L’AQUILA 14 ottobre 2010 –
I soldi per i servizi erogati ai terremotati dopo
il sisma del 6 aprile 2009 non sono arrivati e gli albergatori, esasperati
da una situazione che ritengono sia divenuta insostenibile,
sospendono “pulizia, cambio biancheria e ristorazione agli ospiti aquilani”.
Con una nota, la vicepresidente di Federalberghi L’Aquila, Mara Quaianni,
ha ribadito stamani l’ultimatum lanciato dagli albergatori che hanno minacciato
di sospendere, da domani, l’erogazione dei servizi: “Preso atto che, nonostante
le rassicurazioni ricevute dal commissario Chiodi,
a oggi non risultano ancora pervenuti i pagamenti delle nostre spettanze,
ci vediamo costretti, nostro malgrado, a sospendere
dalla giornata di domani, come concordato in assemblea, i servizi
agli ospiti aquilani”. A Federalberghi L’Aquila ha
risposto subito dopo il commissario straordinario per la ricostruzione
e presidente della Regione, Gianni Chiodi, annunciando
che parte degli 80,5 milioni disponibili per le spese per l’emergenza-Abruzzo
sarà utilizzata anche per igli hotel che hanno ospitato e che ospitano
gli sfollati.
E poi ha fatto sapere che già oggi sono stati
firmati pagamenti per 2,6 milioni di euro, a copertura delle spettanze
fino
al mese di febbraio. “E’ inaccettabile e disumano
– ha affermato il governatore – l’atteggiamento di certi imprenditori che,
minacciando di interrompere i servizi agli sfollati, cercano di far leva
sul disagio di persone, già così duramente colpite,
per ottenere condizioni diverse da quelle concordate
ed accettate da tutti gli operatori abruzzesi”. “Paradossalmente,
chi si lamenta – ha aggiunto Chiodi – è chi
ha ricevuto maggior vantaggi, rispetto ai colleghi non aquilani, avendo
incassato
due mensilità in più. Vorrei anche stigmatizzare
come siano proprio gli albergatori del capoluogo di regione a mostrarsi
meno solidali verso i concittadini aquilani”.
La protesta degli albergatori.
Nella nota diramata stamani, Federalberghi L’Aquila
ha sottolineato il fatto di trovarsi di fronte alla difficile condizione
di mettere in ulteriore difficoltà cittadini
già pesantemente provati dal sisma, ma di non avere altra possibilità
per far valere
le proprie ragioni: “Siamo dispiaciuti del fatto che
a subire le conseguenze di tale incresciosa situazione saranno i nostri
concittadini già come noi fortemente colpiti dal terremoto, ma non
abbiamo purtroppo altri mezzi per sostenere le nostre ragioni che sono
evidenti”. “Ovviamente – si legge ancora – appena riceveremo quanto dovuto,
riattiveremo i servizi che abbiamo assicurato, con grandi sacrifici e difficoltà
finanziarie, sin dall’inizio del post-sisma”.
Gli sfollati sostengono gli albergatori.
Al fianco degli albergatori, che protestano da tempo,
si erano schierati alcuni giorni fa anche gli sfollati loro ospiti.
“La ricostruzione della nostra amata città
– aveva scritto un gruppo di sfollati in una lettera aperta – non passa
solo attraverso la ristrutturazione delle case, ma anche attraverso l’economia
locale. Oltre ad ospitarci, i gestori degli alberghi danno lavoro
a numerose persone che trovano così un reddito”.
“Anche i proprietari degli hotel della città dell’Aquila – si leggeva
ancora – sono degli sfollati e che hanno le loro giuste esigenze”. Di qui
l’appello alle istituzioni: “A nome dell’autentico impegno profuso dagli
albergatori nei nostri confronti – scrivono gli sfollati – ci sentiamo
in dovere di esprimere solidarietà e dare
il nostro sincero appoggio alla loro protesta. Ci
auguriamo che chi di competenza onori gli impegni economici tanto
propagandati a favore delle strutture ricettive”.
(E domani scade l’ultimatum lanciato dalla Federalberghi
L’Aquila.)
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