, non può essere mercificato, né può ripercorre strade, ritenute fallimentari, come quella della privatizzazione con SAI 8.

Un appello che i sindaci rivolgono a tutti, soprattutto alle popolazioni dei Comuni della provincia, per una adesione massiccia alla manifestazione del 19 novembre al termine della quale, in Piazza Archimede, si chiederà un incontro con il Prefetto di Siracusa.



IL TAR SOSPENDE IL COMMISARIAMENTO DEL COMUNE DI CANICATTINI BAGNI PER LA CESSIONE DEGLI IMPIANTI AL CONSORZIO ATO IDRICO E A SAI 8
Gaetano Guzzardo Giovedì 03 Novembre 2011

Con decreto n.1327 di oggi, 3 novembre, il TAR di Catania ha disposto, come sta avvenendo anche per gli altri Comuni, la sospensione del commissario ad acta nominato a Canicattini Bagni dalla Regione Siciliana per sostituirsi al sindaco nella consegna degli impianti al Consorzio ATO Idrico di Siracusa, e da questi a SAI 8, la società che in provincia di Siracusa gestisce il Servizio Idrico Integrato, e con il quale il Coordinamento dei 12 Sindaci che si rifiutano di consegnare gli impianti, hanno intrapreso un braccio di ferro per la rescissione del contratto, per una serie di inadempienze contrattuali, ad iniziare dai mancati investimenti nel territorio e il pagamento dei canoni annuali (oltre 4 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011), che le vengono contestate. Adesso, in attesa degli altri ricorsi sulla nomina del Commissario straordinario da parte del presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, che ormai da qualche mese ha "occupato" illegalmente, come sostengono i sindaci, il ruolo del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, la presidenza dello stesso e la presidenza dell'Ato Idrico (per legge spettante al presidente della Provincia), e in attesa della sentenza del CGA sul "giudizio di ottemperanza", richiesto da SAI 8 sulla prima decisione dello stesso Consiglio di Giustizia Amministrativa che di fatto ha ritenuto illegittimo il bando di gara per l'attribuzione del servizio (che di fatto inficerebbe tutti gli atti sin qui prodotti) , la battaglia si sposta in piazza, con la Manifestazione del 19 Novembre a Siracusa, indetta dal Coordinamento dei Sindaci e dal Comitato Referendario Siciliano "2 Si per l'acqua bene comune". Intanto la IV Commissione dell'Assemblea Regionale Siciliana studia e discute la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, presentata dal Comitato Referendario e sottoscritta anche dai 12 Comuni che si rifiutano di consegnare gli impianti (che tra l'altro hanno modificato i propri Statuti a favore dell'acqua "bene comune"), per un Riordino del Sistema Idrico Integrato della Regione Sicilia, alla luce del Referendum per la gestione pubblica dell'acqua. «Non avevamo dubbi - sottolinea il sindaco Paolo Amenta, vice presidente dell'Ato Idrico - sull'esito del ricorso contro la nomina dei commissario ad acta. Le motivazioni del nostro rifiuto a consegnare gli impianti a SAI 8 hanno basi solide. Oltre alle inadempienze contrattuali che da tempo solleviamo, già di per se motivo della rescissione del contratto, siamo infatti di fronte all'inadeguatezza del gestore a garantire un servizio efficiente, senza causare disagi, come sta av-venendo, agli utenti. Per questo invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, le forze sociali e politiche a scendere in piazza il 19 novembre, contro la mercificazione dell'acqua bene comune».




IL COORDINAMENTO PROVINCIALE DI FLI E L’ON. FABIO GRANATA A FIANCO DEL SINDACO PAOLO AMENTA NELLA BATTAGLIA PER L’ACQUA PUBBLICA
Siracusa 03 Novembre 2011

Il Coordinamento provinciale di FLI Siracusa, riunito ieri sera alla presenza dei coordinatori provinciali e del vice coordinatore nazionale on. Fabio Granata, ha espresso la più ampia condivisione della battaglia e del percorso intrapreso dal Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, e con lui dal Coordinamento dei Sindaci che non hanno consegnato gli impianti al  gestore del servizio idrico integrato della provincia, SAI 8, e aderisce alla Manifestazione pubblica a difesa dell’acqua “bene comune” di sabato 19 Novembre.

«Non posso non essere d’accordo e condividere – ha detto l’on. Fabio Granata – la battaglia intrapresa dai Sindaci guidati dal primo cittadino di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nella sua veste anche di vice presidente dell’Ato Idrico della provincia di Siracusa, per evitare di consegnare nelle mani dei privati un bene comune come l’acqua che non può, come di fatto si vorrebbe, essere ridotto a logiche di mercato. Il 12 e 13 giugno, con un voto netto e chiaro, la stragrande maggioranza del popolo italiano ha ribadito con forza questo principio, sottolineando il diritto universale alla gestione pubblica dell’acqua.
A tutt’oggi però il Governo nazionale nulla ha fatto per dare attuazione a questo grande risultato di civiltà. Per questo, sosteniamo la lotta dei Sindaci e dei Comuni che difendono i loro impianti dall’aggressione di un privato con il quale, stando alla sentenza del CGA che ha dichiarato illegittimo il bando per l’assegnazione del servizio, si deve subito rescindere il contratto. Così come siamo a fianco del Sindaco Amenta e degli altri Sindaci nel rivendicare il loro ruolo di legittimità all’interno dell’Assemblea dell’ATO Idrico Siracusa, oggi totalmente annullato da un Commissario straordinario nominato dal Presidente della Regione. Per quanto mi riguarda, nel sostenere la Proposta di Legge di iniziativa popolare per un Riordino del Sistema Idrico Integrato in Sicilia, alla luce del risultato referendario, mi farò promotore di interrogare il Ministro su questa vicenda e, nello stesso tempo, mi farò portavoce presso il gruppo parlamentare di Fli all’Ars, per iniziative in tal senso e per la revoca del Commissariamento dell’ATO Idrico di Siracusa».